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La "presa per il culo"

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La “presa per il culo”

 

È diventata una regola.  Dire il contrario di ciò che si vuol sostenere e credere di essere creduto. Pretendere che continuerà ad essere sempre così, con qualche apparente tentativo di cambiamento. Credere che ormai gli Italiani sono così assopiti e rincitrulliti, da potere essere presi per il culo senza pagare alcun prezzo. Attenzione, spesso avviene, l’inculatura si realizza addirittura con grande piacere della vittima, (luttazzi lo ha denunciato in una delle sue rare esibizioni televisive=),   e tutto sta sempre là, nel potere di persuasione che ha il mezzo televisivo, sapientemente utilizzato. Venti anni di berlusconismo ci hanno insegnato a barcamenarci tra le tante insidie dell’informazione e tra i tanti trucchi nell’uso delle parole. Eravamo sull’orlo dello sfascio e nessuno lo sapeva. Apparentemente quella di Napolitano è sembrata una sapiente strategia per eliminare Berlusconi, ma non si può escludere l’ipotesi che tutto sia stato concordato a tavolino. E cioè che Monti sia stato lo strumento di cui Berlusconi si è servito per rimediare ai danni spaventosi da lui combinati, ovvero per fare quelle “riforme” che lui  stesso  non avrebbe mai fatto, pena la perdita di voti e consensi , e per poi ritornare di nuovo in scena per dire: “Aboliremo l’IMU, riapriremo l’ILVA, ci sarà “cchiù pilu pi tutti”. Sempre nell’ottica di questa dialettica hegeliana, in cui negare significa anche conservare, si muove il delfino Alfano, che parla, (ma ci vuole coraggio!!!), di partito degli onesti, di basta alla corruzione, mentre  i suoi “ascari” rifiutano di approvare la legge anticorruzione.

Sin qua la teoria. La pratica è quella che stiamo vedendo alla Regione Lazio, né più né meno di quella vista alla Ragione Lombardia, né più né meno di quella vista alla Regione Campania o alla Regione Sicilia.  Clientele, bagordi, vacanze esotiche, caviale e champagne, donnine coreografiche, acquisti di case ed altre porcate, tutto con i soldi regalati a piene mani ai partiti. Per chi osserva queste cose dall’esterno, il messaggio è devastante. Rosi Mauro che abbandona il seggio di vicepresidente del senato, ma non abbandona la sua carica, anche dopo lo scandalo delle false lauree,  i pochi deputati e senatori presenti nell’aula,  i prezzi sfacciati dei ristoranti parlamentari, i 100.000 euro dati in mano ad ogni parlamentare regionale son  segnali che, malgrado la vergogna sia stata scoperta, ognuno continua imperterrito sulla sua strada, rimane al suo posto, tanto c’è una rete sommersa che consente a tutti di rimanere a galla. Si aumentano i prezzi dei ristoranti parlamentari, ma a partire dal 2014. I 20 milioni di euro che Polverini ha proposto come tagli, sono gli aumenti realizzati nel corso della sua presidenza, altro che tagli!!!. Possibile che nessuno sapesse niente? E se, come si dice da destra, il sistema di Marrazzo era altrettanto marcio, perché non cominciare i tagli da lì? E così tutti diventano bravi, tutti fanno credere di non sapere niente, tutti continuano ad arraffare, malgrado i sondaggi vedano in costante aumento il numero degli oppositori e continuino a spostare consensi verso l’astensione o verso l’odiatissimo Grillo. E non c’è possibilità di scampo: ormai la pressa per il culo è l’unico modo di essere della cosiddetta “casta”, che non è capace di pensare a un metodo o a un sistema alternativo. Se qualcuno ha pensato che il berlusconismo fosse finito, si sbagliava: lo abbiamo ancora dentro ogni spiraglio delle istituzioni e l’unico baluardo che ancora resiste, è la magistratura, malgrado gli attacchi da ogni parte, anche dal cosiddetto “garante” delle istituzioni, che garantisce solo se stesso. (S.V.)J

( 22 settembre 2012 )



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