/ Archivio notizie e iniziative | BlogAut | 9MAGGIO | Notizia

La Lega, le mafie e il candidato più votato in Lombardia

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

La ‘Ndrangheta influenza la vita politica, sociale ed economica della Lombardia, lo afferma la relazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) depositata in Parlamento e riferita al primo semestre 2010. Nel testo si sottolinea che il «coinvolgimento di alcuni personaggi, rappresentati da pubblici amministratori locali e tecnici del settore che, mantenendo fede a impegni assunti con talune significative componenti, organicamente inserite nelle cosche, hanno agevolato l’assegnazione di appalti e assestato oblique vicende amministrative». Che la mafia sia presente in Lombardia e in tutto il nord Italia è cosa nota e risaputa da tempo, tuttavia ciclicamente, noti esponenti delle istituzioni e della politica, affermano l’esatto contrario. Ricordiamo il Prefetto di Milano Lombardi che all’inizio di quest’anno negò la presenza della criminalità organizzata in Lombardia, per giungere alla nota polemica di questi giorni tra lo scrittore Roberto Saviano e il Ministro degli Interni, che nella trasmissione di Raitre «In mezz’ora» di domenica 22 novembre, ha negato di avere detto che la mafia nel nord non esiste. Ma cosa ha fatto adirare tanto il Ministro Maroni? Probabilmente il racconto di Saviano sulla mafia che interloquisce con la Lega. Lo scrittore non ha fatto nomi di leghisti ma probabilmente si riferiva ad Angelo Ciocca, attualmente consigliere regionale leghista eletto con 18000 preferenze, il più votato di tutta la Lombardia. Durante le elezioni comunali di Pavia del 2009, Pino Neri, avvocato tributarista e ora indagato in quanto considerato boss della mafia calabrese a Pavia, incontrò più volte Ciocca, all’epoca assessore provinciale. Neri sosteneva un suo uomo, Francesco Del Prete, come candidato nella lista Rinnovare Pavia ma la Lega sembrava porre il veto su quest’uomo, così fece sapere Ciocca. Neri e Del Prete, con l‘aiuto di Antonio Dieni, costruttore edile il cui nome ricorre spesso negli atti della DDA, incontrarono Ciocca che si impegnò a togliere l’ostacolo che la Lega poneva. Nel giugno del 2009 dagli inquirenti venne registrata una telefonata tra Ciocca e Neri relativa alla compravendita di un immobile. L’avvocato avrebbe offerto all’allora assessore leghista un appartamento a prezzo di favore. I due si incontrarono pochi giorni dopo alla presenza di Dieni e Del Prete, entrarono tutti nell’edificio in questione, uscirono per dirigersi verso una filiale della banca Monte dei Paschi, entrarono ma cosa accadde dentro non è documentato. Sta di fatto che quattro giorni dopo Del Prete comunicò a Neri di avere ricevuto la promessa della delega all’ASM, come era stato deciso negli accordi. Ma i risultati elettorali bocciarono Del Prete; nonostante ciò chi ha preso il suo posto ha mantenuto i contatti col costruttore Dieni. Questa storia, emersa dall’operazione “Crimine” del luglio di quest’anno è una delle tante che ha fatto emergere le collusioni tra la mafia calabrese con l’imprenditoria, le libere professioni, gli uomini della pubblica amministrazione e della politica lombarda. 160 persone sono state inquisite, da costruttori edili a dirigenti di Asl, da assessori a sindaci, da professionisti a carabinieri. Saviano è stato impreciso quando ha affermato che la ‘Ndrangheta interloquisce con la Lega, avrebbe dovuto dire “anche” con la “Lega”. Le ultime inchieste milanesi hanno mietuto altre vittime ed hanno coinvolto altri esponenti politici, non tutti indagati ma di certo implicati in storie poco chiare. In una nazione “normale” si sarebbero di certo dimessi. Armando Vagliati (non indagato), consigliere comunale a Milano dal 1997 per Forza Italia, vicinissimo al sindaco Moratti, avrebbe avuto contatti con Giulio Giuseppe Lampada, imprenditore calabrese, vicino alla cosca Condello e con legami di sangue con la cosca Valle, egemone tra Vigevano e Pavia. Lampada a Milano si occupa di videopoker. Ne parla con Alberto Sarra, presidente di An al consiglio regionale della Calabria, al quale dice “Ho un centinaio di sportelli bancomat a Milano”, sono i videopoker. Il ruolo di Vagliati sarebbe stato quello di aiutare Lampada ad avere concessioni per aprire locali. Tornando a Pavia il boss Cosimo Barranca e Carlo Antonio Chiriaco, direttore dell’Asl, si impegnarono per convogliare le preferenze sul candidato del PdL in consiglio regionale Giancarlo Abelli (non indagato), al telefono parlavano di “fotocopie” da dargli per la campagna elettorale: una “fotocopia”, un voto. Restando in tema di consiglio regionali ricordiamo anche Alessandro Colucci, assessore del PdL, filmato nel 2005 a cena col noto boss Salvatore Morabito. Il centro-sinistra non è immune dalle inchieste. Antonio Oliviero (indagato) è uno di questi. Oggi è vicino al presidente della Provincia di Milano Guido Podestà ma è stato assessore al Turismo nella giunta Penati. È amico dei Valle e di Ivano Perego (indagato), titolare della Perego General Contractor, impresa su cui si sono posati i “tentacoli” della ‘ndrina Strangio, che a sua volta ha contatti con l’ex assessore regionale Massimo Ponzoni, delfino di Formigoni, già indagato per bancarotta.

Fernando Scarlata

( 15 dicembre 2010 )



Ci sono 0 commenti sulla notizia