Ce li mangeremo vivi.
Venga questa crisi, bussi, le sarà aperto, non aspettiamo altro.
Se necessario butteremo giù il portone.
E' già successo nel '43, succederà ancora e meglio.
Non abbiamo più nulla da perdere, ci siamo abituati. Noi.
Loro, con la puzza sotto il naso, non sanno cos'è la vera crisi.
Sono loro che devono averne paura.
Noi non abbiamo studiato alla Bocconi,
non siamo entrati a lavorare nello studio di papà o di mammà,
non abbiamo leccato il culo per fare carriera in un partito
o in un’azienda che distribuiva tangenti.
Nessuno ci ha raccomandati, non abbiamo cercato
nessuno che raccomandasse i nostri figli
Siamo ancora qui e incazzati il giusto per far loro il culo.
Altro che chiedere la carità, scioperare con la bandiera
o discutere col ministro dei diritti dei lavoratori.
Ce li mangeremo vivi.
Noi sappiamo il percorso della miseria.
Ci scaldavamo con le palle di carta bagnate,
pressate e messe nella stufa.
Mangiavamo croste di formaggio scaldate sul ferro.
Non ne abbiamo mai più mangiate di così buone.
Il bagno lo facevamo nella tinozza
con l'acqua scaldata sopra la cucina economica.
Il cinema, sempre in terza visione, solo una volta al mese.
I nostri padri facevano i turni in fabbrica,
quando noi dormivamo, loro lavoravano.
Una carezza e un "Fai il bravo con la mamma"
era l'unico fugace contatto al mattino.
La domenica andavamo fuori città in bicicletta
con qualche panino, una gazzosa, una bottiglia di vino rosso.
D'estate ci scappava anche un'anguria.
Che cazzo ci possono fare questi fighetti vestiti Armani,
questi corrotti dentro, questi deputatini, questi mafiosetti,
queste troie e questi porci buoni solo a parlare, a cianciare,
che hanno rovinato il Paese e ora ridono di noi.
Noi non abbiamo nulla da perdere
perché siamo stati abituati a vivere con poco, con niente.
Loro perderanno tutto tranne la dignità,
non l'hanno mai avuta.
Leggevamo il giornale solo la domenica
quando lo comprava nostro padre,
adesso non val la pena di leggere neanche quello.
Ci siamo rotti i coglioni,
saremo poco educati con chi ci prende per il culo.
Ce li mangeremo vivi,
ben venga la crisi per fare pulizia.
(Salvo Vitale)
Rielaborazione di un testo rinvenuto sul blog di B.Grillo,il 20-03-2012, firmato “un ex operaio”