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Mancato ritiro dei rifiuti; manifestazione a Cinisi

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Mancato ritiro dei rifiuti: è emergenza sanitaria. I cittadini si mobilitano

Il Comitato Cittadino”Ripuliamo Cinisi e Terrasini” continua la sua battaglia per il diritto a un ambiente pulito e libero dai rifiuti. Parallelamente esiste un altro comitato denominato “Cinisi e Terrasini per l’ambiente” che ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica, per chiedere di verificare l’esistenza di reati nei confronti dei sindaci che non lasciano ancora partire la raccolta differenziata e non  hanno preso soluzioni, lasciando per quasi un mese i rifiuti solido-urbani ammassarsi lungo le strade, ostruendo persino gli accessi e causando uno stato di emergenza sanitaria: questo comitato ha anche inviato all’ASL un telegramma per verificare l’esistenza di uno stato di emergenza sanitaria.  Domenica 15-1 il Comitato “Ripuliamo…” ha organizzato, con la partecipazione dell’altro comitato,  un corteo cittadino di protesta che ha attraversato tutto il corso di Cinisi, per fermarsi davanti al Municipio, dove ci sono stati alcuni interventi di denuncia sull’intollerabile situazione. Al corteo hanno partecipato circa un migliaio di persone, con varie delegazioni dei paesi vicini, da Partinico a Carini. Qualcuno ha osservato che la partecipazione degli abitanti di Cinisi non era numerosa, come avrebbe dovuto essere. I due comitati e il circolo di  Lega Ambiente di Partinico stanno tentando un collegamento tra i vari comuni della zona costiera della provincia di Palermo, con l’intenzione di promuovere una serie di iniziative di protesta e di proposta. Già, Partinico ha promosso una raccolta di firme per  una denuncia penale nei confronti dell’Amministrazione Comunale per disastro ambientale  e una class action da parte dei cittadini che dichiarano di non volere più pagare le tasse per il ritiro dei rifiuti, poiché il servizio  non è espletato. L’Associazione Peppino Impastato ha  affrontato l’argomento nel passato 17 novembre con un convegno, tenutosi nella ex-casa del boss Badalamenti, sul tema ” Ecomafie: La gestione dei rifiuti e gli illeciti contro l’ambiente. Si è trattato di un momento di riflessione, con l’intervento di magistrati e ambientalisti per cercare di evidenziare il complesso businnes, del ciclo di ritiro, traporto e  deposito  dei rifiuti, in gran parte controllato dalla mafia. In realtà ,il problema investe il ritiro attraverso gli operatori ecologici, il trasporto attraverso mezzi comunali o mezzi noleggiati dai comuni, il conferimento in discariche spesso distanti centinaia di chilometro, il pagamento di quanto conferito , l’appalto a singole ditte per eventuali ricorsi a pulizie straordinarie. Terrasini aveva una discarica, la cui gestione era in odor di mafia, che si è saturata negli anni 90, a causa del conferimento di molti comuni limitrofi. Stessa storia per la discarica di Partinico, ormai satura e per quella di Bellolampo, di cui si aspetta l’apertura della sesta vasca. Gli Ato sono ormai allo sbando e non hanno mostrato alcuna capacità o professionalità nel risolvere il problema, spesso aumentando il numero dei dipendenti assunti clientelarmente, senza che in cambio ci fosse un servizio efficiente. Un’ordinanza del nuovo Presidente della Regione Siciliana Crocetta, dispone, rifacendosi alla normativa nazionale, che i Comuni potranno organizzarsi autonomamente per risolvere il problema col proprio personale, come  già una volta, senza finire nelle mani di privati e ribadendo il principio della gestione del “bene comune”, secondo lo stesso principio deciso con la vittoria del referendum sulla pubblicizzazione dell’acqua. Il problema comunque è lontano dal trovare una soluzione, anche per il rifiuto  che la Regione ha fatto dell’installazione, decisa a suo tempo da Cuffaro, di 6 termovalorizzatori,  a causa dei pericolosi problemi d’inquinamento ambientale che questi comporterebbero.  Sembra che, a partire da stamane sia ripresa la raccolta e la pulizia delle strade, ma una volta prosciugate le casse dei comuni, tutto si riproporrà all’infinito in una specie di serpente che si morde la coda. E, di raccolta differenziata, come imposto anche dalla Comunità europea, ancora non se ne parla. (S.V.)

( 15 gennaio 2013 )



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