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La SIAE è di tutti

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LA SIAE E’ DI TUTTI

il 13 febbraio 2013, dalle ore 10 alle ore 13 ci troviamo davanti alla Direzione Generale Siae a Roma in Viale della Letteratura 30

Acep, Arci, AudioCoop e numerosi autori ed editori italiani l’8 gennaio 2013 hanno notificato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Ministero dell’Economia, al Commissario Straordinario della SIAE Gian Luigi Rondi, ai due sub-commissari Paolo Stella Richter e Domenico Luca Scordino nonché alla SIAE un ricorso con il quale hanno chiesto al TAR Lazio di accertare e dichiarare l’illegittimità del nuovo Statuto della SIAE.

Alla base dell’impugnazione la circostanza che il nuovo Statuto attribuisce, in maniera pressoché esclusiva, la governance della società agli associati più ricchi ovvero a quelli che beneficiano delle somme maggiori in sede di riparto dei diritti d’autore incassati dalla SIAE.

Secondo il nuovo Statuto, infatti, ogni associato ha diritto, in assemblea, ad un voto più un voto per ogni euro incassato.

In questo modo le delibere assembleari relative, essenzialmente, alla nomina del Consiglio di Sorveglianza al quale lo Statuto affida, sostanzialmente, la totalità delle scelte relative alla vita dell’Ente, dipendono esclusivamente dagli associati più ricchi ovvero i grandi editori musicali facenti capo a poche multinazionali straniere e i grandi cantautori della musica leggera italiana.

La SIAE è, invece, di tutti gli associati!

Ai giudici amministrativi i ricorrenti hanno, anche, chiesto di sospendere in via cautelare l’efficacia dello Statuto, al fine di scongiurare il rischio che le prossime elezioni del Consiglio di Sorveglianza fissate per il 1° marzo si svolgano secondo le nuove regole, consegnando la SIAE in mano ai soli associati più danarosi.

Il 21 gennaio è stata inviata al commissario Rondi la richiesta di posticipare l’assemblea per dar modo ai giudici amministrativi di dare il loro parere al ricorso. La prima udienza presso il tribunale amministrativo del Lazio è convocata nella mattina del 20 febbraio.

Tale richiesta è stata rifiutata il 29 gennaio scorso.

Poiché riteniamo grave tale decisione, abbiamo deciso di convocare il 13 febbraio una iniziativa di sensibilizzazione e protesta davanti alla Direzione Generale della Siae, in via della Letteratura n. 30, invitando autori, editori, artisti, intellettuali a partecipare per un confronto pubblico sulla vicenda e chiedere nuovamente di rinviare le elezioni dell’ente.

ACEP, ARCI e AUDIOCOOP

Per adesioni all’iniziativa potete contattarci scrivendo ad una delle organizzazioni promotrici Associazione ACEP - Autori, Compositori e Piccoli Editori

Sito: www.assoacep.com E- mail: news@assoacep.com Via Flaminia, 185/B - 47900 Rimini (RN) Tel. 0541 307371 - Fax 0541 630064 - Cell. 336 378555 Arci Associazione Ricreativa Culturale Italiana Sito: www.arci.it E-mail: ufficiostampa@arci.it Via Monti di Pietralata, 16 - 00157 Roma Tel. 06.41609267 - Fax 06.41609269 AudioCoop Coordinamento tra le Etichette Discografiche Indipendenti in Italia Sito: www.audiocoop.it E.mail: comunicazioni@audiocoop.it Via della Valle 71 - 48018 Faenza (Ra) Tel. 0546.24647 - Cell. 349 4461825

Roma, 5 febbraio 2013

 

Voglio aggiungere a questo comunicato quanto   è successo dalle nostre parti: l’Associazione culturale Onlus Peppino Impastato ha organizzato un cineforum a Cinisi, nella casa che fu del boss Badalamenti: E’ stato necessario comunicare il fatto alla SIAE, la quale  ha disposto il pagamento di 30 euro per ogni film per diritti musicali e la liberatoria della casa produttrice del film. Mentre non ci sono stati problemi per  i 30 euro, non è stato possibile ottenere queste liberatorie per evidenti difficoltà nel cercare le email o gli indirizzi di queste case produttrici, per lo più estere. Tutto ciò rende difficile e problematica anche una semplice proiezione di un filmato, con fini culturali e senza scopo di lucro. La nostra proposta  è di cancellare interamente la SIAE, in quanto si tratta di un organo parassitario e inutile. Le case produttrici ed editrici provvedono già sl pagamento  degli autori, dando loro una parte di quanto venduto. Il resto è solo un balzello che complica l’esistenza, anche nel caso di presenza di una radio o di un  televisore in un locale pubblico.  (S.V.)

( 8 febbraio 2013 )



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