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Riaprono le scuole

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Riaprono le scuole

“Si aprono le scuole, si alza il sipario, si vede il signor preside che……che…che sta col segretario.”.Le scuole riaprono in questi giorni, con i problemi di sempre. La riforma Gelmini ha fatto il possibile per distruggere quel po’ che restava della scuola pubblica. Mentre le scuole private continuano ad avere massicci finanziamenti, circa 200 milioni di euro nell’ultima finanziaria, quelle pubbliche sono ormai allo sfascio: Classi che traboccano, oltre i 30 alunni, cattedre d’insegnamento demolite, fatte a spezzatino, professori con  classi ogni anno diverse, pur di arrivare alle prescritte 18 ore, e quindi, demolizione del concetto di continuità didattica. Un’altra sballatissima norma prevede che i libri di testo non devono essere cambiati per cinque anni. E così se qualche libro è stato adottato grazie ai buoni rapporti col rappresentante editoriale, ma non vale molto, bisogna tenerselo per cinque anni, spesso senza neanche   gli aggiornamenti. I professori  vanno e vengono  sul corso di Buenos Aires, (come nella canzone di De Gregori), ogni anno sempre diversi, in una girandola con cui c’è chi ha quattro ore a Partinico, cinque ore a Bagheria  e nove ore a Corleone.Di supplenti non se ne parla: ci sono le supplenze pagate e fatte dai proff. Interni disponibili.  I presidi, anzi, i dirigenti scolastici, non se la passano meglio: con questa storia dell’accorpamento succedono cose incredibili: direttori didattici diventano presidi di scuole medie o di scuole superiori, senza neanche sapere com’è fatto un liceo e come vi si insegna. Scuole medie vengono accorpate, com’è successo a Partinico con l’Archimede e il Privitera e i presidi saltano o vengono sballottati altrove, costretti a stare un giorno in una scuola, un giorno in un’altra di un altro paese, che  è stata accorpata non si sa in base a quali misteriosi calcoli o imponderabili decisioni. E chi era in una sede già da anni, si vede sballottato altrove e scalzato da chi ha più punteggio.  Il tutto per risparmiare uno stipendio di preside e uno di segretario. Per contro si dà l’esonero dall’insegnamento al vice-preside e quindi bisognerà nominare un altro che insegni al suo posto. La scuola, senza finanziamenti , diventa sempre più un lager perché non ci sono soldi per le riparazioni e per la manutenzione né dei locali, né per le attrezzature a partire dalle sedie, dai banchi, ai computer, alla fotocopiatrice, ai sussidi didattici in genere.  Insomma si ricomincia e bisogna assolutamente provvedere, anche se alcuni lo hanno già fatto a partire dal mese di agosto, a rifornire bambini e ragazzi di zaino possibilmente  firmato Invicta o Seven,, penne, quaderni, calcolatrice, libri, tute e scarpe da tennis, in qualche scuola stile fascio, anche di grembiulini, mentre i bidelli devono controllare che in ogni aula ci sia il crocifisso. E’ stato stimato che il badget di spesa per ogni famiglia si aggira dai 400 ai mille euro, in rapporto al tipo di scuola e all’anno scolastico da frequentare. Bisognerà cercare di ottenere un buono libri per avere gratuitamente alcuni testi, disponibili solo presso alcune librerie. Intanto  sono già state definite anche le classi con il solito trantran e i soliti maneggi sotterranei  dei genitori per cercare di far mettere il proprio figlio nel corso A, o B, O C, insomma, dove ci sono bravi insegnanti e dove il ragazzino possa stare insieme ai suoi vecchi compagni.  E quindi tutti in fila, presidi, professori, maestri, segretari, bidelli e alunni per iniziare questo nuovo anno nell’Italia della crisi, tutti quanti pronti e avanti, belli e pimpanti,  siete in tanti , forza, coraggio e in culo agli elefanti. (S.V.)

( 14 settembre 2012 )



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