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Suicidi

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Suicidi

 

Una massa di disperati  si uccide, non trovando più nulla in questo paese per continuare a vivere. Non sono casi isolati, ogni giorno si uccide qualcuno e il nostro era un paese che amava la vita, gli italiani non cercavano lussi ma si accontentavano di avere un lavoro certo, arrivare a fine mese e di avere un tetto sul capo. Qualcuno cui  è stato tolto tutto, che ha perduto il lavoro, non sa come sfamarsi e non può permettersi un tetto per ripararsi dalla pioggia. Questa classe dirigente sta portando gli italiani a diventare barboni. Se vivere nelle strade non è una scelta di vita, diventa un dramma per chi invece vi è costretto dalla inumana indifferenza di chi ha la responsabilità di governarlo un paese. A questo punto dobbiamo chiederci a cosa serve uno Stato, forse a pagare i loro stipendi? A far vivere nel lusso una classe di malviventi? Se addirittura questo Stato se ne lava le mani persino quando la popolazione viene colpita da catastrofi che oltre a strappargli le persone care, si ritrovano in mutande e senza la possibilità di comperarsi i pantaloni perché senza lavoro, che deve fare? Non può nemmeno chiedere l'elemosina perché nessuno più si può permettere di privarsi anche di un euro. Cosa deve fare quando davanti ai suoi occhi c'è solo il buio e senza la speranza che possa spuntare l'alba? Se a questo punto decide di porre fine ad una esistenza impossibile da vivere, non si tratta più di suicidio ma di assassinio di Stato. Non basta sostituire chi governa o l'intera classe dirigente, necessita cambiare questo SISTEMA MARCIO ed instaurarne uno dal basso e a dimensione umana.

Maria Pia Caporuscio, Roma  21.05.12

( 27 giugno 2012 )



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