Manuale del perfetto rivoluzionario
Mi raccomando,
fate la rivoluzione,
ma mettete i guanti bianchi
e prendete l'ombrello,
nessuna arma nemmeno impropria
e parlate con moderazione
siate gentili, fermi e garbati,
mai portare cartelli,
soprattutto alle feste di partito
dite sempre: scusi, permesso?
mi consenta, riferirò, non avevo capito,
studierò tutto meglio, obbedirò al partito…
studiatevi bene il galateo di donna Letizia,
quello di Monsignor Della Casa,
anche quello di Madame Eleonora,
parlate a voce bassa,
tenete gli occhi bassi,
tenete il profilo basso,
portate i sandali bassi,
pensate a testa bassa,
non contraddite, non criticate.
non maledite, non contestate,
non sputate le noccioline
non fate rumore coi piedi,
non sbracciate con le mani,
non tirate moccoli o Duomi,
compunti e composti,
ravviati e puliti,
pallidini e scoloriti,
marciate in fila per uno,
come andando a una funzione,
se il politico ha freddo
offritegli anche il maglione,
lasciate il posto al politico,
spazzolategli la poltrona,
lustrategli le scarpe,
mettetegli una sveglia
che quando deve svegliarsi suona,
sempre azzimati, sempre abbottonati,
molto silenziosi e un poco rintronati,
la rivoluzione la dovete fare
piano piano e limitati,
non svegliate nessuna persona,
e se poi la storia riderà di voi
dicendo che la rivoluzione così non si fa,
tenete conto di quanto vi ho già detto:
solo chi è molto educato
è un rivoluzionario perfetto!
(Salvo Vitale)
Da uno spunto di viviana vivarelli, bologna 03.09.2012