Armi? Tagliamo le spese!!!
Tutti i paesi occidentali fanno tagli pesanti alle armi e ai caccia,noi no. E fanno riduzioni ingenti dei generali e alle truppe,noi no. "In Italia abbiamo un vero e proprio esercito di generali (più di 600) con relativi benefit accessori come auto blu e attendenti,un numero equivalente ai deputati, sterminato! La cosa più strana è che il nostro Paese vanta ben 69 generali di Corpo d'armata:più del doppio dei corpi d’armata attualmente operativi in Italia. Ce ne sono 50 tra Esercito,Aeronautica e Marina, 10 nell’Arma dei Carabinieri e 9 nella Guardia di Finanza.Questi numeri sono poi rafforzati da 2.700 colonnelli,13.000 ufficiali: una massa gigantesca di dirigenti con stipendi ‘pesanti’ a guidare un numero sempre più ristretto di soldati". (Angelo Bonelli)
"I dati sull'occupazione sull'occupazione diffusi oggi dall'Istat - un giovane su 3 è senza lavoro - sono drammatici ed impongono un intervento immediata inversione di rotta: è assurdo che in questa situazione l'Italia abbia destinato 15 miliardi per l'acquisto di 131 caccia F-35, programma che anche gli Usa stanno pensando di abbandonare".
"Non ci sono solo gli F-35 che costeranno oltre 15 miliardi ma l'ultima trance del programma per i caccia Eurofighter (5 miliardi); l'acquisto di 8 aerei senza pilota (1,3 miliardi); l'acquisto di 100 nuovi elicotteri NH-90 (4 miliardi); l'acquisto di 10 fregate FREMM (5 miliardi); 2 sommergibili militari (1 miliardo); il programma per i sistemi digitali dell'Esercito che costerà alla fine oltre 12 miliardi di euro.
Chiediamo al governo Monti di tagliare subito le spese per gli armamenti di almeno 12 miliardi di euro.
Le spese per gli armamenti dei prossimi anni ammontano complessivamente a oltre 43 miliardi. Tagliamoli almeno di 15 miliardi!"
In valore assoluto,il taglio maggiore è stato quello della Francia,1,9 miliardi in meno dal 2010 (32,1 miliardi) al 2011 (30,2 miliardi), con una riduzione del 6%.
La Spagna ha ridotto la spesa per la funzione difesa del 6,5%, ttestandosi su 7,2 miliardi nel 2011, e la Gran Bretagna dello 0,8% rimanendo di gran lunga il 1° paese europeo per spese militari con 38,1 miliardi. Al 2° posto la Germania,che aumentando la spesa per la funzione difesa dell’1,3% nel 2011 supera con 31,5 miliardi la Francia.
Sostanzialmente stabile nel biennio in esame la spesa per la funzione difesa in Italia, con circa 14,4 miliardi di euro sia nel 2010 che nel 2011, corrispondenti allo 0,9% del Prodotto interno lordo (Pil) (ma c'è chi dice 23 mld!)
http://www.repubblica.it/esteri/2012/01/03/news/difesa_usa-27544138/
La Germania farà un taglio alla spesa militare di 10 miliardi in 4 anni e l'eliminazione della coscrizione obbligatoria.
La Francia vuole risparmiare 3 miliardi e mezzo entro il 2013.
La Gran Bretagna deve ancora definire i particolari del taglio, che si annuncia comunque doloroso e che gli analisti prevedono vicino al 10% del bilancio.
La nota dominante è la stessa in tutto il continente: i tagli alla difesa sono un'opzione per il risparmio socialmente molto meno esplosiva di altre.
http://www.presseurop.eu/it/content/article/314551-l-unione-fa-il-risparmio
E il generale De Paola di quanto vuole ridurre le spese militari italiane?
Non intende tagliare niente e addirittura pensa di aumentare le spese militari. Ritoccherà solo leggermente le missioni estere, ma lascerà intatto tutto il comparto di acquisizione di armamenti, compreso il contestatissimo programma dei cacciabombardieri
Siamo il Paese che se la passa peggio in Europa. Meritavamo di avere un ministro della Difesa che fosse un generale (1° e unico caso in Italia e in Europa), il quale non intende assolutamente fare tagli sulle armi? E' legittimo e accettabile un simile comportamento arido e assolutistico?
vivianav v., Bologna 16.10.12
Due conti,
così, tanto per tenerci informati…e capire dove vanno a finire milioni di euro mentre i pensionati, i disoccupati e i precari continuano a prenderlo in quel posto! I dati provengono tutti dal Sole 24 Ore quindi una certa dose di attendibilità ce l’hanno.
Prima di passare direttamente alle spese inerenti agli inutili caccia F35, vediamo che i Tornado, già operativi nel nostro territorio, ci costano circa 800mila euro per un’ora di volo e il costo di uno solo dei missili con cui sono armati i velivoli per neutralizzare i radar nemici è di oltre 100mila euro.
Vedi sito de Il Sole http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-23/prima-settimana-milioni-063629.shtml?uuid=AaryAmID&fromSearch
Ora l’Italia ha già ordinato i primi tre caccia F-35 il cui costo complessivo si aggira intorno agli 80 milioni di dollari. Poi c’è l’immancabile presa per il culo.
Il generale Claudio Debertolis, membro della commissione Difesa della Camera, ha detto (sempre al Sole 24 Ore) che “I primi velivoli costano sempre di più e a regime gli F-35 costeranno circa 55 milioni l'uno”. Un bel risparmio quindi, ma sulle spalle di chi?
Perché l’Italia deve armarsi in questo modo? Contro chi dobbiamo combattere? In un momento di crisi acuta come quello attuale, che necessità c’è di sperperare milioni di euro prelevati direttamente dalle nostre tasche? Possibile che per queste spese “inutili” i soldi sono sempre disponibili e per ridistribuire in po’ di ricchezza ai cittadini questi mancano sempre? Che razza di Stato è questo?
Si continua a tagliare sui servizi, si continuano a profanare le tasche della gente che lavora e paga regolarmente le tasse, ci stanno affamando e turlupinando con questa storia che riducono l’aliquota IRPEF ma aumenta l’IVA dell’1%, cos’ da una parte si risparmiano 5 miliardi e dall’altra ne escono 7. E questi farabutti pensano agli F-35? Con questi chiari di luna? Veramente non ci sono parole!
Felice D., Roma 16.10.12