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Solidarietà alla famiglia Aldrovandi

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Solidarietà alla famiglia Aldrovandi

Nell’Italia della democrazia costituzionale i pestaggi (a morte e non) sono stati e sono una costante della cultura fascistoide: dalle squadracce mussoliniane alle manganellate scelbiane contro i movimenti contadini e operai; dalle cariche contro le manifestazioni cittadine in difesa dei diritti umani, civili e ambientali al pestaggio dei diversi che lottano contro il violentissimo sistema del liberalismo globalizzato.

Il massacro presso la Scuola Diaz, le strane morti, dopo un trattamento a base di manganellate di Stefano Cucchi o di Marcello Lonzi, il pestaggio mortale di Federico Aldrovandi (studente di 18 anni) e la spudorata arroganza di certi servitori dello stato, incoraggiati da certi ordini calati dall’alto, fanno parte dei pericoli più alti che sta correndo la nostra democrazia costituzionale.

Quando un gruppo di uomini delle forze dell’ordine, spalleggiato da un parlamentare europeo del PdL, si permette, di inscenare un’indegna gazzarra sotto le finestre degli uffici comunali, dove lavora la madre di Federico Aldrovandi, per protestare contro la mite condanna di alcuni loro colleghi, responsabili del pestaggio e della morte del giovane, crediamo che si sia raggiunto il fondo dell’alterigia e della tracotanza. Purtroppo, in Italia, nulla garantisce i cittadini nei confronti di costoro che offendono le regole della democrazia e credono di essere al di sopra di tutto e di tutti. Ed è anche inutile invocare una giusta punizione che mai verrà. Anzi, quando costoro stanno a guardare, ci sono quelli di Casa Pound che pensano a praticare le violenze. Purtroppo il Fascismo è ancora diffuso in alcuni strati della società italiana. Così come diffusa è la criminalizzazione di quei giudici che si permettono di indagare e di condannare politici o rappresentanti dello stato. Tutto questo, senza nulla togliere a quegli esponenti delle forze dell’ordine che  fanno onestamente il loro lavoro.

La “Associazione Culturale Peppino Impastato” di Cinisi esprime la piena solidarietà nei confronti della famiglia Aldrovandi  e nei confronti di tutti quelli che si oppongono a tutti quei figuri che credono nello Stato di Polizia e non credono nello Stato di Diritto.

Il Presidente

 

( 10 aprile 2013 )



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