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Non solo per Guido:::(Paolo Chirco)

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Non solo per Guido

 

E' passato un anno da quando Guido Orlando, fotografo e compagno di Peppino Impastato, ci ha lasciati. Resta il ricordo del suo impegno, testimone partecipe, speso tra le Associazioni di "Casa Memoria" e  "Peppino Impastato". Restano le foto e sopratutto, resta il ricordo della sua scelta di vita, impegnato nella affermazione della verità e della ricerca di giustizia per Peppino, assassinato dalla mafia. Resta l'esempio delle scelte indirizzate in un percorso diverso da ciò che gli chiedeva la sua famiglia, ricercando la sua identità nella libertà della muisica e dei viaggi. Resta la sua espressione nelle foto che ci ha lasciato.

 

E' il giorno del ricordo di Guido. L'ho frequentato poco per poterne parlare adeguatamente: forse timidezza e riservatezza comuni ci hanno teneuto lontani reciprocamente. E penso a Bufalino e a Tzvetan Todorov che parlano di un tempo che corrompe tutto: dai corpi agli eventi che, in poco spazio, perdono il loro senso, si svuotano di significato e la cui commemorazione rituale è di scarsa utilità quando ci si limita a confermare nel passato la negatività, quando tutti siamo occupatissimi a vivere in un deprecabile qui, in un effimero ora, fiduciosi che ne valga la pena, che in qualche modo significhi qualcosa.

 

Voglio ricordarlo legando la sua assenza all'assenza di altri compagni. Figure che abbiamo sentito vive e il cui filo della vita si è spezzato prima di quella di Guido; prima che si potessero rivelare nel pieno della maturità e di un ulteriore cresccita. Lego la riservatezza di Guido alla solarità contagiosa di Fanny Vitale, alla tristezza esistenziale di Vito Lo Duca. Due altri compagni che hanno fatto scelte di vita difficili e per questo hanno pagato sulla loro pelle. Scelte, come ha fatto Guido, coerenti al proprio sentire, coerenti alla propria ideologia, coerenti all'impegno sociale.

 

Ricordo Vito quando, con la sua Vespa, mi accompagnò in montagna per fotografare dall'alto le curve strane della costruenda autostrada per la mostra sul territorio. Nella sosta che facemmo per far raffreddare il motore, mi raccontò della rabbia e della lotta dei contadini contro l'esprioprio delle terre per la costruzione della 3° pista dell'aeroporto. Mi raccontò la disperazione di chi stava per perdere la terra, il lavoro, la dignità, le radici, l'identità. Di chi dopo l'esproprio morì di crepacuore. Mi colpì la sua commozione, la sua sensibilità che lego ad altra sensibilità, quella di Fanny Vitale. Alla sua esuberante vitalità, al suo impegno nel sociale per la liberazione della donna, sopratutto qui, nel suo paese. Alla bella serata nel giorno del suo matrimonio, a quella sensuale danza che ci regalò, come in una danza di liberazione universale di tutte le donne.

 

Torno a Guido, e torno alla memoria, alla sua testimonianza: ha ragione Salvo Vitale nella prefazione al libro Passaggio di testimone: siamo tutti in corsa per portare avanti il testimone, attraverso lo spazio del tempo senza farlo mai cadere. Ognuno per la sua parte, secondo tempi, percorsi e capacità propri. Tenere vivo il ricordo, come con Peppino, perchè ciò che non si ricorda si perde. Come non fosse mai esistito.

 

Loro hanno fatto la loro parte. Tocca a noi essere coerenti, non far cadere il senso di giustizia e libertà che loro ci hanno dato.

 

 Paolo Chirco

( 23 febbraio 2013 )



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