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VITUZZU TORNA A CASA: il figlio di Tano Badalamenti è libero, prescritto il reato

 

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Agli avvocati difensori è bastato attendere 12 anni, esattamente il doppio della pena inflitta per presentare, proprio  la domanda di estinzione del reato il 17 dicembre scorso ed ottenere facilmente una sentenza di estinzione del reato.

Infatti  la prima sezione della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Gianfranco Garofalo, ha accolto il ricorso dei legali di Badalamenti, Paolo Gullo e Vito Ganci, i quali hanno chiesto la prescrizione appellandosi a una norma che prevede la libertà per il latitante che riesce a non finire  in galera per un tempo doppio rispetto a quello della condanna. Trascorsi 12 anni di latitanza il reato è prescritto e Vituzzu è libero di  poter tornare in Italia quando vuole, senza alcun conto da regolare con la giustizia. La sola misura ancora attiva – dopo che è caduta anche l’interdizione perpetua dai pubblici servizi – è la sorveglianza speciale, che lo costringerebbe a non allontanarsi da Cinisi, senza il permesso del giudice, a rientrare a casa prima delle 20 e a uscire dopo le 7. Dovrà comunque essere depennato dalla lista dei latitanti, facendo scorrere la graduatoria.

  Lo stesso metodo è stato seguito più volte nella giurisprudenza italiana, come nel caso dei responsabili del delitto di Primavalle, non più perseguiti per lo stesso motivo. In questo caso la pericolosità oggettiva del soggetto lascia perplessi, ma lascia più stupefatti l’esistenza di una legge che premia la latitanza, anziché condannarla.

Il senatore Beppe Lumia, componente della Commissione Parlamentare Antimafia,  ha detto: “ È  insopportabile vedere il figlio del boss Tano Badalamenti tornare in libertà a causa della prescrizione. Quel Tano Badalamenti che fece uccidere Peppino Impastato e che per troppi anni è rimasto impunito. Quanti sforzi sono stati fatti dai magistrati e dalle forze dell’ordine per fare giustizia, sforzi oggi andati in fumo”. La prescrizione ,–  ha aggiunto, – è il fallimento della giustizia italiana. Un problema del nostro Paese che deve essere superato con serietà e rigore. Ci sono diverse soluzioni legislative e amministrative per limitare i danni, dobbiamo trovare il coraggio di adottarle e metterle in pratica”.

Vito, nato a Cinisi il 29 aprile 1954, è vissuto all’ombra del padre e lo ha seguito, assieme al fratello minore Leonardo, in  tutte le sue vicissitudini e peregrinazioni dallo scoppio della seconda guerra di mafia, cioè da quando i corleonesi di Totò Riina decisero di far fuori la vecchia generazione di mafiosi, il cui rappresentante più autorevole era Gaetano Badalamenti, padre di Vito. Nel corso della guerra vennero eliminati, a Cinisi, una trentina di parenti e soldati dell’esercito di quelli che Mario Francese chiamava “guanti di velluto”, cioè dei badalamentiani, e   Vito lasciò Cinisi insieme al padre nel 1981 per emigrare prima in Brasile, poi in Spagna dove venne arrestato, l’8 aprile 1984 a seguito di una complessa operazione internazionale concordata da funzionari della Squadra Mobile, della Criminalpol palermitana, della Guardia di Finanza, della DEA (dipartimento antinarcotici americano), della polizia spagnola e di quella svizzera: l’imputazione era di avere organizzato il colossale traffico di droga definito “Pizza connection”.  Malgrado don Tano fosse richiesto dalla giustizia italiana, venne estradato dalla Spagna negli Stati Uniti nel 1984, assieme al figlio Vito, il quale ha trascorso 4 anni in carcere poiché non ha pagato la cauzione fissata in diversi milioni di dollari. Alla fine del processo, mentre Don Tano è stato condannato a 45 anni di prigione, Vito è stato assolto da tutte le accuse e, non sappiamo se risarcito. Su Wikipedia leggiamo: “La stampa lo accredita come latitante all'estero, in Brasile o forse in Australia, da dove continuerebbe a gestire affari con la mafia americana e con quella siciliana”. Di fatto, dovunque sia, adesso Vituzzu potrà tornare in Sicilia, quantomeno per rivedere l’anziana madre Teresa Vitale. In quale casa non si sa, visto che la casa di Corso Umberto 180 a Cinisi è stata confiscata e affidata in parte al Comune e in parte alle due associazioni di amici e parenti di Peppino Impastato, vittima della ferocia assassina del padre Tano. Da questo aspetto l’avvocato Gullo, che non è riuscito a fare assolvere don Tano dall’accusa di omicidio, che non è riuscito a fermare il sequestro della casa di don Tano, dopo 15 anni di ricorsi, è riuscito invece a fare liberare  Vituzzo, il quale, se vuole, potrà dimorare nelle stalle malconce del feudo di Dainasturi, non sequestrato perché acquistato o posseduto  prima del 1952, anno in cui Badalamenti padre avrebbe iniziato la sua carriera criminale.

Lo scrivente, che è presidente di una delle due associazioni e che pertanto ha la chiave della casa, è disposto a fargliela visitare, per tutto il tempo che crede,  qualora egli avesse nostalgia di rivedere i luoghi in cui è nato ed è cresciuto. Che non vada però oltre un’intera giornata. Poi abbiamo da fare altre cose. Rimane da chiedersi se, nel caso di rientro di Vituzzu, il sindaco di Cinisi non si comporterà come il sindaco di Corleone Jannazzo, che ha giudicato negativamente il ritorno del figlio di Totò Riina, giudicandolo “indesiderabile”, oppure se se ne starà zitto, mentre, magari, qualche cinisaro andrà a scrivere sui muri, come è stato fatto a Corleone: “Bentornato Vituzzu”.

 

(Salvo Vitale)

 

 

( 30 marzo 2012 )


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Ci sono 7 commenti sulla notizia
(anonymous): 31/03/2012 12:34:03
Saperiamo di no Rispondi a questo messaggio
Caro Salvo, i cittadini di Cinisi sicuramente si augurano che non si verificherà nessuna delle due ipotesi prospettate, anche se nessuna delle due sembrerebbero fuori dal mondo... Qualcuno che , anche se non lo farà, ci penserà c'è sicuro...
Giovanni.B. : 01/04/2012 09:04:54
Gli scappati ritornano. Rispondi a questo messaggio
Purtroppo il ritorno degli scappati si stà concretizando sempre di più con la complicità degli organi inquirenti, nessuno si era accorto che il figlio di don Tano stava entrando in pescrizione.Che vergogna!Che schifo!Qualcuno continua a giocare sulla pelle delle persone che giornalmente rischiano la vita nel portare avanti l'impegno antimafia.Fra l'altro l'incendio alla "Pizzeria Impastato"è un segnale chiaro e preciso che ci fa riflettere sulla pericolosa presenza della mafia nel nostro territorio.Non sottovalutiamo questi fatti,non pensiamo che tutto sia finito e che la mafia nella nostra zona non esiste più,come qualcuno tenta di farci credere.
Pasquale.(Uomo di Fede): 01/04/2012 10:57:35
La resurrezione di Don Tano. Rispondi a questo messaggio
Vituzzu libero,che meraviglia!Finalmente giustizia è fatta!Ora aspettiamo quella divina!Mi affido al buon DIO nella speranza che faccia resuscitare don Tano.Lui se lo merita,nessuno può negare che in vita sia stato un uomo di "GRANDE FEDE".Mio buon Signore in occasione di questa Pasqua aspettiamo questo miracolo!
(anonymous): 01/04/2012 13:14:59
Giusepe Ruffino Rispondi a questo messaggio
Mi chiedevo (e chiedo): la prescrizione di cui ha goduto il V. Badalamenti fa parte del pacchetto di misure sulla prescrizione volute da uno il cui cognome inizia con la stessa lettera B.? (Berlusconi), oppure era già in vigore prima ancora del ventennio forzitaliota? Non sono un giurista, quindi perdonami Salvo.
(anonymous): 01/04/2012 13:22:27
Giuseppe Ruffino Rispondi a questo messaggio
Scusate, dimenticavo. Condivido quanto scrive Giovanni B., ma cosa c'entrano in questo caso gli inqurenti che non si sarebbero accorti che Badalamenti era già prescritto? Il problema, come dice Lumia, è la norma che prevede la prescrizione su una latitanza doppia rispetto alla condanna. Vediamo se Lumia -e con lui tanti altri- si batterà per la sua abolizione. Ne dubito!
Giovanni B.: 01/04/2012 17:44:05
RE: Giuseppe Ruffino Rispondi a questo messaggio
Allora aggiungo le istituzioni e lo stato(sono la stessa cosa?)Purtroppo pure io non sono un giurista.
-------- Messaggio Originale --------
Scusate, dimenticavo. Condivido quanto scrive Giovanni B., ma cosa c'entrano in questo caso gli inqurenti che non si sarebbero accorti che Badalamenti era già prescritto? Il problema, come dice Lumia, è la norma che prevede la prescrizione su una latitanza doppia rispetto alla condanna. Vediamo se Lumia -e con lui tanti altri- si batterà per la sua abolizione. Ne dubito!
(anonymous): 01/04/2012 18:01:08
Nulla di buono! Rispondi a questo messaggio
Attenzione!In questo momento purtroppo da Lumia non ci possiamo aspettare nulla di buono.Il suo serio problema per lui è Lombardo(altro che normative contro la prescrizione!)