INIZIATI A CINISI I LAVORI DEL FORUM SOCIALE ANTIMAFIA
- Rino Giacalone ha continuato i lavori parlando del processo a Mauro Rostagno, iniziato 22 anni dopo la sua morte, dei depistaggi delle indagini, del lavoro approssimativo svolto dagli inquirenti, che non hanno preso atto di preziosi reperti e di testimonianze finite in altri fascicoli. Ha parlato anche della mafia trapanese, della sua grande capacità di gestione economica dei capitali sporchi, delle propaggini legate alla mafia palermitana, del ruolo di controllo e di gestione di un territorio nel quale l’omicidio o la pacifica realizzazione del profitto sono portate avanti con abilità e con maestria. I lavori sono proseguiti con una relazione di Stefania Pellegrini, docente di sociologia del diritto presso l’Università di Bologna, la quale ha parlato delle ramificazioni della mafia e della ndrangheta in Emilia Romagna e del notevole livello d’inquinamento con le istituzioni. Stessa analisi ha fatto Fernando Sgarlata, presidente del Comitato Antimafia Peppino Impastato di Brescia, che ha citato una serie di esempi con i quali si è dimostrata, con atti giudiziari e indagini, la presenza della mafia in Lombardia e la verità di quanto era stato detto già da Saviano, malgrado le obiezioni di Maroni. Il quadro delle presenze mafiose nel resto d’Italia è stato completato dai compagni di Rosarno, che hanno parlato della loro lotta e dell’alto livello di sfruttamento del loro lavoro in Calabria. In serata è stato portato in scena, dal gruppo dell’Associazione Metropolis di Castellammare del Golfo, lo spettacolo teatral0e di Giuseppe Fava “Arringa”. (S.V.)
|