A proposito di Lucio Dalla
Ai funerali abbiamo visto una specie di Renato Zero Junior, truccato di tutto punto, come se andasse a una serata di gala, che ha recitato alcuni versi con la lacrimuccia, con il permesso del vescovo, e con qualche applauso. Traggo dal blog di Grillo questa riflessione, senza nulla togliere al mio rispetto per i gay e alla mia ammirazione per Lucio Dalla. (S.V.)
Io mi convinco sempre più che la religione cattolica sia la più comoda che ci sia e anche la più ipocrita. Nel senso che, almeno per chi è famoso e ha tanti soldi, chiude un occhio e anche tutti e due rispetto ai diktat della Bibbia e del Papa.
Non capisco infatti come si possa conciliare il fatto di essere gay, divorziati e tante altre cose che la chiesa condanna e contemporaneamente essere cattolici, fare la comunione, avere il funerale in chiesa. Io credo che bisognerebbe essere coerenti. O segui una religione con tutti i suoi divieti
o non segui nessuna religione e te la vedi con la tua coscienza e la tua morale.
Tante persone, anticlericali per tutta la vita, quando muoiono vengono portate in chiesa con croci preti incenso e chierichetti. Perchè?
Non puoi fare il trasgressivo (dal punto di vista ecclesiastico) per tutta la vita con le canzoni e i fatti e poi due pater ave e gloria e tutto va bèn...
Non posso dimenticare che il Vaticano ha negato il rito religioso ai funerali di Piergiorgio Welby, anche se non capisco perchè lui li volesse, e abbia mandato ben tre cardinali a benedire la salma di Pinochet.
La religione cattolica funziona a soldi e celebrità. Pavarotti, divorziato, funerali religiosi. Welby chiedeva solo di porre fine a una vita insopportabile: fuori dalla chiesa.
Lucio Dalla: gay e clericale. Le due cose non si conciliano per il Papa. E allora? Facciamo lo stesso una bella messa.
Mario Monicelli è stato salutato con rito civile e sulle note di "Bella ciao" ed io l'ho ammirato anche per questo.
Moonshadow 04.03.12