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Il Parlamento ha deciso:Alfano non sapeva. Il prefetto Procaccini paga per tutti

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Il prefetto Procaccini paga per gli errori del Governo

 

Il parlamento ha deciso, con un voto, che il ministro Alfano non sapeva niente e che la colpa di quanto accaduto era da attribuire a funzionari de suo dicastero, che avrebbero agito indipendentemente dalle sue direttive. Insomma, la stessa cosa dell’incredibile voto con cui il Parlamento aveva deciso che Ruby era nipote di Mubarak. Ma il ministro sapeva, anzi aveva deciso, dietro le pressioni del dittatore kazaco, amico di Berluscazzo. Il PD è stato al gioco, Letta addirittura ha detto che la sfiducia ad Alfano avrebbe significato ola sfiducia al suo governo e così tutti hanno obbedito alle direttive di Napolitano, che, il giorno prima aveva deciso anche lui che Alfano non sapeva e aveva dato precise direttive. Il prefetto Procaccini, uno dei funzionari più apprezzati e amati, capo di gabinetto  del ministero degli interni, non ha avuto altra possibilità che dimettersi, con tristezza e con disgusto. Così l’onesto Procaccini se ne va e il bugiardo Alfano resta: cose che succedono solo in Italia. Così come restano in Kazakistan, non sappiamo in quale condizione, le due donne, ricercate solo per essere moglie e figlia di un dissidente.

In una nota  stampa dell’associazione nazionale  “I CITTADINI CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE” a firma congiunta del presidente Antonio Turri e del presidente onorario Gaetano Porcasi si legge: “restiamo sconcertati dalle dimissioni del prefetto Giuseppe Procaccini a seguito delle vicende relative al caso del rimpatrio dei familiari del dissidente Kazako Ablyazov. Il prefetto Procaccini ha sempre rappresentato degnamente e con grandissimo senso dello Stato le Istituzioni e fatto il possibile per renderle credibili, nonostante i limiti della politica e di chi la rappresenta sia nella maggioranza che nella opposizione. In un Paese normale a dimettersi in una vicenda cosi inquietante e grottesca sarebbe stato il presidente del Consiglio dei ministri,  per le ovvie responsabilità politiche connesse alla vicenda. In Italia si colpiscono i servitori dello Stato senza tessera di partito nelle tasche”. Il presidente Antonio Turri aggiunge: “ ho avuto modo di conoscere ed apprezzare il lavoro contro le mafie del prefetto Procaccini quando questi dirigeva la prefettura di Latina ed ero il responsabile di una sezione della squadra mobile della città. E’ stato un osso duro contro i mafiosi che invadevano il basso Lazio. Ora che con dignità lascia il suo alto incarico credo gli debba essere riconosciuto. Dello stesso avviso il presidente onorario de I Cittadini, il pittore antimafia Gaetano Porcasi che aggiunge: “abbiamo sempre avuto dalla nostra parte il dr. Giuseppe Procaccini che ha favorito mostre e iniziative culturali contro le mafie e la corruzione a sostegno dell’arte come forma sostanziale di ostacolo ai boss dalla Sicilia a nord del Paese.” La presente nota trova il sostegno di Salvo Vitale dell’Associazione  “Peppino Impastato” di Cinisi.

 

 

( 21 luglio 2013 )



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