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Ricordando Falcone

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Ricordando Falcone

Non si sa se definire quella di oggi una giornata di festa o di lutto. Dovrebbe trattarsi di  lutto, dal momento che si ricorda la morte del giudice Falcone, ventunanni fa, e quella, avvenuta proprio ieri di un grande prete, don Gallo, noto per essere stato il prete dei poveri, degli umili, dei partigiani. Lui stesso amava definirsi un prete comunista, si presentava ai raduni partigiani con il fazzoletto rosso al collo e l’immancabile sigaro, cantando    “bella ciao” . Una volta, durante un raduno disse una famosa frase del vangelo: “E’ più facile che il cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli.”. E attenzione al cammello: si tratta di una robusta corda  che serve per ancorare le navi. Nel cielo dove andrò , sono sicuro che, almeno lì, non incontrerò berlusconi” Ma torniamo dal lutto alla festa: Stamattina si sono presentate, al porto di palermo due navi “le navi  della legalità”, con  migliaia di ragazzi. Particolarmente curiosa la vicenda di alcuni alunni del Liceo Scientifico di Partinico, che avendo vinto il premio di un concorso bandito  dalla Fondazione Falcone, poiché questo premio consisteva in un viaggio da Napoli a Palermo, si sono recati, a spese della scuola, a Napoli, per potere imbarcarsi, e tornare subito dopo in Sicilia. Sulla nave hanno potuto fare esperienza, conoscere Don Ciotti, Nando Dalla Chiesa e altri. Va detto che la Fondazione Falcone ha elargito 2000 euro ad ogni scuola che ne avesse  fatto richiesta, così come ha garantito a tutti un sacchetto con la  colazione, panino e bibita, oltre che magliette, cappellini. Ieri abbiamo visto lo svolgimento della manifestazione a Partinico. La manifestazione odierna proseguirà in un parco attiguo all’Università, rinominato Parco Nino Cassarà, dove ci saranno discorsi, musica e testimonianze, per tutto il giorno.  Blablabla

Da Partinico sono partiti vari pulmann che ritorneranno stasera, dopo la rituale visita all’albero Falcone di via Notarbartolo, Non si sa cosa resterà ai ragazzi di tutta questa esperienza  e ci si chiede, ogni volta che finisce   questa data con le sue manifestazioni, se è giusto spendere        tanto denaro che potrebbe essere utilizzato in altro modo, cioè venendo incontro ai drammatici bisogni di tanta gente che, in questi tempi di crisi affolla le istituzioni religiose alla ricerca di un pezzo di pane o di un qualsiasi lavoro. A Cinisi il Forum Sociale Antimafia è riuscito a portare avanti tre giorni di iniziative e manifestazioni , per ricordare l’assassinio di Peppino Impastato, senza una lira, con un corteo di circa tremila partecipanti.  E comunque Falcone va ricordato soprattutto per la frase in cui invita ognuno a fare il proprio dovere, anche a costo della morte: solo così si può realizzare  la dignità di ogni uomo. Per essere fedele al suo dovere Falcone istruì il maxiprocesso, mandò alla sbarra più di 300 mafiosi, denunciò alcuni degli infiniti legami tra la politica e la mafia, pensava a una superprocura che coordinasse tutte le indagini sul crimine organizzato, cosa che si realizzò dopo la sua morte, credeva che prima o poi la mafia, come tutte le cose umane, aveva avuto un’origine e avrebbe avuto una fine. Certamente una fine ci sarebbe stata se egli avesse  potuto, assieme a Borsellino e ad altri coraggiosi giudici,  continuare nella sua azione, con i suoi metodi. . Ed è per questo che amici e nemici li hanno fermato.

Salvo Vitale

( 23 maggio 2013 )



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