Coincidenze
Sarà un fatale e involontario concorso di circostanze concomitanti, ma ogni qual volta il confronto sociale si fa più aspro e l'indignazione assume il carattere di una legittima rivolta morale, dagli anfratti della storia rispuntano gli atti violenza, il linguaggio e le sigle degli anni di piombo. E' difficile dire da quali matrici risalgano i rigurgiti vetero-brigatisti di ogni colore; tuttavia senza cadere nella trappola di assurdi teoremi complottisti, non si può fare a meno di notare, dopo l'agguato di Genova e le aggressione a Equitalia, quanto sia singolare il ritorno alla strategia della tensione mentre nel Paese prevalgono l'incertezza e il sentimento di precarietà. Coincidenze che fanno pensare. Parlare di una occulta cabina di regia non ha alcuno senso - siamo d'accordo - ma ancor meno legittimo è il tentativo di confondere il disagio legato alla crisi con il terrorismo; insomma di trasformare la vittima in capro espiatorio. Perché una cosa va detta: a sparare e gettare bombe non sono i lavoratori e nemmeno marziani venuti da chissà dove, ma militanti al servizio di interessi inconfessabili.
(L’avvenire dei Lavoratori 14-5-2012)