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Anche i Padri Sacramentini si dichiarano contrari alla decisione del Sindaco di Ponteranica
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Riportiamo testualmente un comunicato giuntoci dai padri dell'ordine dei Sacramentini cui apparteneva padre Baggi, il prelato al quale, secondo il sindaco leghi-fascista di Ponteranica, andrebbe intitolata la Biblioteca sottratta alla memoria di Peppino.
COMUNICATO STAMPA
I Sacramentini: “la biblioteca comunale torni ad essere dedicata a Peppino Impastato”
Prato, 11 settembre 2009
In relazione agli articoli pubblicati oggi dalla stampa sulla decisione di dedicare la biblioteca del Comune di Ponteranica (BG) a un religioso sacramentino rimuovendo la targa di Peppino Impastato, P. Santi Rizieri, Superiore Provinciale della Provincia Italiana dei Padri Sacramentini, precisa che:
- questa decisione è stata presa in assoluta autonomia dall’Amministrazione di Ponteranica e i religiosi sacramentini ne sono venuti a conoscenza solamente dopo che la delibera in questione era già stata approvata;
- la Comunità dei Padri Sacramentini riconosce e stima l’operato che contraddistinse il lavoro di padre Giancarlo Baggi, ma non può approvare che la memoria di un confratello sia usata in una logica di contrapposizione e di divisione, tanto più se questa contrapposizione riguarda un testimone di giustizia come Peppino Impastato, ucciso per il suo impegno civile.
I religiosi sacramentini auspicano dunque che la biblioteca comunale torni ad essere dedicata a Peppino Impastato, fiduciosi che l’Amministrazione comunale riuscirà a trovare soluzioni alternative per ricordare l’opera di padre Baggi.
Per ulteriori informazioni rivolgersi a
p. Giuseppe Bettoni, vicario provinciale, 335-8471825 (giuseppe.bettoni@ssseu.net).
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Ci sono 1 commenti sulla notizia
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----- Original Message -----
From: Gaspare e Judith
To: giovanni impastato
Sent: Friday, September 11, 2009 5:53 PM
Subject: Itis paleocapa per Peppino Impastato
Egregio Direttore,
Nella bergamasca non ci sono solo sindaci leghisti come Aldegani di Ponteranica che ha deciso di rimuovere la targa di Peppino Impastato dalla biblioteca. In questi ultimi anni è cresciuita una coscienza civile che finalmente riconosce il cancro-mafia non più legato a certe regioni bensì problema nazionale ed internazionale.
Come ITIS "Paleocapa" di Bergamo, da anni lavoriamo su questi temi. In particolare, per Peppino, abbiamo più volte avuto nella nostra scuola Giovanni, il fratello, con la moglie Felicia a parlare di legalità e lotta alla mafia. Il prossimo incontro è previsto per il 26 di settembre, dove Giovanni, intervistato dal sottoscritto, ci parlerà del suo libro appena uscito "Resistere alla Mafia". E a Novembre Lucia Sardo (mamma di Peppino ne "I cento passi") sarà nel nostro istituto con "La madre dei ragazzi")
Più volte, con centinaia di studenti, siamo andati a Palermo per incontrare Rita Borsellino, gli amici di "Casa Memoria" di Cinisi, a seguire incontri e seminari. Non semplici gite ma veri Viaggi d'Istruzione: sempre presente il nostro preside ing. Michele Nicastri.
E per tener viva la memoria di chi, lottando contro la mafia, ci ha lasciato la vita, per Peppino Impastato abbiamo anche piantato un gelso nel giardino della nostra scuola. Con tanto di targhetta che nessuno riuscirà mai a rimuovere.
prof. Gaspare D'Angelo
referente "Educazione alla Legalità"
Itis "Paleocapa", Bergamo
035 31 47 49 338 5213292
p.s Allego mia poesia. Chi vuole può andare su youtube e digitare il mio nome per sentire "Falcone e le ali" recitata davanti al procuratore nazionale antimafia Grasso
Cento Passi
Io c’ero…
quel nove maggio del settant’otto,
e dai 98.800, a Palermo,
ne udimmo il botto.
Io c’ero…
quando la meglio gioventù arrivò a Cinisi,
sullo stesso binario dove…
fu massacrato.
Noi c’eravamo…
quando sfilammo
dietro lo striscione
“La mafia uccide, il vostro silenzio pure”.
E come potevamo non esserci…
quando muti urlammo la nostra rabbia
tra quei cento passi che dividevano
la casa di Tano Seduto da quella degli Impastato.
E come potevamo non esserci…
quando, davanti a quella casa,
Felicia ci accolse
con sguardo di pietra e pugno chiuso.
Io c’ero…
ventidue anni dopo, al Capitol,
quel sabato pomeriggio quando…
assieme alle immagini, scorrevano le lacrime.
Io c’ero…
a Cinisi, quando i miei bambini
vollero contare i passi ma,
erano duecento
e non gli tornavano i conti.
E anche se non c’ero, come potevamo non esserci…
quel sette dicembre quando Felicia
per sempre è partita
ed in pochi a Cinisi l’hanno salutata.
Io c’ero…
lo scorso settembre quando da Bergamo,
Antonio chiamò Giovanni,
per dirgli che avremmo raccolto cinque euro a testa.
Noi c’eravamo…
e così per mille volte
dicemmo a quell’avvocato,
ciò che Giovanni gli disse in tv.
E come potevamo non esserci noi che…
“Col coraggio e le idee di Peppino continuiamo”.
Le Cartoline poetiche di Gaspare D’Angelo
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