Sallusti in galera? Era ora. Ma è anche ora di cambiare la legge che regolamenta il giornalismo in Italia.
Sallusti che sta per essere condannato per diffamazione, è stato descritto praticamente da TUTTI i giornali come una vittima. E lui si è messo dentro questo ruolo, rifiutando di fare rettifiche o di chiedere grazia al Presidente della Repubblica e accusando tutti i partiti di ipocrisia nei suoi confronti. E’ chiaro che vuole essere imprigionato per mostrare al mondo che viviamo in un’Italia che non gli permette di offendere chiunque, come invece lui solitamente usa fare e come ha fatto impunemente nel tempo in cui il suo padrone era al vertice del potere. Che la legge sulla diffamazione vada cambiata è cosa su cui si discute da tempo, ma senza prendere alcuna decisione. Con l’attuale legislazione , se la vittima offesa sceglie il procedimento civile, deve essere , in caso di sentenza favorevole, subito risarcita, senza aspettare le altre sedi di giudizio. Ma da questo a dire che un diffamatore professionista non debba essere punito se non con una modesta ammenda pecuniaria (che il suo capo paga volentieri) è come dare un lasciapassare per il crimine: io ho i soldi quindi diffamo chi voglio e quando voglio... ! Nella legge deve essere anche prevista la detenzione nei casi + gravi perpetrati da recidivi!! Se uno è un giornalista deve raccontare la verità dei fatti e non infangare in cambio di soldi, fottendosene delle persone che danneggia! E' incredibile che solamente il soldato Sallusti rischi il carcere, considerando il cumulo di scemenze che scrivono i giornali italiani. Nel suo caso è successo che un giudice si è rotto le scatole nel sentirsi definito un assassino, lo ha denunciato e poi, Sallusti direbbe “per solidarietà tra giudici comunisti”, il tribunale gli ha dato ragione. In infiniti altri casi le condanne per diffamazione sono state seguite da pesanti multe, per pagare le quali gli interessati hanno visto pignorato persino il proprio emolumento mensile. Scandalosa, ma ignorata dalla stampa, la sentenza contro Umberto Santino, condannato a pagare i5 mila euro come risarcimento a don Calogero Mannino, per avere pubblicato un documento che circolava in tutta Palermo da molto tempo e in cui si accusava il boss, scusate, l’uomo politico di essere responsabile dell’omicidio di Piersanti Mattarella. Non meno vergognosa la sentenza di condanna di Pino Maniaci, per avere messo in onda una ripresa in cui un uomo politico partinicese accusava la Bertolino di essere “seminatrice di morte. Tutti si sono preoccupati di mostrare solidarietà al servo del Berlusca, promettendo di approvare una legge, magari ad personam, che consenta a quella sottospecie di giornalista di cui stiamo parlando, di evitare il carcere, ma è anche vero che nessuno vuole cambiare questa legge, o, se vuole cambiarla lo farebbe per peggiorarla e soprattutto per proibire l’uso delle intercettazioni, cosa che si potrebbe affrontare in altro momento. Cosa proporre? Certamente che, in caso di errate o distorte informazioni il giornalista e l’editore per lui responsabile possano smentire o rettificare quanto affermato, sullo stesso giornale che ha pubblicato la notizia incriminata. Tutto qua. Come si pubblica, si spubblica. A meno che non si tratti di gravi accuse deliberatamente inventate: in tal caso l’intervento della magistratura dovrebbe servire a tutelare la dignità dell’offeso. Come nel caso in questione. La responsabilità dell’editore e del direttore andrebbe comunque scissa da quella dell’autore: nel nostro caso l’autore dell’articolo incriminato era lo spione agente Betulla che solo la spregiudicatezza di berlusconi poteva promuovere a deputato. Per tornare dalle nostre parti le innumerevoli querele di cui questa emittente è stata oggetto, e non solo da parte della Bertolino, vanno lette nell’ambito del corretto esercizio del diritto di cronaca, ma fino a che punto questo può esonerare dall’esprimere una propria opinione, e fino a che punto l’espressione di questa opinione a mezzo stampa è diffamatoria? Vedremo se il parlamento, trattandosi del cagnolino di Berlusconi, si deciderà a far subito una nuova legge o se, come al solito opterà per qualche intervento tampone, rinviando il tutto a tempi migliori. (S.V.)