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Terrasini: Torre Alba: il Comune perde la causa e la torre ritorna al vecchio proprietario.

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Torre Alba: Il Comune di Terrasini perde la causa e la torre torna in mano ai vecchi proprietari.

Negli anni 60 la chiamavano “Torre Fanara”, dal nome dei suoi proprietari, la famiglia Fanara di Terrasini; poi venne acquistata dalle monache del Collegio di Maria, che vi andavano a passare il periodo estivo, vi fecero costruire una brutta dependance, che deturpava l’immagine della Torre e fecero anche costruire una sorta di scala che consentiva di scendere nel mare sottostante, dove c’era una spiaggetta, divenuta, nella denominazione popolare, la “spiaggetta delle monache” , probabilmente risalente, secondo il Villabianca. Poi venne acquistata dal capitano Giuseppe Cusumano, uno strano personaggio, più volte candidato al consiglio comunale di Cinisi per il partito Repubblicano, già proprietario di pompe di benzina per il rifornimento dei natanti, prima al porto di Genova e poi a quello di Palermo: finì sui giornali per avere chiesto la mediazione di un mafioso, rispetto a un tale, altrettanto mafioso,  che voleva accaparrarsi la gestione della pompa di benzina del porto di Palermo. Il capitano, in un certo momento stava pensando di costruire una sorta di  passaggio che gli consentisse l’accesso a mare, ma venne bloccato dopo un intervento di denuncia del gruppo verde di Terrasini. Negli anni 90 il Comune di Terrasini procedette all’esproprio dell’immobile per pubblica utilità, con tutto il terreno circostante. Venne abbattuta la costruzione fatta dalle monache e la torre ritornò alla sua struttura originaria, unica nel suo genere, che comprende, assieme alla torre, un caseggiato annesso. Uno studio fatto da Salvo Vitale gli restituiva il suo nome originario, quello di Torre Alba, risalente, secondo il Villabianca al nome del vicerè Diego Enriquez de Guzman conte di Albadeliste: certamente fu una di quelle torri costruite nella seconda metà del 1.500, appartenenti al circuito delle torri dette “camilliane”, perché facenti parte di a un progetto dell’ingegnere Camillo Camilliani, secondo il quale ogni torre era in comunicazione con un’altra e la avvisava con segnali, nel caso di arrivo di navi di pirati turchi. La torre Alba è in corrispondenza con la Torre del Molinazzo, che è quella interna all’aeroporto di Punta Raisi e comunica con la torre di Capo Rama. Nel 2000 il regista Marco Tullio Giordana vi girò alcune scene del film “I cento passi” immaginando che quello fosse il posto della Comune di Villa Fassini, che, per un certo periodo fu vicina a  Radio Aut, la radio di Peppino Impastato,  e vi fece dipingere all’interno alcuni disegni uguali a quelli che gli hippies avevano fatto nella loro sede originaria. Nel 2002,  il Comune riusciva ad ottenere un finanziamento attraverso il PIT, piano delle torri e dei castelli, e procedeva al restauro dell’immobile, inaugurato nel 2009 e destinato ad ospitare un museo, secondo un progetto mai andato in porto. Non andò neanche in porto un bando fatto dal Comune nel 2009, per affidare l’immobile a un’associazione o organizzazione che ne facesse un centro di iniziative culturali. Il Il restauro venne condotto condotto malamente, con la complicità della Sovraintendenza ai monumenti che non si accorse o non si volle accorgere di niente, malgrado gli appelli dell’allora sindaco Consiglio. La torre veniva intonacata all’esterno con un bianco abbagliante che la rendeva come una nota stonata nell’ambiente circostante, un pugno nell’occhio. Il restauro era condotto in un modo così approssimativo che già, dopo pochi mesi, a causa della salsedine, l’intonaco cominciava a scrollarsi lasciando sotto il tufo originario, comunque migliore e più gradevole. In pratica, il restauro della Cantina borbonica di Partinico, condotto anch’esso in modo approssimativo, rispetto al restauro di Torre Alba rappresenta un capolavoro e pone il problema di come sono condotti questi restauri, spesso ad opera di progettisti che non hanno, in materia, competenza alcuna. L’esproprio fatto dal Comune comportò un ricorso al Tar da parte del proprietario, che riteneva la somma inadeguata e che si è appellato alla nuova normativa europea sugli espropri per pubblica utilità, entrata in funzione proprio quando è iniziata la procedura di esproprio della torre.  Dopo molto tempo la causa è stata vinta da costoro e tutto il terreno attorno dovrebbe essere restituito. Il Consiglio Comunale di Terrasini, riunito il 23 ottobre, ha dato mandato al sindaco di procedere a un nuovo decreto di esproprio o a un eventuale accordo con i proprietari, per far tornare la torre e il terreno circostante sotto il controllo del Comune. Si parla di una cifra complessiva di un milione e 100 mila euro che, naturalmente, il Comune non sa da dove prendere, a meno di non rivolgersi alla Cassa depositi e prestiti. 

 

( 23 ottobre 2012 )



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