/ Archivio notizie e iniziative | BlogAut | 9MAGGIO | Notizia

A Urbino iniziative per Peppino

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

A Urbino iniziative su Peppino

 

    di Antonella Ferrara    -                              

 

 

URBINO – “Presente e passato sono due tasselli inscindibili: se vogliamo parlare di mafia e di nuove mafie dobbiamo ricordare i grandi esempi del passato e al contempo tenere un faro acceso sul presente”. E’ per questo che Ettore Marini, coordinatore provinciale di Agende Rosse, ha organizzato un incontro sulla storia di Peppino Impastato, che si è tenuto nel pomeriggio del 17 nell’aula C1 dell’ex Magistero. Nell’incontro di oggi a posizionare quei tasselli della memoria saranno le parole dell’amico e collega Salvo Vitale e la pittura di denuncia di Gaetano Porcasi. Come spiega Marini: “Salvo è la memoria, Gaetano l’occhio sul presente”.

Figlio di un boss di Cinisi, piccolo paese della provincia palermitana, Peppino Impastato ebbe il coraggio di ribellarsi alla propria famiglia e alle logiche della criminalità organizzata. Con alcuni amici fondò Radio Aut, un’emittente di controinformazione, da cui denunciava gli intrighi tra mafia e politica. Il giovane cronista siciliano sarebbe stato assassinato il 9 Maggio del 1978.  Per l’omicidio è stato condannato il  capomafia di Cinisi, Gaetano Badalamenti.

Salvo Vitale è una testimonianza vivente, sia per il suo passato di militante politico, sia per la sua professione di storico e giornalista: la forza della memoria  sembra accendere nei suoi occhi la volontà di giustizia.“Sono trascorsi molti anni- racconta - da quando io e Peppino denunciavamo le malefatte dei capimafia di Cinisi attraverso le trasmissioni di Radio Aut. Peppino l’hanno assassinato nel 1978, l’Italia intanto è cambiata ma il filo della memoria non deve e non può estinguersi”.

“Secondo il rapporto di Giornalisti Senza Frontiere- continua Salvo Vitale- oggi l’Italia è al 72° posto per libertà d’informazione. Il dato dovrebbe farci riflettere sulla banalità e sull’omologazione dell’informazione italiana. Nonché sull’assenza di pluralismo”.

L’educazione alla legalità e l’impegno nella lotta alla mafia possono declinarsi in forme diverse: alla penna del giornalista può accostarsi il pennello dell’artista.

Quando il pittore antimafia, Gaetano Porcasi, parla della sua produzione artistica non può fare a meno di definirla come una “pittura di denuncia”. “La mia penna è un pennello, i miei colori sono quelli del sangue”, spiega l’artista. Il suo laboratorio si trova a metà strada tra Cinisi e Corleone, nel cuore della provincia palermitana. Il rosso del sangue e il giallo delle terre aride  dominano i quadri che in questi anni sta portando in giro per il mondo. Le tele di Porcasi sono un viaggio nell’Italia delle stragi e della criminalità.

Alcune delle opere di Gaetano Porcasi sono oggi esposte a Corleone dentro la casa del boss Bernardo Provenzano, trasformata da qualche anno in museo cittadino. L’artista è stato invitato nel 2009 al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia per raccontare di come un pittore può indossare le vesti del cronista e proprio Perugia negli ultimi tre anni è diventata il punto di riferimento per la pittura antimafia.

Il movimento Agende Rosse vorrebbe allestire un’esposizione delle opere di Porcasi anche a Urbino ma pare che il comune abbia preferito rinviare il progetto alla prossima primavera. Intanto grazie a una mostra itinerante dal titolo La storia d’Italia attraverso le stragi, le opere di Gaetano Porcasi approderanno in Brasile.

L’iniziativa è servita anche per presentare  l’ultimo libro dell’artista: “Il tempo, i luoghi , gli uomini” (storie d’Italia). Il volume raccoglie numerose illustrazioni sulla storia e le vittime della mafia ma anche sulle stragi di Stato ed è corredato da biografie e approfondimenti storici curati da Salvo Vitale.

“Dopo le stragi del ’92- conclude Ettore Marini- quella sensazione di ‘emergenza’ che aveva scosso l’opinione pubblica si è affievolita e se oggi vogliamo sensibilizzare i giovani sulle ‘nuove mafie’ non possiamo far altro che tenere vivi il ricordo e la memoria”.

 http://youtu.be/2vrjNOENshk

http://youtu.be/Wu9AkKlqwAU

http://youtu.be/rA-VvbM95Ic

 

Ettore Marini

Coordinatore Movimento Agende Rosse Marche

Via Chiarini, 5  61032 Fano   tel. 0721865052 / 3288347956

http://agenderossemarche.wordpress.com/

 

( 4 maggio 2013 )



Ci sono 0 commenti sulla notizia