/ Archivio notizie e iniziative | BlogAut | 9MAGGIO | Notizia

UNA TARGA PER DON TANO

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

Ha creato sdegno, sconcerto, rabbia, irritazione ed altri sentimenti affini , particolarmente in Italia, la notizia che al Mob Museum di Los Angeles è stata collocata una targa dedicata al boss  Gaetano Badalamenti. Il MOB  è il primo museo tematico sulla criminalità organizzata: è stato inaugurato appena il 18 febbraio scorso, tra malumori, ostilità e aperte prese di posizione contrarie, soprattutto da parte degli italo-americani, i cui esponenti di provenienza criminale sono particolarmente rappresentati. Il museo costituisce una importante rassegna di documenti, testimonianze, notizie, immagini, reperti  della criminalità e della lotta sostenuta dalle forze dell’ordine americane contro la mafia nazionale e internazionale.  All'interno della struttura è ricostruito il percorso criminale di  boss come Al Capone, Lucky Luciano, Bugsy Siegel e Frank Costello , Albert Anastasia e il modo in cui si è messo fine alla loro carriera criminale. In questo contesto non poteva mancare Gaetano Badalamenti, il boss di Cinisi che fu uno dei primi a scoprire la redditizia attività dei traffici di droga e che, grazie a un triumvirato con Stefano Bontade e con Luciano Leggio, nel 1970 ricostituì la Cupola mafiosa e la resse sino al 1978, anno in cui venne “posato” e sostituito da Michele Greco, ma anno anche in cui venne ucciso, per sua mano, Peppino Impastato. Quando tutti lo davano per spacciato, l’8 aprile 1984 venne arrestato a Madrid a seguito di una vasta operazione condotta dalla Criminalpol , dalla Guardia di Finanza, dal Dipartimento Antinarcotici Americano (DEA), dalla polizia spagnola e da quella svizzera. Assieme a don Tano venne catturato il figlio Vito e il nipote Pietro Alfano, mentre altri due nipoti, Faro Lupo e Vincenzo Randazzo erano arrestati in USA. Il tutto  all’interno dell’operazione “Pizza Connection”, costata 4 miliardi di lire. Badalamenti, estradato negli USA, venne estradato, malgrado le richieste della magistratura italiana, negli USA, dove venne processato e condannato a 47 anni per traffico di droga.  Morì in carcere, per cancro, a 81 anni, nel centro medico federale di Devens, dove era stato trasferito dal carcere di Fairton. Due anni prima era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Peppino Impastato.

Sulla  targa dedicata al boss è scritto: “Gaetano Badalamenti, celeberrimo boss della mafia siciliana, si distinse per essere stato il capo di un giro di traffico di eroina internazionale multimiliardario che andava da Brooklyn alla Sicilia». La notizia ha  sollevato un vespaio di proteste, a cominciare da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il quale ha dichiarato: "Purtroppo la mafia viene spesso considerata un fenomeno di folklore, soprattutto all'estero. Così facendo non si incoraggia la diffusione di una cultura antimafia, che esiste da quando esiste questo fenomeno. Non bisogna mai dimenticare che la mafia, nel tempo, ha sempre avuto dei contestatori e che ci sono state delle persone che hanno dato la loro vita per combatterla". Vibrante anche la protesta del giudice anticamorra Vincenzo Macrì, il quale ha detto: “Cosi si applicano dinamiche revisionistiche  e si tenta di storicizzare un fenomeno tutt'altro che finito. Sul piano culturale è pericoloso perché si tenta di circoscrivere la mafia in modo che la gente possa dire "è roba da museo" ed è finalizzata a creare un alone leggendario attorno a squallidi criminali». Il portavoce del museo Mike Doria, in un’intervista  su “KlausCondicio”, la trasmissione in onda su YouTube condotta da Klaus Davi, e riportata dal giornalista Francesco Parrella, ha candidamente dichiarato: “Non crediamo di irritare la sensibilità di nessuno: i mafiosi sono protagonisti della storia e la gente vuole conoscere la loro storia. Il nostro obiettivo   non è affatto la celebrazione della mafia. Abbiamo privilegiato i mafiosi che si ammazzavano tra di loro. Dedicare spazio alla storia della mafia aiuta il turismo. Siamo ai ritmi di mille visitatori al giorno». Anche in Italia un museo simile, suggerisce Doria, «potrebbe funzionare». Il portavoce spiega inoltre che nella struttura del Nevada c'è anche un settore dedicato alle vittime del crimine, come Joe Petrosino, e ai pentiti, come Tommaso Buscetta. E ai giudici Falcone e Borsellino, o a Peppino Impastato ucciso proprio da Badalamenti, nemmeno una targa ha chiesto il conduttore. «Non escludiamo altre menzioni in futuro», ha detto Doria.

La considerazione del giudice Macrì, cioè che il rischio è quello di considerare la mafia “roba da museo”, quando ancora essa è viva e vegeta, o di creare un alone di leggenda attorno ai criminali, è fondata. E tuttavia bisogna tener presente che carovane di turisti vanno giornalmente a visitare la casa di don Tano a Cinisi, i beni confiscati ai mafiosi di Corleone o, addirittura, la tomba del bandito Giuliano. La storia del crimine ha il suo “fascino oscuro”  e suscita interesse. A parte tutto si può discutere se è più educativo conoscere la storia ei crimini dei boss o se ignorarne del tutto l’esistenza. La targa a Badalamenti, in un museo di targhe dedicate ai mafiosi della sua risma, non dovrebbe stupire nessuno: perché gli altri sì e lui no? Che diamine!! Siamo davanti a uno dei più importanti boss della mafia, il boss dei due mondi, capace di unire in un unico amoroso amplesso i criminali americani e quelli siciliani, come già aveva fatto Lucky Luciano, il quale ha la sua brava targa.  Riteniamo pertanto  vuota retorica la pubblicità che si è voluta dare a un evento da giudicare nel contesto in cui è inserito e  nella mentalità americana del far businnes e pubblicità a se stessi  anche per quel che riguarda la storia del crimine. Don Tano è un grande, ha dato nome e lustro a Cinisi, dove, non bisogna dimenticare, c’è una via intestata a Salvatore Badalamenti, partigiano, fratello di don Tano, ucciso vicino a Cuneo, in circostanze mai chiarite, ma, per quel che ne so, poco partigiane.. Don Tano stesso si è vantato, al processo Impastato, di avere dato un personale contributo alla liberazione dell’Italia dal fascismo. E’ morto in carcere da vero boss, senza il minimo segnale di pentimento, senza nessuna ammissione sul suo ruolo di mafioso. E’ saputo sfuggire alla caccia senza quartiere che Totò Riina aveva scatenato contro di lui, uccidendogli una trentina di parenti e amici.

“Don Tano che è un uomo di grande fede, di fede immensa, un uomo che crede fino in fondo nella divinità, che crede fino in fondo nei santi, nella pace divina, nella pace eterna. Don tano che ha dato due milioni per festeggiare la santa del Furi. La festa l’ha pagata lui, don Tano che non è mai un malo cristiano, è sempre stato un santo cristiano, don Tano che prega….” Questo diceva di lui Peppino Impastato nella sua trasmissione “Onda Pazza” del 28-4-1978, dieci giorni prima di essere ucciso. E quindi viva don Tano, che è sempre presente, pan-tano ("pan in greco significa "tutto", lon-tano Tano da morire, Napole-tano, caffe-tano, caser-tano, amalfi-tano, samari-tano, dere-tano,but-tano. Si dia il via al processo di beatificazione per Sant-Ano.

(Salvo Vitale)

 

( 28 marzo 2012 )



Ci sono 2 commenti sulla notizia
Nicola. Cinisi.: 29/03/2012 23:13:50
Don Tano santificato. Rispondi a questo messaggio
Bella immagine di don Tano.Complimenti!Purtroppo lui e i suoi amici a Cinisi per tanti anni sono stati santificati.Sono sorpreso dal fatto che i cattolici finalmente stanno assumendo una posizione nettamente contraria nei confronti della mafia(almeno sembra).Quest'anno anche loro ricorderanno Felicia e Peppino con una veglia e con una messa.La cosa che mi sorprende è proprio la presenza di Don Luigi Ciotti e di altri preti sensibili e impegnati nel sociale.Penso che per i fedeli del nostro paese sia l'occasione giusta per chiarirsi le idee e per apprezzare la figura di Peppino e di Felicia.Siamo alla svolta? Auguriamoci di ś.Per quanto riguarda il museo della mafia negli Stati Uniti sono un po disgustato,penso che queste iniziative non servono affatto a sviluppare una coscienza antimafiosa,anzi al contrario possono provocare l'effetto emulazione.
Comitato NO TAV-KEIN BBT.: 30/03/2012 00:42:24
NOTAV-KEINBBT. www.notavbrennero.eu Rispondi a questo messaggio
Sia Bolzano sia Trento ci stiamo mobilitando e sul sito www.ntavbrennero.eu potete trovare aggiornamenti dettagliate e documentate,che smontano la propaganda dei progettatori dell'opera grande.NORD,SUD,EST,OVEST SONO COSTRUZIONI MENTALI,la solidarietà per le lotte della gente che reclama a gran voce un mondo diverso e migliore trascendono i confini immaginari che dai piani alti esasperano per dividerci.GRAZIE ANCORA A GIOVANNI PER ESSERE VENUTO!