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Maschilismo giudiziario

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Maschilismo giudiziario

 

In Sicilia, come dappertutto, ci sono donne che accettano “naturalmente” la condizione di

sottomissione al capo-maschio di famiglia, che hanno fatto poco o nulla per liberarsene, che hanno

vissuto “consapevolmente e giudiziosamente” tale condizione di effettiva diseguaglianza.

Che tale diseguaglianza fosse riconosciuta, trasferita e giustificata nella sentenza di un tribunale,

proprio dove è scritto chiaro e tondo che la legge è uguale per tutti risulta alquanto contraddittorio.

E’ successo che alla richiesta di applicare la legge Rognoni La Torre, che prevedeva il confino

ed il sequestro dei beni ai familiari dei mafiosi e, quindi, anche alle donne, nel 1983 il Tribunale di

Palermo rispose con la seguente sentenza:

”… pur nel mutevole evolversi dei costumi sociali, non ritiene il Collegio di poter con tutta

tranquillità che la donna appartenente ad una famiglia di mafiosi abbia assunto ai giorni nostri

una tale emancipazione e autorevolezza da svincolarsi dal ruolo subalterno e passivo che in

passato aveva sempre svolto nei riguardi del proprio “uomo” si da partecipare alla pari o

comunque con una propria autonoma determinazione e scelta alle vicende che coinvolgono il

“clan” familiare maschile. Troppo lontane per ideologia, mentalità e costumanza sono le cosidette

“donne di mafia” dalle “terroriste”che purtroppo hanno avuto un ruolo di attiva partecipazione

alle bande armate che tuttora attentano alla sicurezza dello Stato e all’ordine democratico”. (in

Pietro Grasso. Tutti liberi Sperling & Kupfer. 2012. Pp. 46-47)

Naturalmente non si fecero attendere le proteste dell’Associazione delle donne contro la mafia e

dell’UDI per dimostrare che la sottomissione ed ubbidienza della donna non sono condizioni

socialmente immodificabili e che le leggi, se è vero quello che diceva Montesquieu, esse stesse

devono cambiare intercettando i segni, pur incerti talvolta, del cambiamento, riferendosi,

comunque, al principio dell’uguaglianza tra tutti gli individui  (Elio Camilleri)

( 17 novembre 2012 )



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