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Un presepe vivente sulle terre di don Tano. In allegato il testo integrale di "Festa della ricotta", una trasmissione di Radio Aut del 21-04-1978

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Un presepe sui terreni di don Tano

 

Per iniziativa della neo associazione culturale Zahara, con la collaborazione della parrocchia di Santa Fara, per il secondo anno, a Cinisi è stato allestito un “presepe vivente”, questa volta nelle terre confiscate al mafioso Gaetano Badalamenti e ad altri suoi parenti e acquisite al patrimonio del comune di Cinisi. L’impresa non era facile, perché condotta solo con il contributo economico di alcuni privati e con i proventi del biglietto di due euro pagato dai visitatori come offerta. Il sindaco di Cinisi, a titolo personale ha dato un contributo di 300 euro: come al solito le malelingue, che a Cinisi abbondano, si sono messe a dire che il sindaco ha utilizzato il suo fondo istituzionale per le piccole spese, ma il problema è irrilevante. Di fatto, grazie all’entusiasmo di alcuni giovani e non più giovani, grazie alla voglia di salvaguardare usi, costumi e tradizioni del passato, è stato allestito un ambiente dotato di impianto d’illuminazione, con una serie di angoli caratteristici dove è stato possibile assaggiare “vasteddidduzzi cunsati”, “sfinci”, tuma e ricotta calda a volontà e osservare al lavoro una serie di persone dedite al ricamo, alla preparazione  di “i maccarruna”, assieme a lavori oggi in via d’estinzione, come quello del falegname, del ciabattino, del pastore e animali, come asini, galline, agnelli, capretti, la cui vista dal vivo e dal vero è così lontana dalle conoscenze dei bambini d’oggi. La preparazione della ricotta e la sua generosa offerta in quello che una volta era il terreno da pascolo delle mucche di don Tano, mi ha fatto tornare in mente una  ”Onda pazza”, registrata da me, da Faro Di Maggio, da Silvana Faletra e da Peppino Impastato, di cui allego  il testo integrale, a suo tempo trascritto da Guido Orlando e pubblicato, con annesso DVD, nel libro “Onda Pazza” edizioni Stampa Alternativa, Roma 2006.

 

Sagra della Ricotta

 

Onda pazza del 21-4-78

 

 

Sigla: Facciamo finta che tutto va ben…

Salvo: Arriva come un fulmine a ciel sereno…arriva su questo squallido venerdì… Onda pazza

Silvana: Perché squallido?

Salvo: Booh!

Silvana: La tua risposta è stata abbastanza esauriente.

Salvo: Se tutto va bene, come vuoi che sia…

Silvana: E quando non va bene?

Salvo:.Booh!!

Silvana: La tua risposta è abbastanza squallida.

Faro: Ma che fantasia, che chiarezza!

Salvo: Ma tutto va bene, va bene con Onda pazza!

Faro: Onda pazza la trasmissione satiro-schizofrenica che si ripresenta come di consueto tutti i venerdì.

Silvana: A rompere le scatole naturalmente.

Salvo: Palle, palline e pallucce

Silvana: Di chi?

Faro: Censura!

Salvo: Augh! Augh! Wawawawa

Silvana: E’ il suono delle palle?

Peppino: Somigliante.

Faro: Clic cloc clic cloc

Silvana: Mi fai pensare al periodo delle clic clac

Faro: imita li trotto di un cavallo

Peppino: Ma… questo è un cavallo!

Salvo: imita il rumore di una caffettiera: Pigghiamunni u cafè

Peppino: Ah! M’era sembrata una pernacchia.

Faro: Va curcati!

Silvana: Non capisco, il cavallo o le palle?

Peppino: Forse la pernacchia.

Fine della sigla

Rumore di campane di pecore e delle fiamme di un fuoco.

Faro: Za Pippina, ma chi hannu?

Peppino: E’ a ricotta.

Faro: Ma d’’unni viennu?

Silvana: Ma chi nni sacciu, sentu abbanniari, sentu tambura, mancu sacciu soccu c’è, s’infurmassi!

Faro: Ma chi c’è ricotta, ricotta? Ma chi è?

Silvana. Ma chi nni sacciu, è na cosa nuova.

Faro: Ma chi ci sunnu pecuri? Talè, talè, za Pippina, assa talia, assa s’affaccia.

Silvana: Ma chi nni sacciu! Un ni potti capiri nienti, ni sacciu menu di lei, issi a viriri.

Faro: Zu Cola, zu Cola, assa talè, zu Cola, assa talè

Peppino: A ricotta, a ricotta, a festa d’a ricotta. Ma chiddu unn’è u sinnacu?

Salvo: Iddu è, iddu è, cu a ricotta

Peppino: E u vicesindacu puru

Faro: U ricuttaru

Silvana: Talè, talè u sinnacu c’è

Salvo: Programma: Ore 10, mostra di pittura in Piazza sul tema: Cinisi paese pulito e lotta contro i rumori

Peppino: Mi dica sindaco come è organizzata questa mostra e chi vi parteciperà.

Faro: Ch’è pulito!!

Voce: Cinisi è un paese pulito!

Peppino: Ma partecipano circa 832 pittori, e abbiamo anche pittori nostrani tra cui Stefano Andati che esporrà la sua ultima produzione naif e Tano Bello Ligabue.

Salvo: Uuh i vacchi e a ricotta. Ligabue Ligabue, fai una cosa e ne sbagli due.

Silvana: Ma… la ricotta non la fa Ligabue!

Muuu, meeee(brano dei Genesis)

Salvo: Cinisi paese pulito e lotta contro i rumori. Mi dica signor sindaco, cosa ha disposto per questa lotta contro i rumori?

Peppino: Eh…il reclutamento di altre diecimila guardie municipale per metterci in condizione di avere un controllo pianificato e generalizzato su qualsiasi centro, eventuale centro di produzione di rumori.

Salvo: Non sono considerati, mi pare, i rumori degli aerei.

Peppino: Ma no, ma che dice, gli aerei producono suoni meravigliosi, estremamente meravigliosi e di una musicalità mai sentita prima, diciamo che i rumori, ma che dico, i suoni i suoni degli aerei sono diventati parte integrante della nostra cultura cittadina e nonché del nostro paesaggio

Salvo: Quindi quale tipo di rumore si promette di perseguire?

Peppino: Ma.. tutti i rumori…..tutti i rumori …le dicevo prima di diecimila guardie municipali che gireranno per le strade, ascolteranno dietro le porte e.. e.. naturalmente beccheranno chiunque si permetterà di ruttare di di fare qualche peto, di starnutire, (prrrrr, sottofondo con rumore di pernacchie) ogni rumore sarà regolarmente perseguito a norma di legge.

Prrrr, prrr, continuano le pernachhie.

Peppino: Guardie, guardie arrestatelo (prrr, prrrr) arrestatelo, mascalzone, guardia arrestate questo farabutto.

Sottofondo di una canzone di un carcerato, “Buttana di to ma” di Rosa Balistreri.

Salvo: Pi un piritu finivi in galera.

Faro (piangendo): mischino, pi un piritu, un piritu.

Silvana: Un fari accussì ca mi pari piatusu.

Faro (sempre piangendo): Mischinu,

Salvo: Puru l’amici miei ieccano pirita

Faro (piangendo): Mischinu, mischinu

Silvana: Ma che vai pensando, n’atra vota megghiu, n’atra vota megghiu

(continuano a sentirsi pernacchie)

Peppino: Mascalzone.

Faro: Cori mio, cori mio, pi un piritu!

Salvo: Lotta contro i rumori

Faro: Pi un piritu.

Salvo: Tutti dovranno collaborare con la giunta comunale, gli eventuali fiancheggiatori saranno arrestati.

Faro (in lacrime): Mancu pirita si puonnu iccari cchiù.

Silvana: Figghiu miu, figghiu miu, unni lu purtati ora?

Peppino:  Sì, chiunque produrrà scorregge è da definire fiancheggiatore.

Salvo: “Fiancheggiatore e demo…

Continua il brano dei Genesis

Peppino. Eeh sì è sempre Onda Pazza, è in corso il programma speciale sulla sagra della ricotta o sulla ricotta sacra.

Salvo: Onda pazza da Radio Aut.

Faro: Il solito programma satiro-schizofrenico che si ripresenta un po’ inopportuno.

Salvo: Per chi?

Peppino: Per via della ricotta!

Salvo: Ore 14,30 il programma prevede: Inizio preparazione della ricotta con mungitura e successiva bollitura del latte. Allora è arrivata l’ora x diamo inizio a questo inizio preparatorio. Meno dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno ZERO, via: ha inizio in questo momento la mungitura. E adesso mungete tutti.Muuuu. Muuuu. Più forte tutti assieme. Piano, piano sindaco, sta suscitando l’erezione del toro. Sindaco che fa, munge il toro?

Peppino: Eh sì! Guarda il sindaco che per errore ha munto il toro.

Salvo: Muuuuuuuuuuu il toro seduto.

Silvana: Ma chi sta succedendo, za Peppina, chi cosi ca viu sta iurnata!.

Salvo: Mungitura del latte delle vacche e in un angolino il toro.

Silvana; Matri, io non c’ero cchiù abituata a viriri sti cosi, taliassi za Pippina. Dici ca ora fannu a ricotta.

Faro: Ma che è di moda ora sta ricotta?

Silvana: Ma chi nni sacciu, di sti tempi.

Faro; Zu tanu, zu Tanu assa talia, n’a vicchiaia chi cosa è viriri, cose di pazzi. Ma c’è ricotta pi tutti?

Silvana: Ma ai nostri tempi sti cosi, sti cosi mancu si facianu, mancu a pinsarli, cosi di fuoddi.

Salvo: Stop! Il latte è stato munto.Adesso passiamo alla bollitura. Camiamu i ligna, i pietri, a quarara, Via con la bollitura!: Camiamu u fuocu, sciuscia, sciuscia ca svampa, sciuscia ca svampa.

Via, il fuoco… e il fuoco parte. Aspetta aspetta, talè E unni semu nn’a zammataria?

Peppino: R’u cunventu ri monachi stannu nisciennu, talè talè i monache puru, ma chi hannu a ricotta? a ricotta a ricotta fannu puru i monache.

Salvo: Adesso dal palchetto scenderà il sindaco per controllare se il latte è al giusto punto di bollitura. Ci mette il dito dentro.

Faro: Ahi! Porca vacca

Salvo: E che vacca!! Era una vitella!

(brano “La vitella” di Otello Profazio)

Salvo: E’ una monaca di chiddi ca niscieru du conventu?

Peppino: Una vitella.

Faro: Talè chi festa talè, ma bellu è però!

Silvana: Bello però è bello, ai nostri tempi sti cose un c’erano, vero bisogna dirlo, ci sunnu cosi tinti però l’amu a diri, li cosi boni ci sunnu puru.

Faro: Pari lu carnilivali, mi pari.

Silvana: Lu carnilivali? Ma no iu dicu ca chista di la ricotta è ancura megghiu di lu carnilivali.

Faro: Talè a chiddu cu a ricotta in mano, però è bellu!

Silvana: Ma talè como si zaccariano i ciotolini, talè talè

Faro: Ma chiddu cu è? U vicisinnacu?

Silvana: Ma iddu mi pari, iddu.

Faro: Talè, puru na cavalla, ma che è la cavalla dell’onorevole?

Silvana: Ma chi c’entra, io un l’aiu caputu, chi c’entra la cavalla cu la ricotta, cu li vacchi, cu li pecuri, un l’aiu caputu

Peppino: Si, ma c’entra l’onorevole!

Salvo: A ricotta per l’onorevole!

Faro: Talè avi misa la divisa vecchia, però è sempre nuova!

Silvana: Però è sempre iddu, bisogna dirlo!

Faro: Beddu è.

Silvana: Beddu! Beddu, io l’aiu dittu sempre, a mia li masculi cu la divisa m’hannu piaciutu sempri!

Faro: Veramente beddu!

Voci: Meeee, muuuu

Salvo: Bene la bollitura è finita. Adesso vediamo cosa prevede il programma: ore 15,30 distribuzione gratuita di ricotta in ciotole.

Peppino: Tutti a pigghiari a ricuotta, a ricotta. A mia, a mia a mia. Arriva la ricotta!

Salvo: Fermi tutti, fermi tutti. Alt. Fermi. Primi ad essere serviti devono essere i componenti del consiglio cocu-comunale.

Silvana: Ma picchì? Iddi che hannu superchiu di nuautri?

Peppino: A ricotta p’u sinnacu, pigghia a ricotta p’u sinnacu! Ammunì.

Faro: Curnutu, dammi a ricotta, chi mi duni u sieru? Vossia veni avanti, Zu tanu, assa veni avanti.

Peppino: Ma ch’è stu zu Tanu, Don Tanu!

Salvo: Qua sono, fatemi posto, grazie, grazie, grazie, grazie.

Faro: Assa sinni mancia n’autra, don Tanu. Don Tanu, n’autra.

Salvo:E chi ci vinissi un cacaruni!

Silvana: Sempre iddi su, fannu la festa pi nuautri e poi sempre iddi mancianu! Chiddu picchì è sinnacu, chiddu picchì è vicesinnacu, chiddu è consigliere, sempre iddi si pigghianu li megghiu parti e nuautri sempre li cosi cchiù tinti!

Pippinu: A ricotta pi don Tanu, a ricotta per don Tanu.

Salvo: L’amministrazione comunale è stata, è stata servita e chi ci pighiassi a tutti un gran cacaruni!

Eccoli che scappano, corrono, cominciano a correre, si tengono dietro. Cosa è successo? (prrrr prrrr rumore di pirita). U cacaruni.

Faro: Ma chi ricotta è chista?

Peppino: Oè, unni stannu iennu, a cacari! Tutti darreri u spitalettu stannu iennu a cacari!

Silvana: Ogni mali un veni pi nuociri! Chistu è lu Signuri! Picchi iddi hannu a esseri sempre i primi, menu mali ca arrivai all’ultimo, menu mali!

Faro: Ma che è drogata chista? drogata è!

Salvo: Damucci a ricotta a u Presidente, u Presidente Siculu Ruffianu.(1)

Peppino:La voglio nella ciotola!

Faro: A carta igienica, a carta igienica p’u sinnacu. Ecco le passo un metro.

Peppino: Due metri!

Faro: Zu Tanu, vossia puru carta igienica voli? Tinissi tinissi.

Peppino: Don Tanu un caca! (riprende la musicva dei Genesis)

Salvo: Ore 16,30 esposizione di prodotti caseari locali. Caciocavallo, quindi cacio e cavallo, ricotta, caciotta. Esposizione di dolci a base di ricotta, solo esposizione questa volta, non distribuzione. Lassatimi stare i dolci! Don Santo, Don Santo (2), ma che, si futteru i cosi duci, nooo, no.no!

Faro: Ma che! L’amu a taliari sulu? Don Santo, don Santo, minni facissi pigghiari unu! Ma su pi fiura ca su misi dduocu?

Silvana: Ma io lu sapia ca avia finiri daccussì! L’uocchi chini e li manu vacanti!

Peppino: Talè comu talia Vitu Zibibbu (3)

Faro: Ma chi è cà, l’aiu a taliari sulu e basta? Don Santo, Don Santo minni facissi pigghiari una!

Silvana: Mi pari un supermercato!

Faro: Don Tanu ci u dicissi vossia a don Santu di darini i cosi duci.

Pippino: Vituzzu, damucci i cosi duci ai picciotti.

Salvo: Paga vossia, don Tanu, chi paga vossia?

Faro: E’ un santo cristianu, viramenti. Avi lu postu ca si merita, lu postu giustu veramente. Grazie, grazie.

Salvo: Un applauso per don Tano, bene. Viva don Tanu.

Peppino: Evviva, evviva.

Faro: Si nni pighiassi n’autra ‘nticchia.

Peppino: Ma mi sentu un dulureddu di panza…

Faro: Chi ci sta vinennu u cacaruni puri a vussia?

Peppino: Sta attentu a comu parri, picchì don Tanu un caca e si caca caca duru!

Salvo: Esposizione degli attrezzi caratteristici e tradizionali per la lavorazione del latte e suoi derivati.  Chiuderanno il programma balletti e canti siciliani di un gruppo folkloristico che farà da cornice in piazza. E ora è arrivato il momento dei balletti.

Silvana: Finalmente mi fazzu na ballatedda, quant’avi ca nun mi fazzu na ballatedda!

Parte la musica di una contraddanza siciliana

Disco: attenzione attenzione, basta con sti dischi moderni! Mettemuci na bedda contradanza siciliana c’hannu a ballari magari li vecchi a novantanni! Attaccamu picciotti!

Tutti in coro: Abballamu, abballamu

Faro: Assa abballa

Voci: Abballamu

Silvana: A li nostri tempi…

Faro: Za Cuncettina, ancora abballa?

Peppino: Abballamu

Faro: Don Tanu, ma picchì unn’abballa? Ma che fa talìa?

Peppino: Ci avissi a mancari! Abballamu!

Faro: Talè comu abballa bene, comu s’annaca u culu, sempre sa fira.

Silvana: Don Tanu ma chi fa possu aviri l’onuri d’abballare cu vossia? Capisciu ca ora è sinnacu, ma p’ arricurdari li vecchi tempi.

Peppino: Ma picchì no! Abballamu abballamu!

Silvana: Sempre in gamba eh! Don Tanu!

Faro: Talè u zu Tanu, talè comu abballa. E comu s’annaca!... Un ghiccati vuci!

Salvo: Tutti i ricuttara  in filiera. In prima fila u sinnacu, (segue un’altra tarantella)

Peppino: Talè don Priccopiu arriva, don Priccopiu sguazzabuttigghi.(4)

Faro: Ma picchì stannu vinennu ora, ma unni annu statu? Talè don Pippinu Percialinu (5) c’è puru. Unni annu statu? Hannu statu a riunione?

Peppino: A riunione!

Silvana:  Paccamora ci sunnu tutti sti riunioni cu ste elezioni ca c’annu a essere, hannu chi fari.

Peppino: E’ importante, importante!

Silvana: Però viri, l’attruvaru u tempu pi veniri! Chistu l’amu a diri, l’attruvaru lu tempu pi veniri! E nuatri chistu l’apprizzamu!

Faro: Certu ca l’apprizzamu!

Voci: Abballamu, abballamu.

Peppino: Attia! Pigghia a ricotta per don Priccopio e don Pippino!

Faro: Pa iddu chi ci nne chiù! A ccè a truvavi! Ora ci la sprememu buona.

Peppino: Ma è fridda, cuariala! U capisci cuariala!

Salvo: Uora ci a cuonsu!

Faro: Dn Peppino ca c’è a ricotta, frisca frisca! E’ ricuariata, ma sempre frisca è!

Salvo: Puahh!! Chi schifio! Sti cosi m’ha dari?

Faro: Picchì com’è? Don Pippino, com’è?

Peppino: Picciotti finemola, abballamu, abballamu!

Salvo: Mi voleva pigghiari pi fissa? Ma com’è chistu?

Silvana: Ammunì finemola!

Peppino: Talè si stannu tirannu tutta a ricotta! Madoonna chi succede? Tutta a ricotta!

Faro: calmi, state calmi!

Peppino: Talè u sinnacu sta tirandu un colpu di ricotta a Franco Ma-nesci!(6)

Faro: Ma porca miseria nooo!

Peppino: Picciotti viriti che è festa! A fiesta da ricotta, abballamu!

Silvana: Don Pippinu, un s’arrabbiasse! Ammuni facemuni n’abballatiedda! Ammunì s’accuntintassi, ammunì!

Peppino: Magari u parrinu scinniu! L’arciprete, l’arciprete arriva!

Si sente il suono di un marranzano.

Segue altra tarantella

Faro: Mi! Ca la misiru pi iddu sta musica?

Peppino: Talè, talè puru l’arciprete abballa!

Faro: Talè u sinnacu, ma chi fa!

Peppino: Ora ava a fare u discursu, si prepara pu discursu!

Faro: Ava a parlari, abbassate la musica!

Salvo: Popolo…zitti zitti zitti! per favore sospendere la musica che non posso altrimenti parlare! Popolo di Mafiopoli, amato popolo di Mafiopoli!

Voci con applausi: Bravo, bravo u sinnacu, bravo!

Salvo: Voi avete visto che questo non è un palco, ma è una panca! Vedete bene che questa che tengo in braccio non è un animale qualsiasi…è una capra!

Voci, applausi e belati meeee, muuuuu.

Salvo: E adesso, se voi avete apprezzato questa festa, ripeterete tutti con me lo scioglilingua: sopra la panca la crapa…la capra campa., sotto la panca la crapa crepa.

Voci in coro: sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.

Peppino: E che crapa che hai!!

Faro: Musica musica! Sugnu cuntentu!

Silvana: Puru io puru io! Mi piaciu! Avia assai!

Faro: A ricotta era buona, mi misi u cacaruni ma comunque era buona!

Peppino: Comunque na bella festa fù!

Silvana: Sì! Senti dumani sai chi fai, dumani ti pigghi na bedda limunata, ti manci du carote e ti strincinu tutti cosi.

Faro: Ma dunni a pigghiaru sta festa?

Silvana: Bedda bedda! Sugnu contenta

Faro: Ma viri chi cosi, però n’annu fantasia!

Silvana: Veru veru, chistu l’amu a ddiri! Ca li nostri governanti hannu fantasie ca nni lassanu sempri cuntenti! Va be ca l’acqua scarseggia! Va be ca lu manciari manca! Ma chi vuliti ca sunnu sti cosi, quannu poi avemu na iurnata di chista!

Peppino: Abballamu, addivirtemuni, abballamu!

Salvo: La festa è finita, andate in pace.

Beee, muuuu, meeee, muuu, beeee muuuu

Sigla: Facciamo finta che tutto va ben……..

Salvo: Attaraccò, arRusinè (7)

Salvo: Ma chi vai cercando, tutto va  bene madama la marchesa!

Silvana: Tutto va bene!

Peppino: E guai se non fosse così!

Faro: Onda pazza, onda pazza ha cercato la sua creatività sempre al massimo! Oggi c’è stata un’onda pazza particolare..

Salvo: Un’onda pazza ricottara!

Faro: Ci risentiamo venerdì prossimo!

Silvana: Tutto va bene!

Faro: Onda pazza un programma satiro schizofrenico, un po’ presuntuoso, un po’ ambizioso, un po’ esibizionista ma è tutto qua!

Silvana: Tutto va bene!

Salvo: Okey okey

Faro: Ricordo che questa l’onda pazza di radio aut! L’avete capito no! La schizofrenia, la schiz schiz.. siamo tutti schiz

Silvana: E’ unica!

Peppino: Sì, siamo tutti schiz!!

Silvana: L’unica schiz di Radio Aut!

 

Note:

1) Si tratta del presidente della Pro-Loco Italo Ruffino

2) Don Santo Palazzolo, rinomato dolciere ed esercente di un frequentatissimo bar di Cinisi

3) Personaggio tipico di Cinisi

4) Si riferisce a Procopio Di Maggio, noto capomafia locale

5) Si riferisce a Giuseppe Finazzo, prestanome di Badalamenti e titolare di una cava di pietrisco (perciale)

6) Riferimento a Franco Maniaci, vicesindaco

7) Nomi di vacche, tipici di Cinisi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un presepe sui terreni di don Tano

 

Per iniziativa della neo associazione culturale Zahara, con la collaborazione della parrocchia di Santa Fara, per il secondo anno, a Cinisi è stato allestito un “presepe vivente”, questa volta nelle terre confiscate al mafioso Gaetano Badalamenti e ad altri suoi parenti e acquisite al patrimonio del comune di Cinisi. L’impresa non era facile, perché condotta solo con il contributo economico di alcuni privati e con i proventi del biglietto di due euro pagato dai visitatori come offerta. Il sindaco di Cinisi, a titolo personale ha dato un contributo di 300 euro: come al solito le malelingue, che a Cinisi abbondano, si sono messe a dire che il sindaco ha utilizzato il suo fondo istituzionale per le piccole spese, ma il problema è irrilevante. Di fatto, grazie all’entusiasmo di alcuni giovani e non più giovani, grazie alla voglia di salvaguardare usi, costumi e tradizioni del passato, è stato allestito un ambiente dotato di impianto d’illuminazione, con una serie di angoli caratteristici dove è stato possibile assaggiare “vasteddidduzzi cunsati”, “sfinci”, tuma e ricotta calda a volontà e osservare al lavoro una serie di persone dedite al ricamo, alla preparazione  di “i maccarruna”, assieme a lavori oggi in via d’estinzione, come quello del falegname, del ciabattino, del pastore e animali, come asini, galline, agnelli, capretti, la cui vista dal vivo e dal vero è così lontana dalle conoscenze dei bambini d’oggi. La preparazione della ricotta e la sua generosa offerta in quello che una volta era il terreno da pascolo delle mucche di don Tano, mi ha fatto tornare in mente una  ”Onda pazza”, registrata da me, da Faro Di Maggio, da Silvana Faletra e da Peppino Impastato, di cui allego  il testo integrale, a suo tempo trascritto da Guido Orlando e pubblicato, con annesso DVD, nel libro “Onda Pazza” edizioni Stampa Alternativa, Roma 2006.

 

Sagra della Ricotta

 

Onda pazza del 21-4-78

 

 

Sigla: Facciamo finta che tutto va ben…

Salvo: Arriva come un fulmine a ciel sereno…arriva su questo squallido venerdì… Onda pazza

Silvana: Perché squallido?

Salvo: Booh!

Silvana: La tua risposta è stata abbastanza esauriente.

Salvo: Se tutto va bene, come vuoi che sia…

Silvana: E quando non va bene?

Salvo:.Booh!!

Silvana: La tua risposta è abbastanza squallida.

Faro: Ma che fantasia, che chiarezza!

Salvo: Ma tutto va bene, va bene con Onda pazza!

Faro: Onda pazza la trasmissione satiro-schizofrenica che si ripresenta come di consueto tutti i venerdì.

Silvana: A rompere le scatole naturalmente.

Salvo: Palle, palline e pallucce

Silvana: Di chi?

Faro: Censura!

Salvo: Augh! Augh! Wawawawa

Silvana: E’ il suono delle palle?

Peppino: Somigliante.

Faro: Clic cloc clic cloc

Silvana: Mi fai pensare al periodo delle clic clac

Faro: imita li trotto di un cavallo

Peppino: Ma… questo è un cavallo!

Salvo: imita il rumore di una caffettiera: Pigghiamunni u cafè

Peppino: Ah! M’era sembrata una pernacchia.

Faro: Va curcati!

Silvana: Non capisco, il cavallo o le palle?

Peppino: Forse la pernacchia.

Fine della sigla

Rumore di campane di pecore e delle fiamme di un fuoco.

Faro: Za Pippina, ma chi hannu?

Peppino: E’ a ricotta.

Faro: Ma d’’unni viennu?

Silvana: Ma chi nni sacciu, sentu abbanniari, sentu tambura, mancu sacciu soccu c’è, s’infurmassi!

Faro: Ma chi c’è ricotta, ricotta? Ma chi è?

Silvana. Ma chi nni sacciu, è na cosa nuova.

Faro: Ma chi ci sunnu pecuri? Talè, talè, za Pippina, assa talia, assa s’affaccia.

Silvana: Ma chi nni sacciu! Un ni potti capiri nienti, ni sacciu menu di lei, issi a viriri.

Faro: Zu Cola, zu Cola, assa talè, zu Cola, assa talè

Peppino: A ricotta, a ricotta, a festa d’a ricotta. Ma chiddu unn’è u sinnacu?

Salvo: Iddu è, iddu è, cu a ricotta

Peppino: E u vicesindacu puru

Faro: U ricuttaru

Silvana: Talè, talè u sinnacu c’è

Salvo: Programma: Ore 10, mostra di pittura in Piazza sul tema: Cinisi paese pulito e lotta contro i rumori

Peppino: Mi dica sindaco come è organizzata questa mostra e chi vi parteciperà.

Faro: Ch’è pulito!!

Voce: Cinisi è un paese pulito!

Peppino: Ma partecipano circa 832 pittori, e abbiamo anche pittori nostrani tra cui Stefano Andati che esporrà la sua ultima produzione naif e Tano Bello Ligabue.

Salvo: Uuh i vacchi e a ricotta. Ligabue Ligabue, fai una cosa e ne sbagli due.

Silvana: Ma… la ricotta non la fa Ligabue!

Muuu, meeee(brano dei Genesis)

Salvo: Cinisi paese pulito e lotta contro i rumori. Mi dica signor sindaco, cosa ha disposto per questa lotta contro i rumori?

Peppino: Eh…il reclutamento di altre diecimila guardie municipale per metterci in condizione di avere un controllo pianificato e generalizzato su qualsiasi centro, eventuale centro di produzione di rumori.

Salvo: Non sono considerati, mi pare, i rumori degli aerei.

Peppino: Ma no, ma che dice, gli aerei producono suoni meravigliosi, estremamente meravigliosi e di una musicalità mai sentita prima, diciamo che i rumori, ma che dico, i suoni i suoni degli aerei sono diventati parte integrante della nostra cultura cittadina e nonché del nostro paesaggio

Salvo: Quindi quale tipo di rumore si promette di perseguire?

Peppino: Ma.. tutti i rumori…..tutti i rumori …le dicevo prima di diecimila guardie municipali che gireranno per le strade, ascolteranno dietro le porte e.. e.. naturalmente beccheranno chiunque si permetterà di ruttare di di fare qualche peto, di starnutire, (prrrrr, sottofondo con rumore di pernacchie) ogni rumore sarà regolarmente perseguito a norma di legge.

Prrrr, prrr, continuano le pernachhie.

Peppino: Guardie, guardie arrestatelo (prrr, prrrr) arrestatelo, mascalzone, guardia arrestate questo farabutto.

Sottofondo di una canzone di un carcerato, “Buttana di to ma” di Rosa Balistreri.

Salvo: Pi un piritu finivi in galera.

Faro (piangendo): mischino, pi un piritu, un piritu.

Silvana: Un fari accussì ca mi pari piatusu.

Faro (sempre piangendo): Mischinu,

Salvo: Puru l’amici miei ieccano pirita

Faro (piangendo): Mischinu, mischinu

Silvana: Ma che vai pensando, n’atra vota megghiu, n’atra vota megghiu

(continuano a sentirsi pernacchie)

Peppino: Mascalzone.

Faro: Cori mio, cori mio, pi un piritu!

Salvo: Lotta contro i rumori

Faro: Pi un piritu.

Salvo: Tutti dovranno collaborare con la giunta comunale, gli eventuali fiancheggiatori saranno arrestati.

Faro (in lacrime): Mancu pirita si puonnu iccari cchiù.

Silvana: Figghiu miu, figghiu miu, unni lu purtati ora?

Peppino:  Sì, chiunque produrrà scorregge è da definire fiancheggiatore.

Salvo: “Fiancheggiatore e demo…

Continua il brano dei Genesis

Peppino. Eeh sì è sempre Onda Pazza, è in corso il programma speciale sulla sagra della ricotta o sulla ricotta sacra.

Salvo: Onda pazza da Radio Aut.

Faro: Il solito programma satiro-schizofrenico che si ripresenta un po’ inopportuno.

Salvo: Per chi?

Peppino: Per via della ricotta!

Salvo: Ore 14,30 il programma prevede: Inizio preparazione della ricotta con mungitura e successiva bollitura del latte. Allora è arrivata l’ora x diamo inizio a questo inizio preparatorio. Meno dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno ZERO, via: ha inizio in questo momento la mungitura. E adesso mungete tutti.Muuuu. Muuuu. Più forte tutti assieme. Piano, piano sindaco, sta suscitando l’erezione del toro. Sindaco che fa, munge il toro?

Peppino: Eh sì! Guarda il sindaco che per errore ha munto il toro.

Salvo: Muuuuuuuuuuu il toro seduto.

Silvana: Ma chi sta succedendo, za Peppina, chi cosi ca viu sta iurnata!.

Salvo: Mungitura del latte delle vacche e in un angolino il toro.

Silvana; Matri, io non c’ero cchiù abituata a viriri sti cosi, taliassi za Pippina. Dici ca ora fannu a ricotta.

Faro: Ma che è di moda ora sta ricotta?

Silvana: Ma chi nni sacciu, di sti tempi.

Faro; Zu tanu, zu Tanu assa talia, n’a vicchiaia chi cosa è viriri, cose di pazzi. Ma c’è ricotta pi tutti?

Silvana: Ma ai nostri tempi sti cosi, sti cosi mancu si facianu, mancu a pinsarli, cosi di fuoddi.

Salvo: Stop! Il latte è stato munto.Adesso passiamo alla bollitura. Camiamu i ligna, i pietri, a quarara, Via con la bollitura!: Camiamu u fuocu, sciuscia, sciuscia ca svampa, sciuscia ca svampa.

Via, il fuoco… e il fuoco parte. Aspetta aspetta, talè E unni semu nn’a zammataria?

Peppino: R’u cunventu ri monachi stannu nisciennu, talè talè i monache puru, ma chi hannu a ricotta? a ricotta a ricotta fannu puru i monache.

Salvo: Adesso dal palchetto scenderà il sindaco per controllare se il latte è al giusto punto di bollitura. Ci mette il dito dentro.

Faro: Ahi! Porca vacca

Salvo: E che vacca!! Era una vitella!

(brano “La vitella” di Otello Profazio)

Salvo: E’ una monaca di chiddi ca niscieru du conventu?

Peppino: Una vitella.

Faro: Talè chi festa talè, ma bellu è però!

Silvana: Bello però è bello, ai nostri tempi sti cose un c’erano, vero bisogna dirlo, ci sunnu cosi tinti però l’amu a diri, li cosi boni ci sunnu puru.

Faro: Pari lu carnilivali, mi pari.

Silvana: Lu carnilivali? Ma no iu dicu ca chista di la ricotta è ancura megghiu di lu carnilivali.

Faro: Talè a chiddu cu a ricotta in mano, però è bellu!

Silvana: Ma talè como si zaccariano i ciotolini, talè talè

Faro: Ma chiddu cu è? U vicisinnacu?

Silvana: Ma iddu mi pari, iddu.

Faro: Talè, puru na cavalla, ma che è la cavalla dell’onorevole?

Silvana: Ma chi c’entra, io un l’aiu caputu, chi c’entra la cavalla cu la ricotta, cu li vacchi, cu li pecuri, un l’aiu caputu

Peppino: Si, ma c’entra l’onorevole!

Salvo: A ricotta per l’onorevole!

Faro: Talè avi misa la divisa vecchia, però è sempre nuova!

Silvana: Però è sempre iddu, bisogna dirlo!

Faro: Beddu è.

Silvana: Beddu! Beddu, io l’aiu dittu sempre, a mia li masculi cu la divisa m’hannu piaciutu sempri!

Faro: Veramente beddu!

Voci: Meeee, muuuu

Salvo: Bene la bollitura è finita. Adesso vediamo cosa prevede il programma: ore 15,30 distribuzione gratuita di ricotta in ciotole.

Peppino: Tutti a pigghiari a ricuotta, a ricotta. A mia, a mia a mia. Arriva la ricotta!

Salvo: Fermi tutti, fermi tutti. Alt. Fermi. Primi ad essere serviti devono essere i componenti del consiglio cocu-comunale.

Silvana: Ma picchì? Iddi che hannu superchiu di nuautri?

Peppino: A ricotta p’u sinnacu, pigghia a ricotta p’u sinnacu! Ammunì.

Faro: Curnutu, dammi a ricotta, chi mi duni u sieru? Vossia veni avanti, Zu tanu, assa veni avanti.

Peppino: Ma ch’è stu zu Tanu, Don Tanu!

Salvo: Qua sono, fatemi posto, grazie, grazie, grazie, grazie.

Faro: Assa sinni mancia n’autra, don Tanu. Don Tanu, n’autra.

Salvo:E chi ci vinissi un cacaruni!

Silvana: Sempre iddi su, fannu la festa pi nuautri e poi sempre iddi mancianu! Chiddu picchì è sinnacu, chiddu picchì è vicesinnacu, chiddu è consigliere, sempre iddi si pigghianu li megghiu parti e nuautri sempre li cosi cchiù tinti!

Pippinu: A ricotta pi don Tanu, a ricotta per don Tanu.

Salvo: L’amministrazione comunale è stata, è stata servita e chi ci pighiassi a tutti un gran cacaruni!

Eccoli che scappano, corrono, cominciano a correre, si tengono dietro. Cosa è successo? (prrrr prrrr rumore di pirita). U cacaruni.

Faro: Ma chi ricotta è chista?

Peppino: Oè, unni stannu iennu, a cacari! Tutti darreri u spitalettu stannu iennu a cacari!

Silvana: Ogni mali un veni pi nuociri! Chistu è lu Signuri! Picchi iddi hannu a esseri sempre i primi, menu mali ca arrivai all’ultimo, menu mali!

Faro: Ma che è drogata chista? drogata è!

Salvo: Damucci a ricotta a u Presidente, u Presidente Siculu Ruffianu.(1)

Peppino:La voglio nella ciotola!

Faro: A carta igienica, a carta igienica p’u sinnacu. Ecco le passo un metro.

Peppino: Due metri!

Faro: Zu Tanu, vossia puru carta igienica voli? Tinissi tinissi.

Peppino: Don Tanu un caca! (riprende la musicva dei Genesis)

Salvo: Ore 16,30 esposizione di prodotti caseari locali. Caciocavallo, quindi cacio e cavallo, ricotta, caciotta. Esposizione di dolci a base di ricotta, solo esposizione questa volta, non distribuzione. Lassatimi stare i dolci! Don Santo, Don Santo (2), ma che, si futteru i cosi duci, nooo, no.no!

Faro: Ma che! L’amu a taliari sulu? Don Santo, don Santo, minni facissi pigghiari unu! Ma su pi fiura ca su misi dduocu?

Silvana: Ma io lu sapia ca avia finiri daccussì! L’uocchi chini e li manu vacanti!

Peppino: Talè comu talia Vitu Zibibbu (3)

Faro: Ma chi è cà, l’aiu a taliari sulu e basta? Don Santo, Don Santo minni facissi pigghiari una!

Silvana: Mi pari un supermercato!

Faro: Don Tanu ci u dicissi vossia a don Santu di darini i cosi duci.

Pippino: Vituzzu, damucci i cosi duci ai picciotti.

Salvo: Paga vossia, don Tanu, chi paga vossia?

Faro: E’ un santo cristianu, viramenti. Avi lu postu ca si merita, lu postu giustu veramente. Grazie, grazie.

Salvo: Un applauso per don Tano, bene. Viva don Tanu.

Peppino: Evviva, evviva.

Faro: Si nni pighiassi n’autra ‘nticchia.

Peppino: Ma mi sentu un dulureddu di panza…

Faro: Chi ci sta vinennu u cacaruni puri a vussia?

Peppino: Sta attentu a comu parri, picchì don Tanu un caca e si caca caca duru!

Salvo: Esposizione degli attrezzi caratteristici e tradizionali per la lavorazione del latte e suoi derivati.  Chiuderanno il programma balletti e canti siciliani di un gruppo folkloristico che farà da cornice in piazza. E ora è arrivato il momento dei balletti.

Silvana: Finalmente mi fazzu na ballatedda, quant’avi ca nun mi fazzu na ballatedda!

Parte la musica di una contraddanza siciliana

Disco: attenzione attenzione, basta con sti dischi moderni! Mettemuci na bedda contradanza siciliana c’hannu a ballari magari li vecchi a novantanni! Attaccamu picciotti!

Tutti in coro: Abballamu, abballamu

Faro: Assa abballa

Voci: Abballamu

Silvana: A li nostri tempi…

Faro: Za Cuncettina, ancora abballa?

Peppino: Abballamu

Faro: Don Tanu, ma picchì unn’abballa? Ma che fa talìa?

Peppino: Ci avissi a mancari! Abballamu!

Faro: Talè comu abballa bene, comu s’annaca u culu, sempre sa fira.

Silvana: Don Tanu ma chi fa possu aviri l’onuri d’abballare cu vossia? Capisciu ca ora è sinnacu, ma p’ arricurdari li vecchi tempi.

Peppino: Ma picchì no! Abballamu abballamu!

Silvana: Sempre in gamba eh! Don Tanu!

Faro: Talè u zu Tanu, talè comu abballa. E comu s’annaca!... Un ghiccati vuci!

Salvo: Tutti i ricuttara  in filiera. In prima fila u sinnacu, (segue un’altra tarantella)

Peppino: Talè don Priccopiu arriva, don Priccopiu sguazzabuttigghi.(4)

Faro: Ma picchì stannu vinennu ora, ma unni annu statu? Talè don Pippinu Percialinu (5) c’è puru. Unni annu statu? Hannu statu a riunione?

Peppino: A riunione!

Silvana:  Paccamora ci sunnu tutti sti riunioni cu ste elezioni ca c’annu a essere, hannu chi fari.

Peppino: E’ importante, importante!

Silvana: Però viri, l’attruvaru u tempu pi veniri! Chistu l’amu a diri, l’attruvaru lu tempu pi veniri! E nuatri chistu l’apprizzamu!

Faro: Certu ca l’apprizzamu!

Voci: Abballamu, abballamu.

Peppino: Attia! Pigghia a ricotta per don Priccopio e don Pippino!

Faro: Pa iddu chi ci nne chiù! A ccè a truvavi! Ora ci la sprememu buona.

Peppino: Ma è fridda, cuariala! U capisci cuariala!

Salvo: Uora ci a cuonsu!

Faro: Dn Peppino ca c’è a ricotta, frisca frisca! E’ ricuariata, ma sempre frisca è!

Salvo: Puahh!! Chi schifio! Sti cosi m’ha dari?

Faro: Picchì com’è? Don Pippino, com’è?

Peppino: Picciotti finemola, abballamu, abballamu!

Salvo: Mi voleva pigghiari pi fissa? Ma com’è chistu?

Silvana: Ammunì finemola!

Peppino: Talè si stannu tirannu tutta a ricotta! Madoonna chi succede? Tutta a ricotta!

Faro: calmi, state calmi!

Peppino: Talè u sinnacu sta tirandu un colpu di ricotta a Franco Ma-nesci!(6)

Faro: Ma porca miseria nooo!

Peppino: Picciotti viriti che è festa! A fiesta da ricotta, abballamu!

Silvana: Don Pippinu, un s’arrabbiasse! Ammuni facemuni n’abballatiedda! Ammunì s’accuntintassi, ammunì!

Peppino: Magari u parrinu scinniu! L’arciprete, l’arciprete arriva!

Si sente il suono di un marranzano.

Segue altra tarantella

Faro: Mi! Ca la misiru pi iddu sta musica?

Peppino: Talè, talè puru l’arciprete abballa!

Faro: Talè u sinnacu, ma chi fa!

Peppino: Ora ava a fare u discursu, si prepara pu discursu!

Faro: Ava a parlari, abbassate la musica!

Salvo: Popolo…zitti zitti zitti! per favore sospendere la musica che non posso altrimenti parlare! Popolo di Mafiopoli, amato popolo di Mafiopoli!

Voci con applausi: Bravo, bravo u sinnacu, bravo!

Salvo: Voi avete visto che questo non è un palco, ma è una panca! Vedete bene che questa che tengo in braccio non è un animale qualsiasi…è una capra!

Voci, applausi e belati meeee, muuuuu.

Salvo: E adesso, se voi avete apprezzato questa festa, ripeterete tutti con me lo scioglilingua: sopra la panca la crapa…la capra campa., sotto la panca la crapa crepa.

Voci in coro: sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.

Peppino: E che crapa che hai!!

Faro: Musica musica! Sugnu cuntentu!

Silvana: Puru io puru io! Mi piaciu! Avia assai!

Faro: A ricotta era buona, mi misi u cacaruni ma comunque era buona!

Peppino: Comunque na bella festa fù!

Silvana: Sì! Senti dumani sai chi fai, dumani ti pigghi na bedda limunata, ti manci du carote e ti strincinu tutti cosi.

Faro: Ma dunni a pigghiaru sta festa?

Silvana: Bedda bedda! Sugnu contenta

Faro: Ma viri chi cosi, però n’annu fantasia!

Silvana: Veru veru, chistu l’amu a ddiri! Ca li nostri governanti hannu fantasie ca nni lassanu sempri cuntenti! Va be ca l’acqua scarseggia! Va be ca lu manciari manca! Ma chi vuliti ca sunnu sti cosi, quannu poi avemu na iurnata di chista!

Peppino: Abballamu, addivirtemuni, abballamu!

Salvo: La festa è finita, andate in pace.

Beee, muuuu, meeee, muuu, beeee muuuu

Sigla: Facciamo finta che tutto va ben……..

Salvo: Attaraccò, arRusinè (7)

Salvo: Ma chi vai cercando, tutto va  bene madama la marchesa!

Silvana: Tutto va bene!

Peppino: E guai se non fosse così!

Faro: Onda pazza, onda pazza ha cercato la sua creatività sempre al massimo! Oggi c’è stata un’onda pazza particolare..

Salvo: Un’onda pazza ricottara!

Faro: Ci risentiamo venerdì prossimo!

Silvana: Tutto va bene!

Faro: Onda pazza un programma satiro schizofrenico, un po’ presuntuoso, un po’ ambizioso, un po’ esibizionista ma è tutto qua!

Silvana: Tutto va bene!

Salvo: Okey okey

Faro: Ricordo che questa l’onda pazza di radio aut! L’avete capito no! La schizofrenia, la schiz schiz.. siamo tutti schiz

Silvana: E’ unica!

Peppino: Sì, siamo tutti schiz!!

Silvana: L’unica schiz di Radio Aut!

 

Note:

1) Si tratta del presidente della Pro-Loco Italo Ruffino

2) Don Santo Palazzolo, rinomato dolciere ed esercente di un frequentatissimo bar di Cinisi

3) Personaggio tipico di Cinisi

4) Si riferisce a Procopio Di Maggio, noto capomafia locale

5) Si riferisce a Giuseppe Finazzo, prestanome di Badalamenti e titolare di una cava di pietrisco (perciale)

6) Riferimento a Franco Maniaci, vicesindaco

7) Nomi di vacche, tipici di Cinisi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

( 6 gennaio 2013 )



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