Diario su Peppino


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Nome : Teatro Le Sedie
Luogo : Roma
Email : info@centrolesedie.it
Data/ora : 10/06/2013 12:45:34

Messaggio :
Buongiorno, volevo segnalarvi uno spettacolo che un giovane attore siciliano, Pierpaolo Saraceno, ha scritto su Peppino Impastato e metterà in scena domenica 16 giugno alle ore 19, al Teatro Le Sedie di Labaro: RADIO AUT – LA VOCE DI PEPPINO IMPASTATO. Una storia tragica ricostruita in modi grotteschi e affettuosi, per raccontare l’enorme carica di vitalità, amore per la società, impegno e tenerezza di Peppino Impastato. Su questo spettacolo è stata girata una docufiction dalla regista Roberta Torre.
Nome : Adriano Ledda
Luogo : San Vittore Olona (MI)
Email : deborah73@hotmail.it
Data/ora : 25/05/2013 09:57:47

Messaggio :
In questo momento guardavo alla Storiasiamonoi rai 3, immagini della Madre di Peppino, ho pensato subito che da una Gran Donna qual' era Lei non poteva che nascere un Grandissimo Uomo come Peppino, un giorno quando saranno un pò più grandi, porterò i miei Figli nella Vostra Casa Memoria, Voi siete la mia Famiglia a cui sono legato per la vita! Saluti, Adriano Ledda.
Nome : Sonia
Luogo : Sartano (CS)
Email : dr_ainos@hotmail.it
Data/ora : 24/05/2013 01:37:48

Messaggio :
Ho appena rivisto per l'ennesima volta il film che ripercorre la tua breve vita .. ed ogni volta non posso fare a meno di commuovermi e di incazzarmi allo stesso tempo. Si sente la mancanza di persone come te.
Nome : simona
Luogo : priolo
Email : simonatallaro@virgilio.it
Data/ora : 24/05/2013 01:18:16

Messaggio :
E' da un pò che guardo la pagina bianca cercando di trovare delle parole adatte a ciò che penso della lotta che hai portato avanti contro il cancro della nostra società, che purtroppo ancora esiste, che come l'aids cambia aspetto ma è sempre presente, ora si traveste di false verità, di falso perbenismo. Mi chiedo spesso cosa e come posso dare io il mio contributo per combatterla? "Vorrei avere solo la metà del coraggio che hai avuto tu" Grazie Peppino
Nome : Carlo
Luogo : Roma
Email : carlodonn@libero.it
Data/ora : 15/05/2013 12:35:58

Messaggio :
Una poesia per noi.-
Luce sei, rara d’Italia,
vittima del “sale della terra”,
rifiutato il sangue marcio,
ai cuori pavidi, nascosti
nelle ombre dell’anima, urli: -
“Scovate la vostra dignità,
scavate nelle miniere della verità,
e la mia lotta seguitate,
per la civiltà !!”.
Peppino Impastato,
quello che tutti noi, dovremmo essere, sempre.

Nome : Carlo Mercurelli
Luogo : San Luis Argentina
Email : carlo.mercurelli@alice.it
Data/ora : 11/05/2013 03:53:28

Messaggio :

Egregia Associazione Culturale Peppino Impastato,

vogliaTe perdonarmi se invetitabilmente finisco per intasare la Vostra casella di posta elettronica, ma mi permetto di scriverVi un messaggio, che spero possa esser per Voi minimamente gradito

Sono Carlo Mercurelli, insegnante di lingua e cultura italiana, attualmente impiegato presso la Dante Alighieri di San Luis in Argentina.

Nella giornata di ieri ho pensato di stravolgere completamente le mie abituali attività didattiche e di organizzare una giornata della memoria in onore di Peppino Impastato.

Ho il privilegio di poter contare sull'appoggio incondizionato della direttrice della scuola, la signora Nelda Funes, che mi ha lasciato carta bianca in merito alle iniziative culturali, e in considerazione di ciò ho pensato che, potendo confrontarmi con un articolato gruppo di studenti (molti sono anche docenti universitari, medici, ricercatori, insegnanti in pensione, studenti, tutti con un livello piuttosto alto di comprensione della lingua italiana) era il caso di spiegare il rilievo dell'impegno civile di Peppino Impastato.

Ho strutturato una intera giornata di incontro sul tema, discutendo anche sul significato della giornata del 9 maggio (ho fatto chiaramente cenno alla vicenda Moro). Ho sviluppato un'ampia introduzione relativa al contesto in cui Peppino operò (ho fatto riferimento alle inziative di Danilo Dolci e al quadro complessivo della Sicilia in cui si articolò la formazione di Impastato), mettendo in luce il suo straordinario impegno di sensibilità democratica e alto spirito di legalità.

Durante l'incontro ho letto alcuni articoli scaricati dalle edizioni on line di periodici italiani e ho discusso con l'uditorio talune delle analisi autobiografiche del giornalista siciliano. Abbiamo ascoltato la canzone dei Modena City Ramblers e ho fatto cenno, attraverso un articolo de "Il Manifesto", alla petizione relativa al casolare (gli studenti, seppur appartenenti ad un altro contesto storico e politico, si sono detti più che lieti di firmarla), oltre che al cortometraggio "Munnizza" in onore del direttore di Radio Aut (ho dovuto presentare brevemente anche Don Ciotti e il significato della Rete Libera).

Dopo il dibattito, atto conclusivo è stato la visione del film, sottotitolato in spagnolo, "I Cento Passi".

A conclusione del film, molti signori e signore argentine di origine sicilana erano in lacrime: mi hanno ringraziato per la giornata di studio e per aver mostrato loro un autentico paradigma di impegno civile, capace di trascendere se stesso per lo sviluppo democratico e progressita della sua terra.

Chiedo scusa se mi sono dilungato molto, ma sentivo il desiderio di comunicarVi che anche "alla fine del Mondo" (uso l'espressione del pontefice), una delle pagine più alte di un'Italia libera e indipendente è stata, spero degnamente, ricordata.

Cordiali saluti

Carlo Mercurelli
Nome : daniele
Luogo : pioltello
Email : daniloggiu@gmail.com
Data/ora : 10/05/2013 01:41:52

Messaggio :
ciao,
ho scritto questo dopo aver visto i 100 passi e, a un anno di distanza, dalla sua storia, da questo testo è nato un collettivo antimafia, qui dove abito. non ho molto altro da dire. un abbraccio

La preghiera dei miserabili



L’omertà storica

produce i martiri della memoria.

Lo scetticismo ci nasconde i virtuosi ancora vivi

e la conseguente indifferenza li rende morti.

L’ipocrisia infine

è il seme del nostro senso di colpa

che abbiamo di fronte ai martiri,

vittime per cui ci rimproveriamo la fine

ma con l’atteggiamento rassegnato di chi si affida al fatalismo,

attrezzandoci a rimboccarci gli occhi sotto coperte di lacrime

così da non vedere chi ancora martire non è

ma merita la stessa pubblicità, lo stesso orgoglio.



Ma pare che qui si riconosca il coraggioso

solo quando di cognome fa caduto,

solo se ha la sostanza di metallo e le sembianze canoniche,

perfette e distanti

delle statue

perfette perché inanimate, impossibilmente reali.

Gli attribuiamo così quell’alone divino

che lo risalta e insieme allontana da noi,

lo allontana a tal punto da renderlo ideale,

da ricordarlo solo come statua,

mai esistito realmente da umano

come il Gesù figlio di dio

e non il cristo uomo rivoluzionario.



Coraggioso caduto è una statua, è un concetto, un ideale

coraggioso caduto è perfetto perché inanimato

mentre noi siamo qui

non possiamo che contemplarlo

noi esseri animati quindi imperfetti,

imperfetti quindi legittimamente paurosi,

non coraggiosi,

uomini quindi imprescindibilmente, naturalmente vili,

insomma.



E lui? Quest’uomo che pare un cortocircuito: vivo e coraggioso al contempo?

A lui non pensiamo!

Lui è ancora vivo.

Qual è il suo sacrificio?

Nessuno

Appun to.

Lui non è ancora morto, non merita tutto ciò

Non merita il nostro senso di colpa

Unica vera ricchezza

unica vera responsabilità

unica vera dignità

di noi miserabili.



La pena: piangere ciò che non si ha.

La colpa: piangere per ciò che si è perduto.



E quando ce l’abbiamo a un passo non la vogliamo prendere

perché se la prendiamo poi che facciamo?

Di che ci lamentiamo?

Con chi ce la prendiamo?

Di che cosa abbiamo paura, poi?

Che senso abbiamo?



La libertà è una responsabilità che troppo spesso non ci sentiamo di prendere.



E allora aspettiamo che muoia

Cosi poi piangiamo, no?

Soffriamo, no?

Ci uniamo.

Aspettiamo che muoia,

così poi viviamo

hai paura di non avere più paura, eh?!



Aspettiamo che muoia

così l’uomo diviene martire,

il martire santo

e noi possiamo espiare le nostre colpe.

Esso è il sacrificio necessario alla nostra liberazione

perché ogni cultura ha i suoi simboli, eroi, idoli.

E nell’epica della miseria,

nella morale della paura

gli eroi sono morti,

gli eroi sono eroi perché sono morti

come le rock star che fino a che sono vive non se le caca nessuno

e quando crepano diventano indimenticabili

quando crepano quello che hanno fatto da vivi era bellissimo

perché sono morti.

Come se morire sia l’azione più dignitosa di chi vive come noi

come i miserabili

e non è un eroe perché ha fatto quelle robe da vivo

è un eroe perché è morto! Perché se n’è andato

e noi non abbiamo neanche il coraggio di morire,

di diventare caduti, quindi di essere coraggiosi

mentre gli eroi sì,

i coraggiosi,

ecco perché si chiamano coraggiosi caduti.



Per noi miserabili

umani

quindi imperfetti

quindi paurosi

quindi vili

non c’è pace qui

non ci resta che onorarli con le nostre lacrime e piagnistei.

L’unica nostra dignità è umiliarci per la viltà di vivere invece che la virtù di morire.

Non c’è pace qui

Perché se si prova sollievo dignità solo nel senso di colpa per non aver preso ciò che si poteva e ciò che si è perduto

Il più grande senso di colpa

il più grande, sommo sollievo

il momento più alto, virtuoso

nella vita di un miserabile

è la morte

perché lì perdi veramente tutto

li sì che puoi davvero provarne di senso di colpa

peccato che sei morto!

miserabile e pure mazziato

destino crudele il nostro!

Forse è per questo che si crede ad un “dopo”:

un grosso posto dove tutti piangiamo

ci disperiamo

e soffriamo

e ci abbracciamo

per aver perso tutto

così dev’essere il paradiso nel girone dei miserabili.

Invece di star qui, parcheggiati in sto limbo ad aspettare di vivere quando muore qualcuno.



E allora avanti, cosa aspettiamo?!

Cos’abbiamo da perdere anzi, cos’abbiamo da guadagnarci?

Abbiamo solo da perdere. Appunto! E per noi è tutto di guadagnato!

E allora miserabili uniamoci

compiamo l’ultimo grande atto di dignità e sacrificio che ci spetta in quanto miserabili:

martirizziamoci

e abbandoniamoci finalmente nella beata ed eterna paura.

Dimenticavo, che coglione,

noi miserabili non lo facciamo proprio perché siamo miserabili

non siamo capaci di vivere per noi stessi,

ma ce l’abbiamo un Dio, no?

Si che ce l’abbiamo!

E allora Dio e a te che parlo anzi parliamo:

ti abbiamo fatto voto di scetticismo di indifferenza di omertà di paura,

che cosa aspetti ad esaudire il nostro desiderio

Ammazzaci

Facci vivere

Ammazzaci

Facci vivere

Ammazzaci

Facci vivere

Ammazzaci

Facci vivere

Ammazzaci

Facci vivere

Amm…
Nome : massimo monteleone
Luogo : cusago mi
Email : massimomonteleone.3@libero.it
Data/ora : 09/05/2013 21:25:27

Messaggio :
Vorrei dedicare un libro d'artista con le edizioni Pulcinoelefante alla memoria di Peppino, magari con una sua poesia... come posso fare? Ciao Peppino, ciao sicilia...

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