Roma ricorda Giorgiana Masi
«Nessuna marcia sui nostri corpi»
Corteo di donne, attivisti, collettivi, nel 36° anniversario dell'uccisione di Giorgiana Masi, militante del Movimento '77
Tra memoria e presente , il 36°anniversario di Giorgiana Masi è stato caratterizzato dal corteo "vietato" indetto dalle compagne, aperto dallo striscione " nessuna marcia sui nostri corpi" , in contrapposizione alla provocazione della "marcia della vita" che sfilava dal Colosseo a S.Pietro.
Il corteo partito da p.za Campo de' Fiori , dopo aver fronteggiato quello antiabortista - zeppo di preti,suore,parrocchie e fascisti, tra cui spiccavano Alemanno, Gasparri, Meloni, Sacconi - è passato sotto il Ministero di Giustizia gridando " liberi tutti", per concludere a Ponte Garibaldi alla lapide che ricorda l'uccisione di Giorgiana il 12 maggio 1977.
Qui le compagne ricordando Giorgiana , hanno ribadito la necessità della mobilitazione permanente "contro le violenze sulle donne e il femminicidio come prodotto di un sistema sessista e patriarcale, per la liberazione delle donne , artefici della nuova società".
Alcuni compagni ex Movimento '77, hanno posto l'attenzione sulle tante similitudini tra quell'epoca e questa odierna, in cui la partitocrazia dominante continua ad esprimere politiche retrive , negatrici di lavoro-reddito-bisogni, di diritti civili, sociali e di libertà fondamentali.
Ultima considerazione. I divieti di polizia pur connaturandosi come liberticidi e anticostituzionali - codini nel tempo di Alfano Ministro degli Interni - " fanno bene" alla mobilitazione, che si è ripresa come non mai la piazza con migliaia di partecipanti, bucando i media costretti così a parlare del 36° anniversario di Giorgiana , di Kossiga e degli aguzzini che l'uccisero, del Movimento '77 , di divorzio e aborto, delle antisociali crociate clericali del cattolicesimo oscurantista.
- Roma 13.5.13 Confederazione Cobas