AL VOTO
Al voto, al voto!!!.
In scena l’indegna farsa
di riconsacrazione dei baroni,
la conferma conclamata
di una schiera di paracadutati
dalle segreterie dei partiti,
tutti più che sicuri di mantenere intatta
la ragnatela del privilegio
e la possibilità di arraffare
da trasmettere ereditariamente.
Sete di permanenza al potere,
e il nuovo avanza
col rincaro generalizzato,
con l’aumento dei ritmi
e l’abbassamento dei salari reali,
con le stanze per i vip,
le crociere, l’alta moda, il titolo,
la scorta, l’autoblu, la presidenza,
il pedofilo in sacrestia,
il mercante che compra la tua vita.
Neofascisti spopolano
con la benedizione del vaticano,
mafiosi fumano nei covi di mediaset,
puttane si concedono a bavosi industriali,
precarie sperano di diventar signore,
proletari si eccitano guardando il nano.
Non è più possibile tacere,
mettere la testa sotto la sabbia,
consegnare il futuro
alla marcia furibonda di speculatori,
assatanati dal profitto.
Sulla scheda il nostro pensiero.
Togliamogli l’applauso,
roviniamogli la festa,
ridiamo dei loro vestiti,
cominciamo a vederci, a parlarci, a muoverci
Gettiamoli nella pattumiera
che hanno costruito per noi:
è per questo che odiano le rivoluzioni:
vogliono restar pastori
ed eternarci pecore.
(Salvo Vitale in “Arrangiamenti”, Navarra editore)