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Grillo e la tv (Paolo Madron)
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Grillo e la tv
Il comico ha evitato la sudditanza ai palinsesti. E ha tenuto alta l'attenzione sui suoi contenuti. Mentre gli altri sparivano.
di Paolo Madron
Dopo averla annunciata da giorni, all’ultimo momento Beppe Grillo ha annullato l’intervista a Sky prevista per domenica 17 febbraio.
La scelta è coerente con chi ha fatto campagna ostentando esplicito distacco verso la televisione - oltre che geniale sul piano della comunicazione. Non c’è gesto migliore per far parlare di sé che disattendere le morbose aspettative dell'evento che ti vuole protagonista.
In una competizione dove tutti, persino l’algido Mario Monti, si sono concessi come carne da macello al famelico bisogno dei palinsesti di spettacolarizzare la politica, c’è uno che si sottrae a questa perversa logica da reality show. E che proprio per questo, per l’unicità dei suo gesto, fa notizia.
In questo i media, e il piccolo schermo in particolare, obbediscono a dinamiche implacabili: l’ossessiva frequentazione genera assuefazione: la ridondanza del messaggio finisce per annichilirne i contenuti. O, nella migliore delle ipotesi, li abbassa alla soglia dell’indifferenza.
Solo Silvio Berlusconi, lui che la televisione commerciale l’ha inventata, si sottrae miracolosamente a questa regola. Vuoi per le sue doti istrioniche (se vai in video lo devi saper bucare), vuoi per la sua inarrivabile capacità mimetica.Tale che qualsiasi cosa dica o faccia, anche se in palese contraddizione con quanto affermato il giorno prima, appare come novità.
Pier Luigi Bersani, e soprattutto Monti, hanno deciso di inseguirlo sul suo stesso terreno, ma soffrono palesemente dell’incapacità di padroneggiarne quello che una volta si sarebbe detto lo specifico del media.
Il Prof, in particolare, non si rende conto che la sua metamorfosi (da tecnico asettico a consumato agit prop) restituisce di lui un’immagine parossistica.
Succubi del bisogno di spettacolarizzazione (leggi audience) delle varie trasmissioni, i politici invece che rivendicare una identità e una consistenza al di fuori di esse, si sono lasciati supinamente tirare dentro. Esistono perché appaiono, e non viceversa.
Emblema di questa resa è quel siparietto ipocrita e compiacente in cui i giornalisti di Sky consegnavano ai vari leader l’invito a partecipare al confronto, con tanto di entusiasta adesione dei medesimi. Raramente la sudditanza al mezzo televisivo aveva offerto una così lampante prova di sé.
Ora, si potrà criticare Grillo per molti aspetti della sua politica, ma la rivendicazione di autonomia dalle regole dello spettacolo è un sano esempio di anti conformismo. Oltre che una diretta e coerente conseguenza dell'aver scelto come luogo privilegiato della propria campagna elettorale le piazze e non gli schermi televisivi. Dove peraltro, proprio per averli sprezzantemente snobbati, era onnipresente.
Insomma, il comico è riuscito ad andare in televisione senza mai entrare nella compagnia di giro che dava identica e ossessiva rappresentazione di sé di programma in programma. E senza contaminarsi con l’implacabile macchina che cannibalizza alle sue esigenze contenuti e significati. Magari involontariamente (anche se molti dietro vedono lo zampino del suo guru Gianroberto Casaleggio) Grillo ha dimostrato che ci sono altri luoghi in cui, attraverso la parola e il contatto fisico con la gente, la politica può dare alta e altra prova di sé.
Rispetto all’articolo di Madron l’unica, ma pesante osservazione che si può fare sulla scelta del comico è: perché Grillo ha in precedenza accettato? E’ poco corretto creare attesa su una propria promessa e poi deludere questa attesa.Altro che geniale! Sembra quasi una presa per il culo anche per tutti quei sostenitori che aspettavano, più che una risposta a domande di routine, una presenza da condividere. L’altra perplessità è data dal fatto che la presenza di Grillo in Tv, anche se da lui non richiesta, è fatta sempre con lo stesso stereotipo, ovvero il profeta che urla come un ossesso nelle piazze, senza che si capisca molto di quel che dice, perché vengono trasmessi frammenti di un discorso avulsi dal loro contesto. Tipica vendetta di chi si sente snobbato. Tutto ciò senza nulla togliere alla insulsaggine, direi alla insopportabilità dei tanti talk show dove, per il conduttore, sia esso Santoro o Floris o la Annunziata o la D’Urso, l’importante è fare audience e, una delle componenti che essi presumono faccia ascolto, è la lite tra i protagonisti-antagonisti, il loro parlarsi addosso, senza che si capisca più niente, ovvero uno spettacolo di degrado della dialettica politica ridotta a cortile. Lo spettatore è solo uno strumento passivo vittima di queste presunte strategie d’ascolto, senza la possibilità di fare domande o di fare sentire la sua voce. Quando questo succede, tutto è preordinato (S.V.).
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Ci sono 9 commenti sulla notizia
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E'stato fatto più volte in precedenza e ci sembra veramente scorretto ancora oggi, ad una settimana dalle elezioni,in un sito che porta il nome di Peppino Impastato e fondato da Guido Orlando, continuare a publicare notizie riguardanti il Movimento 5 Stelle di Grillo.Un movimento che per bocca del suo comico Leader non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi antifascista,anzi al contrario ha sostenuto che bisogna collaborare con i fascisti di CasaPound,che la mafia non ha mai strozzato le sue vittime,e si permette pure di dichiarare che bisogna eliminare i Sindacati.L'esempio della restituzione di più della metà dello stipendio parlamentare non può giustificare le gravissime prese di posizioni,come per esempio quella di far dimettere da assessore una donna incinta,ed espellere alcuni militanti che non la pensavano come lui(metodi fascisti),per non parlare delle forme di populismo che bloccano la presa di coscienza della gente e la tengono lontana da un progetto alternativo, portato avanti con le lotte dal basso dai veri movimenti rivoluzionari.E'chiaro a tutti che il Movimento Grillino o Grillista non ha niente a che fare con le idee di Peppino e di Guido Orlando,e non ha nulla a che vedere con il movimento antimafia,con la democrazia e il cambiamento. FINIAMOLA DI FARGLI LA CAMPAGNA ELETTORALE.Rispetto alla gestione di questo sito,come Famiglia Impastato,che per tanto tempo abbiamo sopportato le accuse ignobili e infamanti da parte di Tele-Jato e publicate ed amplificate su questo sito,ci dissociamo dalla publicazione di scritti che non hanno nulla ache vedere con il nostro percorso che stiamo portando avanti nel nome di Peppino e di Felicia e nel rispetto di Guido Orlando fondatore di questo "SITO" e di "Casa Memoria".
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Rispetto alla gestione del sito ci dissociamo dalla publicazione di scritti riguardanti Grillo e la LIsta Ingroia.Lo abbiamo fatto più volte privatamente,a questo punto dobbiamo farlo anche publicamente.La publicazione delle notizie,dopo la morte di Guido Orlando che se ne occupava direttamente,è portata avanti oltre che da noi anche dall'Associazione Peppino Impastato.Per questo tutto il materiale da noi publicato è regolarmente firmato con il nostro logo."CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO"
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Il fascismo si è presentato come l'antipartito,ha aperto le porte a tutti i candidati giovani,ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose, lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi,dei desideri.IL Fascismo è divenuto così un fatto di costume,si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano,non modificati ancora da una tradizione nuova,dalla scuola,dalla convivenza in uno stato ben ordinato e amministrato. ANTONIO GRAMSCI."L'ordine Nuovo"26 aprile 1921.
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*errata corrige :"...ha dato modo ad una moltitudine incomposta di coprire con una vernice ...."
-------- Messaggio Originale --------
Il fascismo si è presentato come l'antipartito,ha aperto le porte a tutti i candidati giovani,ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose, lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi,dei desideri.IL Fascismo è divenuto così un fatto di costume,si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano,non modificati ancora da una tradizione nuova,dalla scuola,dalla convivenza in uno stato ben ordinato e amministrato. ANTONIO GRAMSCI."L'ordine Nuovo"26 aprile 1921.
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Grazie Giovanni,grazie alla tua famiglia,grazie "Casa Memoria"per questa vostra puntualizzazione per quanto riguarda la diffusione di alcune notizie in questo sito,che secondo il mio parere non dovrebbero essere publicate proprio per il rispetto di Peppino Impastato e Guido orlando.L'articolo di Paolo Maron,chi vuole e chi è interessato lo può leggere dai giornali,non credo che sia il caso di ripublicizzarlo su queste pagine alla vigilia delle elezioni.Infatti queste pagine dovrebbero avere una funzione diversa,dare spazio a chi non ha voce,come qualche volta è stato fatto.Grillo non ha bisogno del vostro sito.Queste cose purtroppo infastidiscono ed irritano quelle persone che sono legate alla figura di Peppino.Ho apprezzato tantissimo il racconto di Giovanni Impastato,una bella lezione per quelli che si definiscono di sinistra.Non conoscevo il passo di GRAMSCI,citato sempre da Giovanni.Sono rimasta sconvolta dalla sensibilità e dall'attualità del pensiero di questo grande uomo.Queste sono le cose che voglio leggere su questo sito,non le grande cazzate di Beppe Grillo.
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Condivido gran parte delle osservazioni critiche su Grillo, ove ce ne fosse stato bisogno, e ci tengo a precisare che PUBBLICARE NOTIZIE SU GRILLO, SU INGROIA o su qualsiasi altro, NON VUOL DIRE FAR LORO LA CAMAPGNA ELETTORALE, ma dare a questo sito un momento di presenza rispetto a tutto ciò che si muove in Italia, anzichè chiudersi in asfittiche notizie informative ed autoelogiative fatte ogni tanto e riproposte poi cambiando la data. Solo gente che, in siciliano diciamo "ha la panza malata" può vedere altre cose e avere sempre da ridire.Chi sia Grillo lo sappiamo tutti e non c'è bisogno che qualche illuminato e sapiente lettore ce lo venga a ricordare richiamando un antifascismo che tutti condividiamo. Per cortesia. Guido e Peppino non c'entrano niente e fare giornalismo non significa offenderne la memoria, ma averne rispetto e andare avanti sulla strada da loro percorsa.Se qualcuno pensa di poter parlare di Guido o di Peppino come me, che con loro ho passato momenti della mia vita a volte intensi, a volte drammatici, lo invito a farlo e a confrontarci sulle loro idee, che mi sembrano ben lontane dal gretto provincialismo di certi interventi. Direi che sia il caso di smetterla con considerazioni che, come già successo e documentato in questo sito, sono pietose forzature e mistificazioni, solo per il gusto di gettare fango su chi l'antimafia la fa sul serio, al di là delle esibizioni. Per quanto riguarda Telejato, il tentativo, fatto ipocritamente, cercando di associare il mio nome a quanto detto da quella emittente è anch'esso una pietosa bugia,tipica dello stile fantasioso di chi la porta avanti, nè questo sito si è mai prestato ad amplificare notizie di quella emittente, come qualche acchiappanuvole afferma.Poichè mi occupo della gestione di questo sito e ne rispondo personalmente, invito a considerare che il tempo speso per renderlo vivo e presente rispetto a quel che succede intorno a noi, meriterebbe qualche ringraziamento, anzichè la ricerca critica esasperata di qualcosa da criticare. Ma si sa, come diceva il Gattopardo "quello che i siciliani non perdonano è il fare". Come sempre io rispondo solo delle mie azioni e di quello che scrivo, col mio nome o la mia sigla, non mi nascondo, come certi vigliacchi e sapientoni, nell'anonimato o in falsi nomi: continuo ad invitare tutti quelli che frequentano il sito e hanno a cuore il nome e la memoria di Peppino, Guido, Fanny, Vito, Agostino,ad andare avanti cercando di costruire giornalmente gli spazi per una società nuova che sappia sorridere, anzichè sputarsi addosso. Salvo Vitale
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Ho l’impressione che qualcuno si sia bevuto il cervello e che non stia bene con se stesso. In un articolo in cui c’è un commento molto chiaro, prendendo lo spunto dalla scelta di Grillo di non andare in tv, a riflettere sull’uso ingannevole del mezzo televisivo e dei suoi conduttori, cosa che era già stata una tematica cara a Peppino, altrimenti non sarebbe nata Radio Aut, giornale di controinformazione”, c’è gente che tira in ballo Peppino, Guido, la gestione del sito per dire un mucchio di stupidaggini, dal presunto fascismo di Grillo alle allegre disavventure politiche di Pino Maniaci. Personalmente seguo giornalmente quanto pubblicato sul sito e lo trovo il stimolante e perfettamente in linea con la conservazione delle idee di Peppino e l’informazione sulle iniziative fatte in suo nome. Mi sembra invece che a certa gente piace parlare per distruggere , anziché per costruire.
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Caro Giovanni, non c’era bisogno di tirare in ballo Gramsci per dire che il fascismo è da condannare, sotto qualsiasi forma esso si manifesti: già Fini lo aveva detto, nel corso di una sua visita a Israele, quando lo ha definito “il male assoluto”. Se poi vuoi dire che Grillo è fascista, perché ha strizzato l’occhio a Casa Pound, che Salvo, che ha parlato di Grillo, è pure fascista, dovresti dire che sono fascisti Celentano, Maria Fida Moro e Dario Fo, che è salito con lui sul palco a Milano, e persino tu stesso: se non ricordo male, quando due anni fa ho visitato Casa memoria ho notato una foto che ti ritrae assieme al nostro premio Nobel. Come la mettiamo?
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Marilena Di Trapani
Alcuni hanno uno strano modo di concepire la regola della transitività: la stessa cosa fa Pino Maniaci allorchè parla del PD, e, in particolare di Crocetta: secondo lui, siccome Crocetta è alleato dell’UDC e siccome nell’UDC militano molti mafiosi, Crocetta è mafioso, o amico dei mafiosi: il chè, per una persona che, quand’era sindaco di Gela ha mandato in galera centinaia di mafiosi e che cammina sotto scorta perché minacciato di morte, è davvero il massimo dell’insulto che gli si possa fare. Ma ormai siamo in un’Italia in cui, secondo Berlusconi, per transitività, siccome si prevede un futuro governo Monti-Bersani, e siccome Bersani è alleato di Vendola, che si professa comunista, chi vota Monti o Fini vota comunista. E così, secondo questa logica, chi parla di Grillo è fascista, e con lui il 20% degli italiani che lo andranno a votare. E’ davvero uno strano modo di ragionare!!!
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