Grandi Eventi: la mafia c’entra sempre
Finalmente qualcosa si muove. Non ci vuole grande immaginazione per presumere che qualsiasi evento organizzato a Palermo, e più genericamente in Sicilia, è pilotato da una serie di burattinai e rappresenta per i mafiosi un buon affare che consente loro di riempirsi le tasche con i soldi pubblici. Gran parte delle ditte che forniscono servizi, impianti di illuminazione, amplificazione, fuochi artificiali , giro di spettacoli con nomi di grandi big, manifesti, fornitura di sedie, arredi vari, piante, fiori ecc. attrezzi per delimitare i percorsi e persino servizi igienici mobili, costituiscono un giro, sempre lo stesso, che è nelle mani dei mafiosi, i quali hanno sempre ditte e uomini cui affidare i lavori. Adesso i pubblici ministeri Maurizio Agnello e Gaetano Paci hanno aperto un’inchiesta nei confronti di un certo Faustino Giacchetto, uno dei tanti traffichini, ma che è più elegante chiamare project manager, il quale, grazie a un giro fondamentale di conoscenze negli uffici regionali e nei vari sottoboschi politico-affaristici della Regione aveva depositato in una cassetta di sicurezza seicentomila euro in contanti che, stando a quanto gira intorno all’indagine, rappresentano solo una minima parte di un malloppo impressionante. L’indagine riguarda una serie di appalti banditi dall’assessorato regionale al turismo tra il 2010 e il 2011, dalla visita del papa, costata oltre due milioni di euro, al festival del couscous a San Vito Lo Capo, ai campionati mondiali di scherma di Catania, svoltisi lo scorso autunno, alla settimana tricolore di ciclismo ecc.: dodici grandi eventi per i quali Giacchetto avrebbe disposto l’aggiudicazione dei relativi appalti per le campagne di comunicazione a undici aziende del suo circuito. Le perquisizioni compiute nelle due sedi della società di cui Giacchetto è titolare, una a Palermo, in via Ruggero Settimo e una a Santa Flavia, hanno portato al sequestro di una ingente mole di documenti , lo studio dei quali dovrebbe servire ad aprire uno squarcio in un mondo sommerso che è sotto il pieno controllo delle cosche mafiose, ma che porta acqua, anzi soldi anche ad uomini politici e a dipendenti della Regione. Per molti dei quali Giacchetto era solito organizzare anche serate bunga bunga e prestazioni sessuali d’alto livello.
(S.V.)