PER SCONFIGGERE IL LIBERISMO
PER PROMUOVERE IL CAMBIO SOCIALE IN ITALIA E IN EUROPA
Il 14 novembre , una data da ricordare nei 23 paesi d’Europa dove si lotta contro il massacro sociale imposto dai governi liberisti.
10 di questi- Spagna,Portogallo,Grecia,Polonia,Romania,Cekia,Slovenia,Malta,Cipro,Italia - lo ha fatto attraverso lo sciopero generale ; in Italia convocato dai Cobas per l’intera giornata e in subordine dalla Cgil per 4 ore.
Svariate centinaia sono state le manifestazioni : 90 Italia , 110 in Spagna,130 in Francia, 30 in Germania, 10 in Inghilterra e Portogallo, 6 in Grecia,4 in Polonia, 3 in Romania,Cekia,Slovenia. A Roma,Milano,Torino,Genova,Bologna,Firenze,Napoli,Bari,Palermo,Cagliari;Parigi,Lione,Nantes,Rouen,Marsiglia,Digione;Madrid,Barcellona,Siviglia,Saragozza,Bilbao;Berlino,Dresda,Francoforte,Dussendorf;Londra,Glasgov,Edimburgo,Liverpool;Lisbona,Oporto,Braga,Coimbra;Atene,Salonicco,Corinto;Brussel,Liegi,Ostenda; Varsavia,Cracovia,Danzica; e in tanti centri più piccoli..
Oltre 25 milioni di scioperanti e almeno 3 milioni a manifestare l’insopportabilità delle draconiane misure contro l’occupazione,il reddito,le pensioni,la casa,i beni comuni,la sanità e l’istruzione.
Una prima giornata di sciopero e di lotta europea che fa verificare la grande ed unitaria disponibilità delle masse popolari a farsi portatrici del cambiamento per sostenere l’avvio rapido dell’Europa sociale, opposta a quella della Troika,delle banche,del capitalismo.
Una giornata felice , che ha entusiasmato i protagonisti sociali, e che promette un secondo e più round, con il coinvolgimento nello sciopero di Francia,Germania,Inghilterra,Belgio, e altri ancora.
Del resto, la Merkel annuncia che ci vogliono altri 5 anni per superare la crisi, e dunque di avversità, tagli e disoccupazione generalizzati, a cui bisognerà contrapporre un fronte sociale europeo, non solo per limitare i danni, bensì per travolgere le politiche liberiste all’origine della crisi e del debito.
Il 14/11 , l’Italia ha fatto la sua parte con milioni di scioperanti e centinaia di migliaia a manifestare nelle piazze,ma anche con azioni dirette indirizzate contro le banche,Equitalia,associazioni datoriali e sindacali,stazioni e varchi ferroviari e portuali.
Protagonisti in assoluto sono stati gli studenti,soprattutto medi, che hanno utilizzato lo sciopero generale e le manifestazioni dei Cobas per proseguire nel contrasto alle rovinose politiche scolastiche,giovanili e sociali del governo Monti.Che per tutta risposta li ha gratificati con la violenza poliziesca, esercitata ferocemente con l’intento non solo di impedire il proseguimento dei cortei,bensì attraverso i pestaggi,i feriti,gli arresti e le denunce, di dissuaderli dal continuare la protesta e dal fare politica rivendicando ragioni giuste a sostegno del loro presente e futuro.
Ignobili sono state le dichiarazioni di Monti – Cicchitto,Casini,Zingaretti e altri – a sostegno dell’operato della polizia, la stessa che pochi giorni fa si era opposta con simili cariche alla lotta dei lavoratori Ikea a Piacenza e dell’Alcoa in Sardegna. I Cobas denunciano l’uso della violenza poliziesca in ordine pubblico, utilizzata solo per impedire le legittime esigenze dei lavoratori,degli studenti,dei migranti,degli occupanti case e difendenti beni comuni ,territorio e ambiente.
I Cobas plaudono al rinnovato impegno convergente tra lavoratori e studenti,solidarizzano con gli studenti feriti e si impegnano per l’immediata rimessa in libertà degli arrestati.
Roma 15/11/12 COBAS LAVORO PRIVATO - CONFEDERAZIONE COBAS