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Addio a Giovanna Terranova

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Addio a Giovanna Terranova
la vedova testimone dell'antimafia

La vedova di Cesare Terranova aveva 87 anni. Aveva fondato l'Associazione siciliana donne contro la mafia

di MARIO PINTAGRO

PALERMO - La sua vita era cambiata di colpo la mattina del 25 settembre 1979. Quella mattina, Giovanna Terranova udì un baccano infernale provenire dalla strada ed ebbe come un tragico presentimento. Si affacciò ed ebbe la conferma: avevano assassinato suo marito, il magistrato Cesare Terranova, capo dell'ufficio istruzione del Tribunale di Palermo. Bisogna partire dal libro "Storie di donne", scritto da Anna Puglisi, per capire come Giovanna Giaconia Terranova, scomparsa ieri notte all'età di 87 anni nella sua casa di Palermo, sia riuscita ad elaborare il grave lutto.

Lei, donna della Palermo bene, con studi al Sacro Cuore, dove si usava solo inchiostro viola, e si indossavano pesanti calze nere e mutandoni al ginocchio per fare ginnastica,  e si infilavano guanti grigi per recarsi dalla madre superiora, ricordava con ironia le regole "fuori dal tempo" della scuola che l'aveva forgiata. Dopo l'assassinio del marito ne aveva raccolto l'eredità spirituale. Fondò l'Associazione siciliana donne contro la mafia, l'associazione che nella tessera riportava le parole di Renate Siebert "le emozioni come risorsa... il dolore che si libera dal tradizionale pudore e diventa domanda etica e questione politica".

Non erano ancora gli anni dell'antimafia gridata e militante, tutto era più difficile, in una città che assisteva muta e impietrita ad un delitto eccellente dietro l'altro.  "Era una persona di grande nobiltà d'animo, generosa, fortemente impegnata a difendere

 

le idee del marito - ricorda il magistrato in pensione ed ex vicesindaco di Palermo, Aldo Rizzo che è stato anche presidente del Centro. - Non ha mai scelto l'impegno politico ma quello civile, lontano dai clamori, dalle telecamere. Ma allora, attorno al problema della mafia, c'era grande disattenzione. Insieme però, lavorammo per sollecitare il governo centrale al rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine." 

L'Associazione cominciò le sue attività nel 1980, con un gesto di denuncia: raccogliendo migliaia di firme per un appello al governo regionale e al presidente della Repubblica, Pertini, perché le istituzioni si impegnassero nella lotta alla mafia. Per il resto, Giovanna Giaconìa Terranova, grande appassionata di bridge, si concedeva poco alle apparizioni in pubblico.

(27 gennaio 2012)

 

( 30 gennaio 2012 )


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