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Libero mercato e democrazia

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Libero mercato e democrazia

 

Il ministro (la ministro? la minestra?) Cancellieri ha detto che valuteranno di vietare le manifestazioni a Roma dopo gli inaccettabili episodi accaduti durante la manifestazione dei lavoratori Alcoa. E ha aggiunto, caso mai se ne sentisse il bisogno, che nonostante il dispiacere per chi rischia il posto di lavoro il governo non può interferire con il libero mercato salvando aziende in crisi. Sapete che siamo alla follia senza rendercene conto?  Qual'è il senso di uno Stato?

Perchè, ad un certo punto, le persone hanno deciso di creare un organismo collegiale che le racchiudesse, rappresentasse e tutelasse tutte?

L'obiettivo era creare qualcosa che le rendesse più forti, che migliorasse la qualità della vita di ogni singolo che entrava a far parte della collettività.

E' la logica basilare di qualsiasi società: dare dei vantaggi a chi ne fa parte.

Comporta anche degli impegni, naturalmente, ma il rapporto costi/benefici deve pendere a favore dei secondi, altrimenti possiamo anche farne a meno, non trovate? Invece no.

Qui ormai si è ribaltato tutto.

Il libero mercato (dei miei coglioni! nda) ha assunto un valore a sè stante, un'aura religiosa, e viene indiscutibilmente anteposto agli interessi dei singoli stati e, in subordine, dei singoli cittadini che ne fanno parte. Questa è follia!

Abbiamo dedicato millenni di evoluzione alla creazione di forme di società che tendessero all'inclusione e all'elevamento di tutti per poi consegnare l'intero pacchetto nelle mani di un non meglio precisato "libero mercato" che è molto poco libero e governato dagli interessi di poche (pochissime) persone.

E la follia più grande è che coloro i quali dovrebbero avere più sensibilità verso questa deriva e dare l'allarme a tutti gli altri (giornalisti, intellettuali, uomini di scienza) ne parlano, nella maggior parte dei casi, come di qualcosa di ineluttabile.

L'abitudine è davvero il peggiore dei mali.

Andrea Molteni (nembo1972), Como

( 9 novembre 2012 )



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