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SONO GLI ANARCHICI

 

(Salvo Vitale)

 

Attentato Adinolfi: ce l’hanno fatta!!! Dopo essere stata preannunciata, strombazzata, ripetuta e insinuata abilmente per tre giorni, alla fine la pista anarchica si è rivelata quella “giusta”. Lo dice un volantino ritrovato, a firma della Federazione Anarchica Informale, nel quale addirittura si preannunciano altri sette attentati, sette come i sette vizi capitali. Sette quanto il numero degli anarchici greci arrestati,  a cominciare da una certa Olga, che dà il nome alla cellula.   E così si potranno avviare e indirizzare tutte le indagini dei servizi segreti  verso il sospetto di un rinascente terrorismo, stavolta non con la stella a cinque punte delle B.R., ma con la grande A, che, se ci badiamo, guarda un po’, di quella stella è una parte. Sono state già perquisite le sedi di una cinquantina di anarchici genovesi, alla ricerca dei gambizzatori.  I ministri Cancellieri e Severino hanno  lanciato l’allarme, minacciando di mobilitare l’esercito,  né più né meno come faceva il predecessore Maroni , che ogni tanto, per risolvere  la spiegazione  di fatti che andavano oltre la sua capacità di controllo, tirava fuori dal cappello la pista anarco-insurrezionalista, con l’obiettivo di creare  eventuali distrazioni dall’attenzione sui fatti reali o, nel contempo, di  criminalizzare alcune tendenze di pensiero che avrebbero potuto rivelarsi nocive al sistema.  Il volantino sarebbe stato spedito lo stesso giorno dell’attentato  e ci ha messo tre giorni per arrivare da Genova a Milano. E tuttavia i giornali  sapevano tuttavia  già dal primo giorno che si trattava degli anarchici,  si aspettava solo la rivendicazione, che, finalmente è arrivata. Questi nuovi anarchici dicono di voler fare “il salto di qualità”, “il cambio di passo”  e di volere andare oltre la vecchia ala capace di fare solo un “anarchismo insurrezionalista di facciata”. Il quotidiano “Il Tempo”   fa una stima di trecento persone in tutta Italia.  Adinolfi  sarebbe la prima vittima di una campagna contro “Finmeccanica piovra assassina”, poiché “è uno dei tanti stregoni dell’atomo, anima candida e pulita” ed è “uno dei maggiori responsabili, assieme a Scaiola, del rientro del nucleare in Italia… Oggi l'Ansaldo Nucleare, domani un altro dei suoi tentacoli, invitiamo tutti i gruppi e i singoli Fai a colpire tale mostruosità con ogni mezzo necessario... Nelle nostre prossime azioni, il nome degli altri fratelli greci, un'azione per ognuno di loro…Pur non amando la retorica violentista,  con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. Piombo nelle gambe per lasciare un imperituro ricordo di quello che è un grigio assassino…..Quella che cerchiamo è complicità…. Non consideriamo un referente i cittadini indignati per qualche malfunzionamento del sistema di cui vogliono continuare a essere parte. Scambiare rabbia e indignazione per rivolta è miopia». 

I sedicenti anarchici dicono inoltre, nel loro documento,  di non  cercare  consenso,  altrimenti avrebbero colpito qualche dirigente di Equitalia.

Dopo questo gesto la stampa ha messo insieme la notizia di una specie di bomba carta senza detonatore ritrovata in una sede di Equitalia e una serie di altre manifestazioni di protesta e ha creato, com’era nelle intenzioni del governo, l’assioma che il dissenso nei confronti delle manovre fiscali del governo è un gesto terroristico. Anche Di Pietro si è espresso in tal senso, individuando in Beppe Grillo il mandante morale di questi gesti. Addirittura s’è fatto di più: si è trovato un collegamento con una presunta  cellula nazista.

In questa “nuova” strategia  lascia perplessi il cosiddetto “salto di qualità” consistente nella gambizzazione di dirigenti dell’apparato industriale. Tale pratica, tipicamente brigatista, dovrebbe servire solo a dare esempi di punizioni alternative e lascia presupporre un efficace addestramento nell’uso delle armi.  Quindi non più bombe e bombette, come quella messa a casa di Prodi, per dimostrare non si sa cosa, ma direttamente  piombo. Perché prendersela con  un funzionario e non con una delle tante voraci bocche del mondo della politica, è un primo mistero. Anche  l’affermazione di non cercare consenso sembra una stronzata, nel senso che l’anarchia è una lotta di massa per la costruzione di una nuova società e l’obiettivo non si può raggiungere con sparate individualiste di questo tipo.

 In conclusione ci troviamo davanti ad “anarchici” poco “anarchici”. Ci ritroviamo davanti a gesti dimostrativi fatti al momento giusto, con precise finalità funzionali a far scattare contromisure di difesa del sistema e delle sue componenti. E infatti, anziché abolire l’oscena teoria di scorte, di autisti, di macchine blu, anziché rafforzare gli strumenti di controllo dell’ordine periferici, sempre più privi di mezzi, si parla di nuove scorte a dirigenti e politici. Insomma sembra di essere tornati indietro ai metodi di Cossiga.

 L’anarchia è ben altro, stellarmente  lontana dalle gambizzazioni a elementi molto periferici del potere, che sono gli anelli più deboli e più facili da colpire. I bersagli vanno ricercati negli elementi più i rappresentativi del potere, ma il problema di sempre non è la loro eliminazione fisica o il ferimento, bensì la loro riduzione e rieducazione  a essere elementi normali, cioè a  essere come la gente che, attraverso un duro lavoro, riesce  giornalmente a soddisfarre i bisogni primari.  E’ chiaro che il ministro Severino, con i suoi sette milioni e mezzo di reddito annui, può mettere in allarme l’esercito, se questa condizione di privilegio rischia di essere minacciata. In fondo è esattamente quello che ha fatto Berlusconi e la sua cricca di amici.

L’anarchia è ben altro. E’ quella di Fabrizio De Andrè, nella sua delicata canzone: “E adesso aspetterò domani | per avere nostalgia | signora libertà signorina anarchia | così preziosa come il vino così gratis come la tristezza | con la tua nuvola di dubbi e di bellezza. “.

E’ quella di Francesco Guccini: “ Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali | parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali" | e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via | la bomba proletaria e illuminava l'aria | la fiaccola dell'anarchia.”

Gli anarchici  sono quelli di una bellissima canzone del grande Leo Ferrè che, nel lontano 1978 mettevamo a ripetizione a Radio Aut:

Non son l'uno per cento, ma credetemi, esistono...sono gli anarchici....

Hanno bandiere nere sulla loro speranza

e la malinconia per compagna di danza

Coltelli per tagliare il pand dell'amicizia

e del sangue pulito per lavar la sporcizia

Non son l'uno per cento ma, credetemi esistono

stretti l'uno con l'altro, e se in loro non credi

li puoi sbattere in terra ma sono sempre in piedi...sono gli anarchici.

 

 

 

 

( 13 maggio 2012 )



Ci sono 1 commenti sulla notizia
Roberto Compagno: 13/05/2012 13:23:44
:) Rispondi a questo messaggio
Bellissimo articolo!