/ Archivio notizie e iniziative | BlogAut | 9MAGGIO | Notizia

Meno immigrati meno reati?

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

Berlusconi, il 18 agosto era in Tunisia e dopo avere incontrato il presidente Ben Alì, si è recato presso gli studi televisivi di " Nessma Tv" di cui è proprietario al 50% con Tarak Ben Ammar. Accoglienza nei suoi riguardi, piuttosto calorosa. al punto che il nanetto ha dato inizio alle sue performance. Ha dispensato poi belle parole per tutti, sconfessando il decreto votato dal suo partito e dalla lega contro i clandestini. Ha detto: "E' necessario aumentare le possibilità di entrare in Italia, dal momento che il nostro paese, ha il dovere, di offrire a coloro che la richiedono, la possibilità di lavorare, di avere una casa, di potere mandare i propri figli a scuola. Questa è la politica del mio governo". La televisione di Berlusconi e del suo socio, è vista nel Maghreb,da 80 milioni di persone.". Gli affari sono affari. Come poi si concilia questa sparata con l’altra di qualche giorno fa, secondo cui  “meno immigrati, meno reati”, è uno di quei misteri che solo nei reconditi recessi mentali del divin Silvio può trovare spiegazione. A noi poveri mortali resta il dubbio se il divino spara le sue cazzate razziste imbeccato dai suoi sodali della Lega, dalla quale non vuole farsi sottrarre voti, oppure se il razzismo è intrinseco nel suo DNA. Nel lontano e nel recente passato in Italia, meno che mai in Sicilia, siamo mai stati razzisti, ove si escluda la tradizionale contrapposizione tra “terroni e polentoni”:la convivenza tra persone con tradizioni etniche diverse ha caratterizzato il crescere delle nostre comunità, dove, col passar dei secoli, si sono alternate razze e culture diverse e dove, con il lavoro delle genti del Sud è stata costruita buona parte della ricchezza di quelle del nord. Anche le leggi razziali di Mussolini ebbero un’accoglienza molto tiepida. La Chiesa stessa e il cattolicesimo hanno da sempre rappresentato un crogiolo di culture diverse, sia pure all’interno della contraddizione tra la lotta al relativismo culturale e il rispetto delle altrui identità. Negli ultimi anni invece è emerso questo rigurgito, particolarmente diffuso al nord ed esportato nel resto d’Italia d’intolleranza verso chi ha la pelle diversa dalla nostra. Addirittura sono riemersi teschi, svastiche e altri simboli della violenza, rigurgito di un passato che credevamo cancellato dalla storia e dalla nostra scelta di civiltà rispetto alla barbarie. Certamente una causa è da ricercare nel fatto che vengono nella nostra terra coloro che, nella loro vivono ai margini e sperano di trovare altrove una vita migliore. Molti di essi, per sopravvivere e per mandare qualche soldo a casa si arrangiano in ogni modo, ma di là a farne il capro espiatorio dei nostri problemi di disoccupazione o di ordine pubblico, ce ne mette. Non ci si può aspettare dagli altri, specialmente da coloro che vivono con le briciole della nostra ricchezza, il rispetto totale delle regole, quando, a cominciare dal vertice, queste regole sono calpestate ed eluse con l’arroganza del potere e dei soldi.

 

(Salvo Vitale) 

( 30 gennaio 2010 )



Ci sono 0 commenti sulla notizia