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La svendita del patrimonio statale

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La svendita del patrimonio statale

 

Analizziamo le dichiarazioni del neoliberista Montezemolo, sostenitore di Monti http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC-_11122012_1442_322801228.html

 

Montezemolo sostiene che per ottenere risorse da investire nel welfare, lo Stato, che ha un patrimonio immobiliare straordinario, deve vendere e liberalizzare.

Innanzitutto vorrei segnalare che il welfare dovrebbe essere una voce del bilancio dello Stato fondamentale i cui fondi dovrebbero essere recuperati non attraverso il recupero momentaneo di soldi provenienti dalle vendite del patrimonio immobiliare, dato che una volta esaurito questo patrimonio ci troveremo senza fondi per il welfare, quindi è una politica insostenibile.

Soprattutto vendere l'immenso patrimoniale dello Stato nel momento di crisi attuale, equivarrebbe a vendere le parti appetibili del patrimonio a prezzi bassissimi, favorendo quel 10% della popolazione italiana che detiene il 50% della ricchezza nazionale, di cui Montezemolo fa parte.

Un comportamento normale sarebbe quello di chiedere che da tale patrimonio immobiliare lo Stato ne tragga il maggior profitto possibile attraverso la concessione onerosa verso i privati, in modo da ottenere un flusso di entrate costanti.

Purtroppo non c'è nulla di normale, dato che lo scopo, in realtà, non è la sostenibilità del welfare e del benessere dei cittadini, ma la graduale distruzione dell'importanza sociale dello Stato a favore del libero mercato.

 

(Roberto Improta 11-12-2012)

 

 

( 26 dicembre 2012 )



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