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Comunicato dell'Associazione Peppino Impastato sull'incriminazione di Subranni

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Comunicato dell’Associazione Peppino Impastato sull’incriminazione di Subranni

 

L’avviso di garanzia inviato al generale Subranni è  un altro tassello, forse l’ultimo, della triste vicenda che riguarda tutta la vicenda della morte di Peppino Impastato e il vergognoso depistaggio che venne fatto dopo la sua morte, principalmente dall’allora maggiore Subranni. Gli angosciosi interrogatori dei  compagni di Peppino non vennero condotti per scoprire l’assassino, ma per cercare il complice di un pericoloso terrorista che era andato a mettere una bomba sui binario della ferrovia Palermo Trapani: l’obiettivo del presunto attentato sarebbe stato quello di far saltare  un treno che sarebbe transitato  l’indomani mattina e che portava tanti lavoratori in città. Una bella trovata: uccidere un rompiscatole e distruggerne la memoria facendolo sembrare un assassino che voleva la morte di tanti onesti lavoratori.  La triste ricerca di prove, indizi, testimonianze, ad opera dei compagni di Peppino, l’aiuto prezioso di Umberto Santino, le infami notizie stampa, il reperimento delle macchie di sangue nel casolare, sono momenti tragici ma preziosi, perché , perché solo così, dopo alcuni mesi, si potè smontare il castello creato e voluto da Subranni, che aveva dato ai carabinieri di Cinisi precise disposizioni sulla conduzione delle indagini.  Nessuna perquisizione nelle case dei mafiosi, ma solo in quelle dei compagni. Anche 20 giorni dopo, in un rapporto del 30 maggio 1978, Subranni ribadiva la sua tesi dell’attentato, quando ormai l’ipotesi dell’omicidio cominciava ad essere chiara. La morte di Peppino era stata organizzata in modo tale che si creasse una bella centrale terroristica in Sicilia, magari composta da gente così incapace, nel maneggiare l’esplosivo,  da saltare in aria con la propria bomba. Da allora, anno dopo anno, assieme alla famiglia di Peppino, abbiamo cercato di costruire la lunga strada della verità e di  chiedere giustizia, sino ad arrivare alla condanna di alcuni degli assassini. La riapertura delle indagini, per individuare di responsabilità da parte degli ambienti neofascisti di allora e per perseguire penalmente i responsabili del depistaggio per un verso merita un plauso, per l’altro  è causa di amarezza, davanti alla considerazione che, per avere giustizia, in Italia, debbano passare trentaquattro anni. Molte delle persone che sono state coinvolte in questo caso, magistrati, forze dell’ordine, testimoni, sono morte. Se da un lato l’incriminazione di Subranni  è un fatto politicamente positivo, dall’altro  ha una scarsa valenza giudizi aria, perché si tratta di reati ormai caduti in prescrizione, come ammesso dallo stesso procuratore Francesco Del bene, che cura queste indagini. E allora? Poco più di una bolla di sapone, che potrebbe diventare un robusto pallone solo se Subranni rinunciasse alla prescrizione. Ma figurarsi!!! Di Subranni, Agnese Borsellino riferisce di avere sentito dal marito Paolo che era “punciutu”. In ogni caso si tratta di uno che, nell’intricato labirinto della storia della mafia siciliana ha avuto un ruolo determinante , quantomeno per non avere saputo o voluto vedere che il terrorismo era nelle strategie dei mafiosi e non nelle azioni di semplici cittadini che lottavano contro la mafia e contro il sistema di potere  siciliano.

Cinisi 4-11-2012

Il presidente

Salvo Vitale

( 4 novembre 2012 )



Ci sono 1 commenti sulla notizia
Pippo Cangemi.: 04/11/2012 20:45:15
Post della pagina precedente. Rispondi a questo messaggio
Scusate la mia invadenza se trasferisco questo POST dalla pagina precedente in questa.Ci tengo che venga letto il più possibile.Vi comunico che non parteggio per nessuno.No sono un tifoso,l'antimafia non dovrebbe avere tifosi.Stimo tantissimo voi compagni di Peppino e allo stesso modo la famiglia Impastato.Condivido i vostri comunicati dell'Ass.Impastato e del Centro Impastato ma soprattutto il lavoro pregevole e coraggioso che avete portato avanti in tutti questi anni.Però in questo momento mi trovo spiazzato,per questo ho deciso di scrivere questa lettera. CARI COMPAGNI NON CI SIAMO AFFATTO!NON MI SEMBRA LOGICO E CORRETTO ASSISTERE A SITUAZIONI SPIACEVOLI CHE SI RIPRESENTANO CON FREGUENZA.Voi parlate di Subranni e dei depistaggi.Sono perfettamente d'accordo.Una verità ottenuta grazie a voi e all'impegno della famiglia,non vado oltre il resto fa parte della storia che molti conoscono.Oggi però vorrei capire il motivo di questa caduta così in basso fino al punto di sprofondare nella 'merda.Qualcuno dovrebbe spiegare(non a me) ma a tutti quelli che hanno a cuore la storia di Peppino e di mamma Felicia(sono tanti in Italia e altrove)il vostro ruolo come compagni di Peppino in quest'opera di demolizione dell'immagine portata avanti da Tele-Jato contro la Famiglia Impastato.SAREBBE UMANAMENTE CORRETTO AGLI OCCHI DI TUTTI.Vi posso dire e confermare(almeno come opinione mia personale),quello che è successo in questi giorni ritengo sia un fatto gravissimo non tanto per la violazione delle regole(in questo paese non esistono più)ma per una questione di rispetto per la figura di Peppino,della Signora Felica e della Zia Fara che riposano in pace in quella Cappella.Queste cose sono degne di persone che non hanno niente a che fare con la storia di Peppino(voi non lo siete affatto).Per questo insisto nel ritenere importante una presa di posizione da parte di tutti,non si può rimanere passivi di fronte alla gravità dei fatti,non si può lasciare tutto nell'ambiguità.Faremmo del male a Peppino.Mi auguro che questo mio messaggio serva da stimolo per aprire un dialogo fra voi.Io non c'entro nulla,mi ritengo un intruso e vi chiedo ancora scusa.Per chiudere in bellezza vi posso dire che la 'MERDA è sempre 'MERDA.Aquesto punto se debbo essere costretto a scegliere preferisco la 'MERDA delle colombe che quanto meno appartiene ad animali che simbolegiano la PACE.Non è affatto la 'MERDA di alcuni essere umani