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Ancora una batosta per Bersani: Ferrandelli vince le primarie a Palermo

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Ancora una batosta per Bersani: Ferrandelli vince le primarie a Palermo

 

Alla fine ha vinto “chiddu ca un c’era misu”. Con una differenza di 140 voti Fabrizio Ferrandelli ha vinto le primarie per sindaco di Palermo. E’ stata una corsa al fotofinish, che in alcuni momenti ha visto in testa anche Davide Faraone: nettamente distanziata Antonella Monastra che, per molti aspetti rappresentava la Palermo più “intellettuale”. I votanti sono stati circa 30.000, una percentuale notevole, di gran lunga superiore ai 20.000 delle primarie precedenti, e i voti sono stati così distribuiti:

 Ferrandelli 33,82%

 Borsellino 33,22%

 Faraone 27,21%

 Monastra 5,74%.

Fabrizio Ferrandelli aveva il sostegno dell’ala dissidente del Partito Democratico, alleata del governatore siciliano Lombardo, facente capo ai leaders storici del PD Cracolici e Lombardo. Rita Borsellino era appoggiata dall’ex sindaco Leoluca Orlando e dai leader dei maggiori partiti del centrosinistra, Bersani, Vendola e Di Pietro. Davide Faraone era sostenuto, tra i leader maggiori, dal solo sindaco di Firenze Matteo Renzi.E’ comunque molto limitativo e tipico del giornalismo all’italiana vedere o cercare  come punti di riferimento leaders o partiti per spiegare successi e insuccessi dei candidati.  Oggi bisogna spostarsi su altri parametri.

Intanto continuerà senza tregua la stagione dei veleni e del fango, anche sulla testa di Ferrandelli: sono state trovate, tipico gesto di strategia mafiosa per far saltare tutto, cinquanta schede in più, in non so quale seggio, Lupo si dice che fa come un pazzo e grida agli imbrogli, qualcuno definisce Ferrandelli un nuovo Cettolaqualunque. Il plenum generale del partito dovrà dare il suo stabene o potrà riservarsi di annullare tutto, come ha fatto a Napoli. 

Vediamo le possibili chiavi di lettura della vittoria di Ferrandelli:

  1. Insomma, quando i circuiti mentali non funzionano più bene, si può dire di tutto e di più.

Seconda ipotesi: Ferrandelli  è un’ulteriore conferma di quanto, da qualche anno sta succedendo in tutta Italia, da Milano, a Napoli, a Cagliari  e, ultimamente a Genova, ovvero che la gente si  è stufata dei partiti ufficiali , delle mummie intoccabili che li comandano, dei candidati imposti a tavolino, delle guerre intestine tra le varie fazioni, della linea sonnolenta del PD che, con la conduzione di Bersani sta arrivando alla narcosi totale e che  è in cerca candidati giovani, in grado di proporre idee nuove e salti di coraggio nell’amministrazione dei comuni, ma soprattutto in grado di richiamarsi ad alcuni lontani valori della sinistra che oggi sembrano essere stati messi da parte. Tutto ciò senza nulla togliere a Rita Borsellino, la quale ogni volta spende il suo nome e, ogni volta ne riceve in cambio amarezze. Tre anni fa, per evitare di candidare Rita Borsellino, che avrebbe vinto, il PD non fece le primarie e candidò Anna Finocchiaro, la quale raccolse appena il 31% contro Lombardo.  Per rimediare il PD l’ha portata al Parlamento Europeo, dove  Rita sta facendo un ottimo lavoro,  ma  non ha avuto il tempo di girare nei quartieri, nelle borgate palermitane, sentirne i problemi, valutarne gli umori, tradurre tutto ciò in proposta politica fuori dall’avallo e dalla camicia di forza dei partiti che  la sostenevano. Rita espressione del movimento sarebbe stata ben diversa da Rita espressione dei partiti. Tutto questo Ferrandelli lo ha fatto e fa quotidianamente, da semplice consigliere comunale ed è per questo che è riuscito in un’impresa in cui, in partenza era considerato senza speranze.

(Salvo Vitale)

 

 

( 5 marzo 2012 )


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