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Il rating, la mafia, la beffa

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Rating

Il pm di Trani, Michele Ruggero, ha denunciato le agenzie di rating americane di condotta sleale "per deliberata volontà di declassare l’Italia in assenza di presupposti su cui dichiarare il declassamento”.

Insomma il giudizio fu manipolato artamente da queste tre agenzie per penalizzare l’Italia. Sono le stesse che dettero quotazioni altissime ai titoli tossici ed espressero giudizi egregi alla Lehman Brothers, il giorno prima che fallisse e dunque tre agenzie la cui attendibilità dovrebbe stare a zero.

Quello che mi chiedo è: visto il regime di sudditanza dei paesi europei da tre agenzie che li spingono intenzionalmente ad a un progressivo fallimento, e visto che esse sono americane, private, quotate in Borsa, e dunque tutt'altro che super partes, e in palese conflitto di interessi e con un potere spropositato sui tassi e sullo spread europei, tre agenzie che nessuno ha mai eletto e che nessuno controlla..come mai solo un isolato pm di Trani fa questa denuncia ed la denuncia, invece, non assurge carattere europeo, non vede una rivolta di tutti i paesi Euro e non coinvolge la stessa Corte di Giustizia europea?

viviana v., bologna 02.07.12

 

La mafia

"La mafia è sì un'associazione criminale, è sì un problema di polizia e di ordine pubblico; ma non è soltanto questo. È un fenomeno assai più complesso, caratterizzato da una fittissima trama di relazioni con la società civile e con svariati segmenti delle istituzioni. Di qui un intreccio di interessi e un reticolo di alleanze, connivenze e collusioni che sempre hanno fatto della mafia un pericoloso fattore di possibile inquinamento della politica, dell'economia e della finanza (con tutti i rischi che ciò comporta per l'ordinato sviluppo di un sistema democratico). Considerare la mafia come un insieme di qualche centinaio di sbandati, pur violenti e feroci, è dunque riduttivo.

(Gian Carlo Caselli)

 

La beffa

Sulla stampa vicina a Berlusconi è in corso la quotidiana, ossessiva opera di demolizione del premier Monti. Non è il diritto di critica, ma il frutto di un marcato senso di estraneità alle sorti del Paese. Chi non ha la memoria selettiva, sa benissimo che il governo tecnico nasce quale conseguenza del devastante fallimento della destra. E' il pegno richiesto dall'Europa per ritrovare la fiducia. Non paghi del loro operato, gli autori del disastro meditano invece di tornare sulla scena con un nuovo partito il cui marchio è tutto un programma. E' stato battezzato "Italia pulita". Oltre al danno, anche la beffa.

(L’Avvenire dei Lavoratori)

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( 15 settembre 2012 )



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