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Lentamente muore

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Lentamente muore

 

(Rivisitazione della poesia di Neruda  “Medeiros”)

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dei partiti, ascoltando ogni giorno gli stessi discorsi, chi non cambia opinione, chi non rischia e cambia prospettiva, chi non parla a chi non vota come lui.

Muore lentamente chi evita un'alternativa, chi preferisce l'uno o l'altro partito e le croci sulle schede piuttosto che un insieme di  stelle, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti alla costruzione di una società migliore.

Lentamente muore chi non capovolge lo "status quo", chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai putrefatti consigli elettorali.

Lentamente muore chi non si documenta, chi non legge, chi non ascolta la propria coscienza, chi non lotta.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio dandolo in pasto a dei politicanti mascalzoni, chi non si schiarisce la mente; chi passa i giorni a lamentarsi del proprio paese o del politico ladrone senza far nulla per cambiare.

Lentamente muore chi crede all'ennesima promessa, chi non fa domande sugli abusi che conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere un buon cittadino richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di andare a votare.

Soltanto un'ardente rivoluzione porterà al raggiungimento di una splendida alba..

 

Arturo e Viviana v., Bologna 16.04.12, blog B.Grillo

( 2 giugno 2012 )



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