Abbiamo appreso stamane, collegandoci col sito www.peppinoimpastato.it. di una lettera in cui si parla di Telejato e si respingono alcune considerazioni fatte dalla nostra emittente sulle iniziative di quella che abbiamo chiamato “L’antimafia in pizzeria”. Diamo lettura della lettera
Come prima considerazione ci colpisce il fatto che la lettera porti la data del 18-9, giornata che ancora deve arrivare. Perché? E’ semplice: per lasciare la notizia come “prima notizia” per alcuni giorni, in modo che chi si collega noti questa come cosa immediata da leggere. Si tratta di trucchetti che noi che facciamo questo mestiere ben conosciamo e che, a giudicare dalle due immagini di titolo che si notano sul sito, sono quelle di Casa Memoria, tanto per fare un atto di furbizia nei confronti dell’altro link d’apertura, che è quello con l’immagine di Peppino e che, a giudicare dalle firme di molti articoli, è gestito dall’Associazione Peppino Impastato.Una scorrettezza ripetuta altre volte, nei confronti della quale ci auguriamo che i compagni di Peppino prendano posizione. Come sappiamo, l’ineffabile Giovanni Impastato, con grande gioia dei seguaci di Badalamenti, si è distaccato da questa Associazione, composta dai compagni di Peppino, che riuscivano a porre un argine alle sue smanie esibizionistiche e imprenditoriali verniciate di antimafia.
L’altra considerazione è che questa lettera non è stata inviata a Telejato. Quindi noi avremmo potuto evitare di leggerla, ma lo abbiamo fatto per quella correttezza che ci contraddistingue.Perchè non ci è stata inviata? Forse perchè chi l’ha scritta aveva paura di una risposta puntuale e precisa?
Ci fa piacere constatare che non è solo la signora Bertolino che incarica qualcuno di registrare tutte le nostre trasmissioni. Succede anche a Cinisi. A quanto pare, c’è gente che ha le orecchie tese ed attente a tutto quello che diciamo. Bene. Impastato scrive che “è difficile non perdere il senso del proprio percorso ed evitare di distogliere gli occhi dalla meta” . Che vuol dire? Basterebbe fare una piccola variazione per scrivere che “è difficile evitare di togliere gli occhi dalla “merda”, ma non vogliamo scendere così in basso come fa il nostro amico nella sua lettera.. Ormai la sua meta è tracciata ed ha un solo nome, Giovanni Impastato, “u re”. Tutte le iniziative cui abbiamo assistito negli ultimi anni, a nostro parere hanno avuto un solo obiettivo, la gratifica del “divo” Giovanni e la sua non comune capacità di riempire i titoli dei giornali col suo nome, di rilasciare interviste a destra e a manca, di fantasticare su episodi che riguardano Peppino, mistificandone il significato. Ormai Impastato si è assunto il ruolo di depositario unico della memoria di suo fratello. Se queste iniziative abbiano avuto qualche riscontro positivo nell’ambiente, e, in particolare a Cinisi, ne dubitiamo. Non abbiamo sentito nessun cinisaro dire: “Io, grazie all’opera e alle iniziative di Giovanni, ho preso coscienza”. E questo è il problema di fondo: il rapporto con Peppino. Precisiamo, anche se l’abbiamo già detto infinite volte, che l’esperienza di Telejato è ben diversa da quella di Radio Aut e che nessuno vuole imitare Peppino, anche perché Peppino è inimitabile.Questa stupidaggine la lasciamo a chi l’ha scritta. Ma Peppino ha lasciato alcune idee guida che dovrebbero almeno essere di riferimento, per rispetto della sua memoria:
Uno: con le istituzioni non ci si strofina, ma bisogna combatterle, specie quando, come succede in molti luoghi della Sicilia, esse sono impregnate di mafia: troviamo dappertutto nei manifesti di Casa Memoria il logo del Comune di Cinisi, quello della Regione e di altre istituzioni e ci chiediamo: dov’è finita la continua e feroce aggressione che Peppino conduceva contro sindaci, assessori, deputati, mafiosi? E’ successa una sola volta che, da quando impera su Cinisi il sindaco Palazzolo, Impastato si sia scagliato contro di lui, contro qualcuno dei suoi assessori, contro un consigliere comunale, contro la Regione, contro la Provincia? Tutto passato.Tutto finito. Sono tutti diventati buoni. Anzi, sono utili per presenziare ad alcune iniziative, com’è successo per l’on. Musotto, sui cui trascorsi giudiziari per mafia stendiamo un velo pietoso, il quale è venuto a inaugurare l’aula consiliare intestata a Peppino Impastato. Terribile.
Due: il rapporto con l’Associazione Impastato poteva autorizzare, com’è successo il 9 maggio dello scorso anno, lo stesso impastato a fare un violento e vergognoso comizio contro i compagni di suo fratello? E allora, facciamo antimafia insieme, costruiamo una rete, oppure andiamo tutti in ordine sparso, convinti che ognuno abbia ragione e tutti gli altri compagni siano nemici, più nemici dei mafiosi? Che dire: da che pulpito viene la predica?
Tre: Il problema economico, ci rendiamo conto che vuole anche il suo spazio: anche se con i compagni di Peppino non è mai successo, nessuno si scandalizza o si scandalizzerebbe se qualcuno dia un contributo per la gestione dei locali, o per la promozione di iniziative. Ma se tutto questo diventa un “tour di turismo civile e responsabile”, gestito con apposito pacchetto di viaggio, pullman, luoghi da visitare, offerta da lasciare, o contributo da versare, ci viene il dubbio che si va un pò ‘oltre” il fare antimafia e basta. Non vogliamo neanche parlare dell’antimafia in pizzeria, perché in quel caso non c’è molto da incassare, ma del fatto che la pizzeria possa essere usata nella doppia veste di luogo di iniziative culturali e luogo di commercio.Purtroppo Impastato non ha capito neanche questo.
Quattro: Sappiamo, che Casa Memoria, grazie alla collaborazione del Museo della ndrangheta, che in queste cose è molto più avanti, è riuscita a far lavorare quattro ragazzi che già facevano servizio civile per conto dell’Associazione Impastato. E ne siamo contenti. Quel che ci lascia perplessi è l’utilizzo del contributo di 250.000 euro per fare mattonelle, statuette e minchiate varie che poco hanno a che fare se non sostituire simboli religiosi, ma con la stessa inconscia tendenza a creare tappe di una via crucis. E a proposito di religione, per quanto sia giusto mantenere un rapporto con il mondo degli scaut, dei preti antimafia, del Cardinale del dialogo Martini, e così via, che cosa direbbe Peppino della veglia di preghiera in suo onore fatta in quest’ultimo 9 maggio? Perché è Peppino il punto di riferimento: o si agisce in suo nome rispettando le sue idee, o si utilizza il suo nome e il ruolo di fratello per portare avanti altre cose che con lui non hanno niente a che fare.
E ci fermiamo lì, perché non abbiamo intenzione e non abbiamo la possibilità di ostacolare quello che Impastato vuole fare. Su altre cose, sulle lettere anonime che abbiamo ricevuto sul suo conto, sugli stupidi commenti di chi non conosce le cose e parla a vanvera, sulle voci che girano su di lui non diremo nulla, anche se potremmo dire ben altro, ma la cosa non serve a nessuno e rischierebbe di fare il gioco dei mafiosi. Assabenerica, zzu Giovanni..