Trasferenza? No, grazie!
Cresce a Terrasini il dissenso contro il progetto di una stazione di stoccaggio dei rifiuti
Domenica sera un numeroso gruppo di cittadini di Terrasini, con la partecipazione dei consiglieri comunali d’opposizione, hanno detto no al progetto di “trasferimento” dei rifiuti in una stazione che dovrebbe sorgere a Terrasini. Tutto era stato deciso da un pezzo, ovvero, da quando il comune di Campobello di Licata aveva fatto sapere, tramite il suo Commissario Straordinario, che non esistevano i requisiti minimi per l’installazione di una analoga stazione in quel comune. Con la complicità di qualche consigliere comunale, o, comunque, di qualcuno che “conta” nel complesso e variegato mondo della raccolta dei rifiuti, la Itras, ovvero la società, originaria di Favara, che dovrà gestire questo impianto, ha acquistato alcuni appezzamenti di terreno in contrada Paterna, ha presentato “a umma a umma” il progetto, con tutte le relazioni, che, naturalmente dicono che tutto è a posto, e ha affidato tutto a una imminente “conferenza di servizi” che dovrebbe svolgersi il 12 luglio e alla quale dovrebbe partecipare il sindaco con i tecnici comunali, per far valere le loro ragioni. Già il fatto che il Consiglio Comunale sia convocato appena tre giorni prima della conferenza dei servizi, su un argomento così delicato, lascia dubbi e sospetti. L’Associazione Peppino Impastato ha già inviato, sin dal 1° luglio una nota con richiesta di chiarimenti, ad oggi rimasta senza risposta. Da allora si sono mobilitati il Forum Ambiente Calarossa, il comitato Ripuliamo Cinisi e Terrasini dai rifiuti e altre associazioni ambientaliste. Martedì prossimo si svolgerà il Consiglio Comunale e si prevede una notevole partecipazione dei cittadini, che vorranno sentire e vedere cosa c’è sotto questo sciagurato progetto e se ci sono uomini che lo sostengono. Intanto è stata messa, a bella posta, in giro la voce che il Consiglio Comunale non sarebbe competente, perchè, su cose del genere decide solo il Prefetto. Non è vero, perché su tutto quel che riguarda i territori comunali decidono i Consigli Comunali, sovrapponendosi anche alle Amministrazioni. E’ stata messa in giro anche la voce che i consiglieri comunali faranno mancare il numero legale, per evitare di essere costretti a prendere posizione. Ma per tornare alla sedicente ITRAS si noti che essa appartiene ai fratelli Catanzaro, due industriali siciliani sostenitori dell’antimafia formale di Ivan Lo Bello, presidente della Confindustria Siciliana. Costoro, non si sa come, sono riusciti a impadronirsi della discarica di Siculiana, prima appartenente al Comune, attualmente diventata uno dei più importanti siti di conferimento, a pagamento, dei rifiuti solido-urbani prodotti in gran parte della Sicilia Occidentale. La decisione di un impianto di stoccaggio a Terrasini nasce dalla necessità di alleggerire i mezzi di trasporto da lunghi e usuranti viaggi e offrire una tappa intermedia, da cui poi il resto sarà portato a Siculiana. Quindi altre soluzioni private per un problema e per una competenza che dovrebbe essere pubblica. Non ci vuol molto a prevedere che, data l’assenza, l’incapacità o l’insufficienza finanziaria dei Comuni, i privati, a poco a poco, infischiandosene dei risultati dei referendum e contando sui problemi urgenti e non differibili che causa l’emergenza, finiranno con l’impadronirsi di tutte le funzioni e le competenze gestionali dei comuni, per far pagare, salatamente, ai cittadini, i servizi pubblici essenziali. Se poi tra i privati che gestiscono e gestiranno questi servizi ci sono investimenti e capitali di Cosa Nostra, l’emergenza e la salute giustificheranno tutto, anzi, bisognerà dare ai nuovi e vecchi padrini un attestato di benemerenza.