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Successo di "Aut - Il sogno di Peppino Impastato" a Trani

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Successo di “Aut - Il sogno di Peppino Impastato” di Giulio Bufo a Trani

                17 febbraio 17.10.04

 

Recensione di Neliana Pansitta

 

"Facciamo finta che tutto va bene!"

 

Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come Peppino, torna in teatro con lo spettacolo “Aut. Il sogno di Peppino Impastato”, ultimo lavoro del collettivo teatrale “Gli Alchemici”.

Giulio Bufo sceglie di vestire i panni di Peppino Impastato, conduttore radiofonico italiano impegnato nella lotta contro la Mafia nella Sicilia degli anni Sessanta, e lo fa con una efficacia eccezionale che passa dai toni forti del racconto a quelli distesi dell’ironia.

Accanto a Bufo, Federico Ancona, maestro di pianoforte, flauto e composizione pop - rock accompagna la rappresentazione con il flauto, alleggerendo l’atmosfera o, all’occorrenza, rendendola tesa, commovente, triste.

Peppino Impastato, nato in una famiglia mafiosa, passa tutta la sua vita a combattere la Mafia, contro il volere di suo padre, legato boss mafioso Tano Badalamenti.

Peppino insidia il sistema prima con il giornalino L’idea socialista, poi, nel 1976, costituisce il gruppo Musica e cultura e fonda Radio Aut, radio libera e autofinanziata con cui denunciava delitti e affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini.

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 viene assassinato nel corso della campagna elettorale.

Col suo cadavere venne inscenato un attentato, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.

Così si conclude la vita di un uomo assassinato, passato per suicida.

Quella vita, fatta di ribellione, di denuncia, di lotta e di coraggio ritorna sulla scena quasi in punta di piedi, in disordine, con la freschezza di un giovane sognatore la cui vita sarà causa della sua morte.

Ma nonostante tutto, l’attore in scena canta con l’accompagnamento del flauto di federico Ancona: “Facciamo finta che tutto va bene!”. Perché troppo spesso è questo l’atteggiamento di molti di fronte ai delitti e alle nefandezze della Mafia.

Ed è questo ciò che Peppino ha combattuto per tutta la sua vita e Giulio Bufo, attraverso l’arte della parola, la gestualità e la sua singolare capacità vocale, cerca di fare lo stesso in teatro oggi.

La testimonianza umana, le riflessioni, gli interrogativi che vengono fuori da questo spettacolo impongono all’attenzione degli spettatori la questione Mafia con precisi riferimenti alla realtà storica degli anni di Impastato.

Ma, mutatis mutandis, è facile, se non automatico, pensare alla realtà attuale, la realtà storica, sociale e politica di oggi, ancora stretta nella morsa dell’ingiustizia .

 

Lo spettacolo ha la capacità di sollecitare domande, riflessioni, e di portare una maggiore consapevolezza negli occhi degli spettatori.

Il grido del personaggio è rivolto alle coscienze, su di esse vuole suscitare una presa di posizione e l’assunzione di una speranza che possa dare corpo ad un’utopia per le nuove generazioni.

 

Restituire un’esperienza rendendola simbolica è il merito di Giulio Bufo e Federico Ancona.

Aver reso possibile l’incontro tra il teatro e la società civile, far parlare, discutere, reagire è un successo.

 

Fonte: www.teatro.org

                18 febbraio 18.52.14

 

NOTA DI GIULIO BUFO

 

PEPPINO IN MOVIMENTO

 

E' un tour per ridare la dignità a Impastato di essere stato un comunista rivoluzionario, che capiva che la mafia e l'economia capitalista non sono separate fra di loro, ma sono intrecciate e con esse le istituzioni; di essere stato un autonomo, Radio Aut prendeva il nome da autonomia operaia; di essere stato sempre nelle lotte sociali come quelle dei contadini che occupavano le torre contro la costruzione della terza pista dell'aereoporto di Punta Raisi, forse ci sono similitudini con la NoTav?

Per questo ci poniamo a fare un tour che ci avvicini a chi lotta per la dignità umana, dalle lotte pugliesi a quelle del nomous; un tour che ci porti nei posti liberati dal degrado capitalistico ed occupati come possono essere spazi sociali e teatri.

A piccoli passi, questo obiettivo lo si raggiungerà.

NON MI INTERESSA TROVARE CHI VA A TEATRO PERCHE' DEVE MOSTRARSI, MA TROVARE COMPAGNI CON I QUALI COSTRUIRE UN PERCORSO DI LOTTA SOCIALE DAL BASSO

( 19 febbraio 2013 )



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