Caro politico
Caro mio politico,
quante belle parole ho sentito dire,
quanti propositi, quante soluzioni.
Spesso non ho capito il senso,
qualche volta ho pensato che quello che dicevi
era, in fondo, per il mio bene,
per risolvere i miei problemi.
Uscivo di casa, la mattina,
intorno a me vedevo le facce della povertà,
della preoccupazione, della tristezza,
e speravo che l’indomani su quegli stessi volti
avrei potuto leggere speranza, gioia,
certezza di un futuro migliore.
Invece no, tutto resta com’era,
anzi peggiora di giorno in giorno.
Certo, non può che essere così,
tu e tutta la tua cricca di ladroni profumati
quando mai avete visto la faccia della povertà?.
Eppure avete il coraggio di speculare su questa gente,
di decidere il loro destino e poi,
in barba alla decenza,
andare in parata ai loro funerali.
Vi pulite la coscienza con qualche donazione
in qualche paese lontano
e abbandonate i vostri concittadini.
Che uomo è chi pensa di essere spettatore
della catastrofe sotto i suoi piedi, senza preoccuparsene,
solo perchè ha un conto cospicuo a Cipro?
Voi siete così, io sono diverso, noi siamo diversi.
Noi siamo la gente che fa sedere una donna sull'autobus
cedendo il proprio posto,
siamo quelli che, con il bimbo, davanti a scuola
aspettano l'arrivo dei suoi genitori,
siamo quelli che invitano a cena l'amico dell'amico
anche se non lo conosciamo.
E' per questo che sarò, saremo i vostri peggior nemici.
Rifacimento di un brano a firma stefano n., roma, rinvenuto sul blog di B.Grillo il 24.05.12