Televisione e ipnosi
Io la televisione non la guardo quasi più perché è pura ipnosi. Le stesse righe catodiche inducono nel cervello uno stato ipnotico che permette il passaggio di qualsiasi messaggio in modo acritico. Se ci metti poi le cassette preregistrate di Berlusconi o della Coca Cola che contengono messaggi sub liminari, è chiaro quale spappolamento cerebrale deriva da questo mezzo inquietante. 30 anni fa c'era gente che guardava la televisione pensando che un programma fantasy fosse pura verità e che Mike Bongiorno fosse un uomo coltissimo. Ricordo una donnetta che mi disse in piena convinzione che Pippo Baudo era un santo! Oggi la gente si è svezzata e certe corbellerie non le dice più, ma per molti una cosa è vera se l'ha detta la televisione. I cittadini americani sono stati indotti a credersi accerchiati dal pericolo comunista, poi da Al Qaeda poi, forse, dai marziani, solo dalla televisione. Ma il web ha spaccato l'ipnosi, ha riportato l'uomo alla sua componente più umana: il pensiero. Aristotele definiva l'uomo un essere sociale. La televisione ci ha spinto ad essere asociali. Dovevamo solo desiderare per comprare, ognuno chiuso davanti alla sua scatoletta. Ogni altra funzione era inibita. La rete ci riporta alla socialità. E' un passaggio rivoluzionario. Cesseremo di essere dei robot consumatori e torneremo ad essere degli esseri pensanti. E chi pensa, vuole nutrirsi sempre di altra conoscenza e il suo pensiero gli insegna a valutare meglio le cose e ad essere libero.
viviana v., Bologna 09.05.12 20: