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Informazione: No alla legge bavaglio

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Direttori di testate in campo per dire no alla legge bavaglio

 

Si può aderire mandando una email al sito della Fnsi: sito@fnsi.it.

 

IL TESTO DELL’APPELLO:

 

I giornalisti italiani avvertono e denunciano i limiti e i rischi per il diritto all’informazione che potrebbero derivare dall’approvazione delle norme contenute nel disegno legge sulla diffamazione a mezzo stampa in discussione al Senato. Il combinato disposto di tale disegno con quello precedente in materia di intercettazioni renderebbe più difficile produrre informazione senza peraltro rendere più rapido ed efficiente il ristoro dell’onorabilità dei singoli lesa da una notizia diffamatoria. Il diritto alla tutela della dignità di tutti i cittadini è questione che interpella i giornalisti italiani e sulla quale i giornalisti – attraverso la Fnsi – hanno avanzato proposte e suggerito soluzioni, perfettibili, ma tese a tenere insieme interessi e diritti in apparente conflitto. E’ anche per questa ragione che i giornalisti ritengono di potere riaffermare che l’opposizione ai contenuti del disegno legge sulla diffamazione non trae origine dalla difesa di privilegi, ma, al contrario, recupera quelle stesse ragioni che tre anni fa mobilitarono l’opinione pubblica in difesa del diritto all’informazione che, specularmente, carica i giornalisti del dovere – incomprimibile – di informare, ricercare e offrire notizie. Per questa ragione, i giornalisti  non ritengono che il Paese abbia bisogno che alla stampa sia imposto il guinzaglio di misure figlie della fretta, ma anche del rancore. Misure che sottendono al tentativo di imporre una censura preventiva soprattutto su quegli organi di informazione  che, magari in territori di frontiera condizionati dalla criminalità organizzata, svolgono un ruolo essenziale di presidio della democrazia che si alimenta di conoscenza, consapevolezza, responsabilità. I giornalisti che non intendono certo sfuggire alle loro responsabilità e ai loro doveri, confidano che anche il Parlamento sappia evitare atti che porrebbero l’Italia ai margini dei paesi democratici maturi.  Continueremo a batterci, quindi, perché l’Italia non abbia a pagare anche i costi di uno spread di democrazia. Non verremo meno al dovere di onorare il patto che ogni giorno rinnoviamo con i lettori, indipendentemente da multe, arresti e sanzioni. Ma, qui e ora, avvertiamo l’urgenza di fermare il disegno legge sulla diffamazione – così come concepito - perché la democrazia e l’informazione in Italia non tollerano alcun bavaglio. E’ con questo spirito che i giornalisti italiani, i direttori delle principali testate hanno raccolto l’invito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana a celebrare “Stand up for journalism”, la giornata europea del diritto all’informazione promossa dalla Federazione Europea dei giornalisti (Efj)”.

 

 

DIRETTORI DI TESTATE IN CAMPO PER DIRE NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

SIDDI: NORMA INACCETTABILE E VENDICATIVA CONTRO I GIORNALISTI

 

Direttori di quotidiani, tg, agenzie di stampa fanno sentire la loro voce contro il disegno di legge sulla diffamazione. Nella sede della Federazione Nazionale della Stampa a Roma, in occasione della giornata internazionale 'Stand up for journalism'', una decina di responsabili di testate si sono alternati in un dibattito che ha coinvolto in collegamento video anche il Circolo della stampa di Milano, dove era tra gli ospiti Alessandro Sallusti. Il direttore del Giornale, dopo aver attaccato i giudici che lo hanno condannato al carcere per un articolo scritto da Renato Farina, è stato protagonista di un botta e risposta con il presidente del sindacato, Roberto Natale.

''Vi prego di tenere separata la mia questione professionale da quella legislativa - ha detto Sallusti -, perché non devono avere alibi per far passare una legge punitiva''. ''La guerra civile degli ultimi anni ci ha divisi - ha proseguito -. Nessun direttore ha avuto il coraggio di dire chi sono i responsabili: sono due magistrati. Lo hanno potuto fare perché hanno goduto di una zona franca rispetto ai cani da guardia dell'informazione''. L'intervento del direttore del Giornale è stato accolto da una contestazione a Roma di un paio di esponenti di Move On. Pronta anche la replica di Natale. ''Le tue parole sulle magistratura sono lontanissime dal sentire di molti di noi - ha detto -. Non ci ritroviamo neanche nell'idea di guerra civile. Piuttosto è stata pessima la scelta di far collaborare Farina, espulso dall'Ordine dei giornalisti''.

Presenti all'incontro, alla vigilia della ripresa della discussione sul ddl in commissione Giustizia al Senato, i direttori del Tg1 Alberto Maccari, del Tg2 Marcello Masi, di Rainews Corradino Mineo, di Videonews Claudio Brachino, de Il Sole 24 ore Roberto Napoletano, de L'Avvenire Marco Tarquinio, de Il Tempo Mario Sechi, de Il Giorno Ugo Cennamo, de La Gazzetta dello Sport Andrea Monti, de Il Corriere dello Sport Paolo De Paola, dell'Asca Gianfranco Astori, de la Provincia di Cremona Vittoriano Zanolli. Tutti hanno espresso contrarietà ad una legge che - hanno spiegato - appare punitiva nei confronti della categoria e mina la libertà di informazione in primo luogo per le multe elevate. Più di un direttore ha fatto presente la scarsa solidarietà dei cittadini nei confronti dei giornalisti e invitato i colleghi a sfruttare l'occasione per sottolineare la funzione pubblica dell'informazione. I rischi del provvedimento sono stati sottolineati anche dal direttore dell'ANSA, Luigi Contu, in una lettera inviata al sindacato.

''Questa legge si sta trasformando in un processo vendicativo per i giornalisti - ha sostenuto il segretario della Fnsi, Franco Siddi -. Anche se le multe sono passate da 100 mila euro a 50 mila euro, parliamo sempre di una decuplicazione rispetto alle sanzioni attuali''. Nel pubblico il senatore del Pd, Vincenzo Vita, secondo il quale ''è bene che la legge venga fermata in Commissione che il testo venga completamente riscritto. Si faccia invece una norma stralcio al Senato o alla Camera per l'abolizione del carcere''. (di Michele Cassano) 

( 17 novembre 2012 )



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