Sudafrica: polizia spara a minatori in sciopero
5000 lavoratori protestavano perche' la Lonmin, terzo produttore mondiale di platino, ha minacciato il licenziamento di 3.000 addetti
Nuova pesante strage, nei pressi della miniera di platino di Marikana, in Sudafrica: 34 minatori sono morti uccisi dai colpi d'arma da fuoco delle forze dell'ordine secondo la stampa locale, mentre le vittime sono almeno 12 secondo la Reuters. La polizia ha aperto il fuoco con armi automatiche contro un gruppo di minatori in sciopero, alcuni dei quali armati di machete o di bastoni, provocando la strage, senza precedenti in questi ultimi anni. La Reuters ha contato almeno dodici corpi, mentre la principale agenzia locale, la Sapa, parlava di 18 vittime.
Prima della sparatoria odierna, nei giorni scorsi 10 persone erano morte uccise in una prima serie di scontri provocati inizialmente dai sostenitori di due sindacati rivali, la National Union of Mineworkers e la Association of Mineworkers and Construction Union. Erano morti, in particolare, due agenti di polizia e quando la forze dell'ordine hanno aperto il fuoco hanno ucciso tre minatori. Le violenze sono iniziate venerdi', a causa di una disputa legata agli stipendi, secondo la direzione della miniera, che si trova ad una centinaio di chilometri da Johannesburg e appartiene alla Lomlin, un societa' quotata in Borsa.
Domenica, due vigilantes della miniera sono stati uccisi dai manifestanti, e due minatori sono morti poi in una serie di pesanti scontri, lunedi'. Oggi, la polizia ha sparato contro i manifestanti, che in tutto erano circa 3 mila, dopo avere tentato di disperderli con gli idranti, i lacrimogeni e le granate non offensive. Dalle immagini diffuse dalla tv all news non e' stato possibile capire che cosa ha spinto i responsabili delle forze dell'ordine, armati fino ai denti e protetti dalle tute antisommossa, ad aprire il fuoco. Le immagini diffuse in tutto il mondo hanno fatto vedere ad un certo punto un ufficiale che grida "cessate il fuoco". Subito dopo, in mezzo alla polvere, si notavano diversi corpi stramazzati al suolo, molti dei quali in una maschera di sangue. Un'altra immagine ha catturato gli sguardi stupiti ed impauriti di altri minatori, che non si aspettavano una reazione cosi' radicale della polizia, e non avevano neanche piu' il coraggio di scappare.
Come scrive la stampa locale, erano anni che non si registravano in Sudafrica tensioni di tale intensita', visto che il Paese ha vissuto anni di stabilita' relativa dopo le prime elezioni multi razziali del 1994. Le immagini di questi giorni ricordano quelle degli anni dell'apartheid, quando la polizia apriva regolarmente il fuoco contro i manifestanti anti razzisti negli anni Sessanta e Settanta. Oggi c'e' una grossa differenza: sia i poliziotti sia i manifestanti sono quasi tutti neri. Le violenze odierne hanno anche avuto conseguenze in Borsa: i titoli della Lomlin ad un certo punto hanno perso oltre il 13%, mentre i prezzi del platino sono saliti.(Notizia ANSA di Emanuele Riccardi)
Nota: Cose del genere in Italia succedevano alla fine nel 1898, quando il generale Bava Beccaris non esitò a ordinare il fuoco contro la folla che protestava per il pane: lui è stato più bravo, perché di bravate si tratta: ne ha uccisi 80.