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Le "minchiate" di Saviano

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Le “minchiate” di Saviano

Saviano non è nuovo alle libere creazioni della sua fantasia. Nel libro “La bellezza e l'inferno”, edito, come anche “Gomorra”, da Mondadori, cioè dalla casa editrice del berlusca sostiene addirittura di avere ricevuto una telefonata dalla signora Felicia, la quale gli avrebbe detto di stare attento ... di non esporsi…., che gli ricordava suo figlio Peppino e altre amenità di questo genere. Figurarsi se Felicia prendeva il telefono e chiamava Saviano, quando non sapeva nemmeno chi fosse, né tantomeno ne conosceva il numero, che forse era riuscita ad avere per ispirazione dello spirito santo. Il nostro scrittore e showman ci ha riprovato dopo qualche anno con la casa editrice Einaudi , che, stando a quel che si dice starebbe passando pure sotto le grinfie del berlusca, e ha sparato un’altra cazzata con una superficialità che non gli fa onore: secondo lui il processo Impastato è stato fatto sull’onda del successo del film, e ne conseguirebbe che anche la sentenza di condanna di Badalamenti e company sia stata, in un certo senso, conseguenza de “I cento passi”.  Umberto Santino, che, nel tutelare la memoria di Peppino e nel volere il processo ci ha buttato l’anima, non l’ha mandata giù e ha scritto alcune osservazioni su “Liberazione”. Nulla di strano, se non due date: il processo è iniziato nel ’98 e il film è uscito nel 2000. Apriti cielo!!!  La Einaudi si è sentita diffamata ed è ricorsa alle vie legali chiedendo addirittura un risarcimento. Scherziamo? Saviano  si può permettere di dire tutto, è uno scrittore, e quindi può liberamente inventare, anche sulla pelle degli altri ed ha motivo di sentirsi offeso se qualcuno, come ha fatto Umberto Santino, si permette, attraverso un giornale che pochi sono rimasti a leggere, di fargli notare che sta sbagliando. Chissà quante copie in meno del suo libro ha venduto Saviano a causa di questo spiacevole incidente, quanto la sua stella possa essere stata offuscata e quale risarcimento avrebbe preteso la casa editrice “diffamata”! Tutto ciò nulla toglie allo scrittore che ha avuto il merito di alzare il velo sulla camorra e di mettere sotto accusa la berlusconiana “macchina del fango”. Comunque, vicenda chiusa, o quasi, nel senso che, sarebbe doveroso e corretto, dopo l'archiviazione del caso,aspettarsi un minimo di “Scusate…ho sbagliato”  (S.V.)

( 23 gennaio 2013 )



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