EMERGENZA DEMOCRATICA
(e tutti muti)
Quello che è successo ieri è di una gravità inaudita, ma pochi sembrano essersene resi conto, specialmente tra le forze politiche che si richiamano alla difesa della Costituzione e della democrazia. Un pugno di squadristi e papponi e buffoni, assieme a donnine compiacenti, sguattere, pasionarie, tutti al soldo dell’uomo più ricco d’Italia, tutti scelti da lui per entrare in Parlamento, si è messo a fare cagnara davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, per ribadire la solita posizione secondo cui il loro capo non si tocca e non deve rendere conto delle sue azioni alla giustizia, perché il popolo lo ha votato. L’ipocrisia e la presa per il culo è stata gestita poi dicendo che “il padrone” si era detto contrario alla manifestazione, guarda un po’, pe rispetto alle istituzioni, ma i servi, nel loro immenso amore per lui, hanno trasgredito e sono scesi a manifestare lo stesso in suo favore. Che carini!!! Che caini!!!
- Le accuse di cui il boss deve rispondere sono gravissime: corruzione, abuso su minore, induzione e sfruttamento della prostituzione, falso in atto pubblico, evasione fiscale. In un paese normale basterebbero a travolgere qualsiasi politico, in Italia diventano note di merito attraverso cui rivoltare la frittata e accusare i giudici di essere persecutori, nazisti, fascisti, stalinisti, golpisti, comunisti, ecc. Alla base di tutto sempre il tradizionale problema della divisione dei poteri, già teorizzato da Montesquieu nel 1740, mentre in Italia, da venti anni si cerca di sottomettere il potere giudiziario a quello politico, dopo che a questo è già stato sottomesso il potere legislativo. I “protestanti”di ieri hanno chiesto di essere ricevuti da Napolitano, il quale, invece di rifiutarsi nei confronti di chi offende in questo modo la magistratura, di cui lui è la massima espressione, si è detto subito pronto ad accogliere i terroristi della democrazia e a cercare di metterci una buona parola per garantire al ducetto l’impunità per le sue malefatte. Nessuna parola invece da parte dei cinquestellini, in altri momenti pronti a organizzare marce di protesta, vaffanculoday e altre espressioni di dissenso, né tantomeno dal PD, ormai quasi scomparso di scena, ove si escludano i soliti battibecchi tra Renzi e Bersani o tra Bersani e Grillo. Scomparsi del tutto quegli esponenti della società civile, una volta pronti a protestare in piazza per la salvaguardia della democrazia, tra indignatos, incazzatos, con alcuni black block infiltratos, e adesso ancora intenti a leccarsi le ferite, dopo la poco gloriosa fine di “Rivoluzione civile”, la lista di Ingroia. Pomodori e uova sono rimasti nei mercati, quando invece avrebbero potuto essere utilizzati opportunamente contro gli abiti griffati dei buffoni affollatisi davanti al tribunale per minacciare i giudici, colpevoli di fare il loro lavoro. E non è finita: il 22 è preannunciata una cagnara un po’ più numerosa a Roma, 50 euro a testa, per dire all’Italia che ancora comandano loro, il duce e i suoi accoliti e guai al giudice che si permette di toccarli. Dopodichè andremo a nuove elezioni e il Caimano, utilizzando le sue avventure giudiziarie miste a congiuntivite, uveite, ipertensione, impotenza senile, voyerismo, trapianti piliferi, stiramento di rughe, il tutto in un appartamento principesco del San Raffaele, in via dell’Olgettina, con le puttanelle dentro casa, prenderà un’altra barca di voti tutti in favore del povero perseguitato, vittima di un complotto della sinistra attraverso un accanimento giudiziario senza precedenti. E intanto De Gregorio ha confessato di avere incassato due milioni di euro in nero per transitare dall’Italia dei valori nel PdL, ma l’attenzione si sta spostando sulle strane transumanze di Razzi e Scilipoti, i quali sono stati premiati ritornando in parlamento e pertanto manifestavano anche loro. Quello che abbiamo visto in questi anni è stato tremendo. Abbiamo raggiunto il massimo dell’umiliazione delle regole della democrazia senza che nessuno si sia reso conto della gravità: tutto sembrava normale, poiché era sempre lui a dirci, utilizzando i suoi mezzi di trasmissione, che cosa era normale e no. Adesso sembra che qualcosa si sia svegliata, che cresca giornalmente la gente che dice che non se ne può più. Ma, dall’altra parte c’è ancora chi crede di poter continuare a comandare e a fare i suoi porci comodi. Ogni giorno che passa avvicina il furbastro alla prescrizione, come già successo numerose altre volte. E’ per questo che i giudici hanno fretta e non si lasciano incantare da false malattie studiate per evitare i processi. Vedremo fra poco se il tempo dei prepotenti e dei mafiosi è finito o se siamo condannati ad andare avanti senza che nulla cambi.
(Salvo Vitale)
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