LETTERA APERTA DELL’ASSOCIAZIONE PEPPINO IMPASTATO
L’azione intimidatoria contro Andrea Bartolotta, delinquenziale o mafiosa che sia, così come la lettera intimidatoria inviata ad Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, fanno parte di un sistema reazionario molto consolidato, capace di anteporre gli intrighi e gli interessi privati agli interessi della collettività. Terrasini ha già subìto, in passato, devastazioni e privatizzazioni della costa, da Calarossa a Città del Mare e, davanti a un ennesimo scippo di un territorio, che tutti consideriamo bene comune, come il terreno sottostante Piazzetta Belvedere, è legittimo che, chi ama a sua terra possa e debba reagire.
Pertanto riteniamo opportuno precisare quanto segue:
- Nel giorno della manifestazione cittadina contro il pessimo servizio della Raccolta dei Rifiuti e per l’avvio di una seria Raccolta Differenziata, i compagni Andrea Bartolotta e Faro Di Maggio distribuiscono il volantino titolato: “Il Belvedere diventa Malvedere: l’ultimo scippo”, nel quale sono denunciate una serie di strane parentele e possibili complicità sul progetto di costruzione di un Solarium.
- Nella notte di sabato 16 e di domenica 17 del mese di marzo 2013 Andrea Bartolotta trova, davanti l’abitazione, la sua macchina circondata di benzina e con della carta incenerita sopra il cofano.
- Andrea si reca dai carabinieri per depositare la denuncia dell’accaduto.
- Alcuni cittadini, oltre a manifestare la piena solidarietà ad Andrea, esprimono la loro indignazione per il vile attentato. Tale profonda emotività non può e non deve essere sfruttata da coloro che (in anonimato) vogliono eludere e/o deviare la duplice gravità del problema: sia per la “mirata intimidazione” contro Andrea (le cui indagini e i risvolti giudiziari fanno capo agli organi di polizia), sia per le anomalie burocratiche, relative al progetto, riscontrate nella documentazione raccolta dai suddetti compagni presso gli uffici di competenza.
Anomalie sul Solarium che vogliamo riproporre all’attenzione di tutti:
1) Mancata dotazione del “Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo” da parte del Comune, così come previsto dal Decreto del 4 Luglio 2011, dove ci sono le “Linee Guida” per la stesura dello stesso.
2) Tra i documenti richiesti non figura quello che è previsto dall’“art. 4 della Legge Regionale n.15 del 2 Dicembre 2005”, dove si specifica che, “nelle more dell’approvazione dei Piani di Utilizzo, nuove concessioni demaniali marittime potranno essere rilasciate previa sottoscrizione di apposita clausola, con la quale il concessionario (la Società DUEGGI) si impegni ad adeguare la propria struttura alle previsioni del piano”.
3) Impatto dell’intera struttura (coperta e non) la quale, anche se “provvisoria”, oltre ad essere realizzata in una zona già classificata “Sito d’Interesse Comunitario” (SIC), ostruisce il panorama di uno dei posti più suggestivi della fascia costiera che insiste nel Golfo di Castellammare.
4) Alterazione dell’habitat, caratterizzato dalla peculiarità della flora e della fauna, così come risulta dalla relazione del WWF che, in qualità di gestore della Riserva di Capo Rama, ha espresso parere contrario alla costruzione del Solarium.
5) Parere negativo espresso dalla Capitaneria di Porto di Terrasini
6) Nel parere espresso dall’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, Servizio 3, poiché si mette in evidenza che la struttura inserita nel progetto non ricade dentro l’area a pericolosità da crollo, si chiede se sono state previste le corrette misure di protezione, affinché i fruitori dell’area non possano accedere alla scarpata. In tal senso ci preme ricordare che, nei mesi scorsi, due cittadini sono morti per essersi trovati in quella zona e che sono in corso delle indagini giudiziarie.
Ci auguriamo di non essere fraintesi e di non volere innestare ulteriori polemiche, lasciando la risposta agli organi competenti, ai quali abbiamo inoltrato le nostre riserve.