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L'inverno ad agosto

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L’inverno ad Agosto

 

Al tornare delle prime piogge, solitamente nella seconda metà d’agosto, i vecchi ripetevano: “Austu e riustu è capu d’invernu”.Per indicare che la bella stagione finiva ad agosto e che da quel mese iniziava l’inverno. E mia madre aggiungeva: “Sittemmiru, chiamalu ca veni, ottobbiru con a scuola e l’ogghiu novu, nuvemmiru na vulata, dicemmiru ed è Natale”. L’odore forte e acre della terra bagnata, il respiro musicale e dolcemente silenzioso delle piante gocciolanti, che ricominciavano a dissetarsi  avidamente,  il repentino abbassarsi, per qualche giorno, della temperatura, i venti che ululavano tra gli alberi, i lampi, le saette e i tuoni che squarciavano il cielo, il muggito del mare sulle rocce e sulle spiagge, l’odore di ozono, le “vaghe stelle dell’Orsa” che ricomparivano lucide dopo  la pioggia con, le lucciole su un prato notturno, e il canto dei grilli erano i segnali che il ciclo della vita continuava. Ed è ancora così,  ma alcune cose sono cambiate.

  1. E’ possibile che, in tutto questo, ci sia un briciolo di vero, ma solo un briciolo.

Così agosto non è più “capo d’inverno”: è ormai accertato che la temperatura del pianeta è aumentata di due gradi e che tende ad aumentare: tutto ciò provoca conseguenze terribili: i ghiacciai si sciolgono, il fronte del caldo tropicale si sposta, l’acqua diventa un bene sempre più prezioso, la desertificazione si estende, le culture agricole cambiano e molte di esse spariscono. Se i nostri padri sono stati accorti nel costruire invasi artificiali, come quello dello Jato, per conservare l’acqua quando scarseggia, noi siamo stati altrettanto bravi  nel disperdere queste risorse, senza pensare come proteggerle e  a costruirne altre

 Mentre ancora boccheggiamo tra i 30 e i 40 gradi,  cercando refrigerio nell’aria condizionata,  quella della macchina o del centro commerciale, a mare o in piscina , mentre gustiamo qualche gelato, mentre ancora siamo distratti o in ferie,i padroni del vapore, quelli che mai non dormono, continuano a lavorare per studiare il modo di fregarci ancora: ormai è chiaro, i ricchi non vogliono perdere un centesimo delle loro ricchezze e vogliono continuare a scialare sulla nostra pelle: e così viene fuori lo spread, il debito pubblico, l’euro,  il decreto contro gli sprechi, il decreto per lo sviluppo, la luce in fondo al tunnel, che solo Monti vede, oppure lo specchietto  per le allodole del concorso a cattedra.Gli alberghi a cinque stelle, i negozi di lusso, la vendita di beni di consumo griffati  non conoscono crisi. E intanto l’Ilva di Taranto è appesa a un filo, Windjet di Catania è fallita,l’Alcoa di Cagliari chiuderà perché nessuno la vuole comprare, Marchionne minaccia di chiudere  uno stabilimento, probabilmente Pomigliano d’Arco,  la Gesip di Palermo è sull’orlo del fallimento, le imprese emiliane non trovano aiuti per riprendersi dopo la batosta del terremoto. Intere generazioni sono state condannate al precariato, senza nessuna possibilità di costruire  il futuro, altre che avevano cominciato a farlo stanno perdendo tutto; per altri giovani, laureati e no, la disoccupazione si estende, e non perché non ci sono posti di lavoro, ma perché non c’è gente che sappia governare distribuendo “equamente” le ricchezze di cui disponiamo. E’ il fragile capitalismo italiano che si sgretola, perché trova più redditizio comprare prodotti e forza lavoro all’estero, anziché produrre in Italia e proteggere i propri prodotti. I partiti intanto studiano come sopravvivere e dare l’ennesima fregatura agli italiani: sembra imminente l’accordo sul premio di maggioranza al partito con più voti, il che è come truccare le cifre e consentire, com’è già successo, di governare in nome di tutti gli italiani, anche con il 25%, con la nomina di parlamentari a liste bloccate, oltre una percentuale minima eletta con le preferenze, tanto per dare un contentino.  Sempre alla faccia della democrazia. Mentreì Grillo continua a salire nei sondaggi, a sinistra si litiga tra Crocetta e Claudio Fava in Sicilia, tra Bersani, che ha deciso di stare con l’UDC di Casini e di tenere ai margini i suoi alleati naturali alla sua sinistra,  Di Pietro, Vendola, Ferrero, I Verdi. Questi ultimi saranno come al solito fregati  perché non raggiungeranno lo sbarramento del 5%, sempre alla faccia del diritto a esistere delle minoranze. Berlusconi sempre più ridotto a uno zombie, a un morto che cammina, ha deciso di tornare alla riscossa, tra le urla di giubilo delle sue puttane.  Il giudice Ingroia, è stato indicato da tutti,  Scalfari, Mauro, Violante, Ferrara, Manzella,  eccetto Zagrelbesky, come il cattivaccio che si è permesso di intercettare nientemeno che lo smemorato Mancino che telefonava a Napolitano, il quale addirittura ha chiesto di essere tutelato al Consiglio Superiore della magistratura: vedi quali cose aveva da nascondere. Così  Ingroia ha deciso di mandare tutti a quel paese ed ha deciso di accettare un lavoro in Guatemala per conto dell’ONU, che sa apprezzare , diversamente che in Italia,  il valore dei nostri giudici.

Che altro? La benzina ha sforato i due euro a litro,  riequilibrando così la presa per il culo dello sconto domenicale. E poi  il fetore delle montagne di rifiuti chiusi nei sacchetti di plastica, che marciscono sulle strade. In attesa che piova e che la pioggia porti tutto via.

25-8-2012                                                                                                  Salvo Vitale

 

( 26 agosto 2012 )



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